Jonathan David

Aggiornato Dom 30 Ago 2026 alle 23:38

Le ultime notizie su Jonathan David raccontano una storia sempre più complicata, fatta di rifiuti, gerarchie ribaltate e un mercato in entrata bloccato. L’attaccante canadese, arrivato alla Juventus nell’estate 2025 a parametro zero dal Lille con grandi aspettative, si è trasformato in uno dei casi più spinosi della gestione bianconera, e le novità delle ultime settimane non fanno che confermare quanto la sua avventura sotto la Mole sia giunta a un punto di non ritorno.

Il terzo no e lo stallo di mercato

Nonostante la Juventus lo abbia escluso persino dall’amichevole contro la Juventus Next Gen — segnale inequivocabile della sua posizione nelle gerarchie di Luciano Spalletti — David ha rifiutato per la terza volta una proposta proveniente dall’estero. Dopo aver detto no a Rennes e Lens, che avrebbero voluto riportarlo in Ligue 1, il centravanti canadese ha respinto anche l’offerta dell’Hull City, club di Premier League, ritenendo il progetto tecnico non sufficientemente convincente. Il giocatore, forte di un contratto fino al 2030 con uno stipendio da 6 milioni netti a stagione, punta a restare a Torino in attesa di un’offerta economicamente più allettante.

Questa situazione ha conseguenze dirette sul mercato in entrata della Juventus: finché David occuperà una casella nel reparto offensivo, la dirigenza bianconera non potrà affondare il colpo per Joshua Zirkzee, attaccante olandese in uscita dal Manchester United e da tempo nel mirino del club. Il terzo rifiuto di David blocca i bianconeri in una fase cruciale della sessione estiva, con la finestra di mercato che si avvicina alla chiusura.

Paradossalmente, mentre David resta immobile, è un altro attaccante a rischiare di lasciare Torino: Francisco Conceiçao è corteggiato dal Chelsea, e un’offerta intorno ai 50 milioni di euro potrebbe convincere la dirigenza juventina ad aprire una trattativa. Spalletti lo considera titolare inamovibile — partirà dal primo minuto nella gara d’esordio in campionato contro il Frosinone — ma il mercato, si sa, può riservare sorprese fino all’ultimo.

Una stagione da dimenticare: i numeri di David alla Juventus

Per comprendere appieno la situazione attuale, è necessario ripercorrere quanto accaduto nella stagione appena conclusa. Il rendimento deludente del canadese ha segnato profondamente il suo rapporto con il club e con i tifosi: appena 7 reti in 39 presenze ufficiali, un bottino misero per un giocatore che al Lille aveva segnato oltre 100 gol in cinque stagioni. Il Mondiale disputato con il Canada in estate sembrava potergli ridare fiducia — aveva siglato una tripletta contro il Qatar — e in conferenza stampa aveva dichiarato di voler restare a Torino, scatenando però la reazione furiosa dei tifosi bianconeri sui social.

Le difficoltà di David erano emerse fin dai primissimi mesi. Dopo il gol all’esordio contro il Parma, il canadese era rimasto a secco per settimane, faticando ad adattarsi alle caratteristiche difensive della Serie A. Il momento più basso era arrivato il 3 gennaio, quando aveva calciato un rigore in maniera «indecente» — come lo aveva definito il giornalista Paolo Condò — contro il Lecce, facendosi respingere il pallone dal portiere Falcone e privando la Juventus di una vittoria quasi certa. Quella serata aveva scatenato un’ondata di critiche feroci, con migliaia di tifosi che sui social avevano chiesto la sua immediata cessione.

Spalletti lo aveva difeso pubblicamente, sottolineando che David «è un rigorista, li batte benissimo», ma la fiducia dell’allenatore toscano si era progressivamente erosa nel corso dei mesi successivi. A febbraio, in occasione di Juventus-Como, il tecnico lo aveva escluso dalla formazione titolare per ragioni fisiche, preferendo Openda. E nella delicata trasferta di Napoli, Spalletti aveva optato addirittura per una Juventus senza prima punta, lasciando sia David che Openda in panchina.

Il futuro: tra cessione impossibile e blocco del mercato

La dirigenza bianconera, con Carnevali e Massara in prima linea, aveva valutato a lungo la possibilità di cedere David già a gennaio, ma l’infortunio di Dusan Vlahovic aveva congelato ogni piano. Con il serbo ai box per due-tre mesi, privarsi anche del canadese sarebbe stato un rischio troppo elevato. Nella seconda parte di stagione David aveva mostrato qualche segnale di ripresa — gol e assist nel 3-0 al Sassuolo a inizio gennaio — ma non abbastanza da convincere il club a puntare su di lui per il futuro.

In estate si erano moltiplicati gli interessamenti: Aston Villa, Marsiglia, Lione, West Ham e Nottingham Forest avevano monitorato la situazione, ma nessuna trattativa era decollata concretamente. Fabrizio Romano aveva ridimensionato le voci sull’Aston Villa, precisando che non esistevano contatti reali tra le parti. La valutazione del cartellino, stimata tra i 25 e i 30 milioni, non rappresentava un ostacolo insormontabile, ma l’ingaggio da 6 milioni netti a stagione continuava a frenare i potenziali acquirenti. Il nodo dell’ingaggio resta il principale ostacolo a qualsiasi trattativa.

Ora, con i rifiuti alle proposte estere e la volontà del giocatore di restare a Torino, la Juventus si trova in una situazione paradossale: un attaccante fuori dai piani tecnici di Spalletti, con un ingaggio pesante e un contratto lunghissimo, che blocca le operazioni in entrata. A meno di un’offerta irrinunciabile nelle ultime ore di mercato, Jonathan David inizierà la nuova stagione in bianconero, da separato in casa.