Italia

Aggiornato Mar 13 Ott 2026 alle 19:45

La Nazionale italiana ha vissuto una sosta internazionale di ottobre 2026 ricca di emozioni, capace di ribaltare le prospettive dopo un avvio di Nations League tutt’altro che incoraggiante. Quattro partite, un percorso in salita e una squadra che sembra aver trovato, almeno parzialmente, la propria identità sotto la guida di Roberto Mancini.

Dal disastro col Belgio alla rinascita: il cammino degli Azzurri in Nations League

Tutto era iniziato nel peggiore dei modi il 25 settembre, quando l’Italia aveva ceduto 0-2 al Belgio all’Olimpico di Roma in quello che era stato un esordio da dimenticare. La sconfitta contro i Diavoli Rossi aveva lasciato strascichi pesanti: il pubblico aveva fischiato persino l’inno belga prima del match, parte degli spalti si era svuotata prima del triplice fischio e le critiche erano piovute copiose. Daniele Adani, tra i più severi, aveva sentenziato senza mezzi termini: «Se facciamo così, provando ad equipararci a tante squadre che giocano i Mondiali, abbiamo già perso». Anche Beppe Bergomi aveva storto il naso, lamentando un’Italia «vecchia» nelle idee, lontana da quanto la Serie A stava proponendo. Due errori individuali — prima Alessandro Romano, poi Nicolò Barella — avevano regalato al Belgio le due transizioni decisive, trasformate da Mika Godts e Dodi Lukebakio.

Mancini aveva però reagito con decisione, rivoluzionando la squadra in vista della trasferta di Bursa contro la Turchia. Fuori dieci giocatori, dentro una difesa completamente rinnovata con Bastoni e Scalvini centrali, Kayode a destra e Ruggeri a sinistra. Il risultato aveva dato ragione al commissario tecnico: 4-1 alla Turchia con reti di Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito, quest’ultimo autore anche di un assist di pregevole fattura. Un successo netto che aveva rimesso in carreggiata il cammino nel Gruppo 1 di Lega A.

Il pareggio a Saint-Denis e il bis con la Turchia: l’Italia sale al secondo posto

Il banco di prova più importante era però quello di Saint-Denis, dove il 2 ottobre gli Azzurri hanno affrontato la Francia di Zinedine Zidane. Una grande serata per l’Italia, capace di strappare un 1-1 ai Bleus nonostante l’evidente superiorità tecnica dei padroni di casa. Donnarumma è stato decisivo in più occasioni, mentre il gol del pareggio è arrivato al 68′ grazie a un errore collettivo di Rabiot e Da Cunha, con Bastoni abile a rubare palla e battere Maignan. Nel finale, con la Francia ridotta in dieci per l’espulsione di Upamecano, l’Italia ha addirittura sfiorato la vittoria. Zidane nel post-partita non ha nascosto una certa amarezza: «Il pareggio mi lascia male come sempre. Non so se il pari dell’Italia è meritato, ma il calcio è così».

Il ciclo si è chiuso lunedì 5 ottobre con il secondo successo consecutivo sulla Turchia, questa volta al Dall’Ara di Bologna per 3-1. Mancini ha cambiato quasi tutto rispetto alla gara di Parigi, confermando solo Bastoni e Donnarumma tra i titolari. A decidere la quarta giornata di Nations League contro la Turchia sono stati Scamacca, Calafiori — alla prima rete in Nazionale — e Pio Esposito, al settimo gol in tredici presenze con la maglia azzurra. La Turchia di Montella, ancora a zero punti, ha accorciato le distanze con Simsir prima di essere definitivamente travolta. Determinante anche la pesante sconfitta del Belgio contro la Francia per 4-1, che ha permesso all’Italia di salire a quota 7 punti e raggiungere il secondo posto nel girone.

Il percorso degli Azzurri in questa finestra internazionale racconta di una squadra in costruzione, capace di reagire alle difficoltà e di mostrare progressi concreti. Mancini ha saputo gestire le rotazioni, dare spazio ai giovani — su tutti Pio Esposito e Calafiori — e trovare soluzioni diverse in base all’avversario. La strada verso i quarti di finale di Nations League, in programma nel marzo 2027, è ancora lunga, ma le ultime ultime notizie dalla Nazionale restituiscono un’immagine più incoraggiante rispetto al buio di fine settembre.