Norvegia
Aggiornato Mar 30 Giu 2026 alle 21:16La Norvegia ha vissuto un ciclo di qualificazioni ai Mondiali 2026 da assoluta protagonista, dominando il Gruppo I con una superiorità schiacciante e staccando il pass per la rassegna iridata con largo anticipo. Dopo quasi trent’anni di assenza dalla Coppa del Mondo, gli scandinavi sono tornati sul palcoscenico globale grazie a un percorso netto, trascinati da un Erling Haaland in stato di grazia assoluta.
Il cammino della Norvegia verso il Mondiale: dominio totale nel girone
Le ultime notizie sul percorso norvegese raccontano di una squadra semplicemente inarrestabile. Tutto era cominciato già nella prima giornata, quando la Norvegia aveva inflitto un pesante 3-0 all’Italia di Spalletti a Oslo, con reti di Sorloth, Nusa e Haaland. Un segnale inequivocabile di forza che avrebbe poi caratterizzato l’intero girone. A settembre 2025 era arrivato il risultato più clamoroso: l’11-1 alla Moldova, prima volta in trent’anni che la nazionale scandinava segnava un numero a due cifre in una singola partita. Haaland aveva firmato cinque reti, eguagliando un record che resisteva dal 1948, mentre Aasgaard ne aveva aggiunte quattro e Odegaard aveva completato il tabellino.
A ottobre, contro Israele, era arrivata un’altra dimostrazione di forza: 5-0 con una tripletta di Haaland, che in quella circostanza aveva persino sbagliato due rigori consecutivi prima di prendersi la scena con la consueta prepotenza. A novembre, il poker all’Estonia aveva blindato definitivamente il primo posto nel girone, portando la Norvegia a quota 21 punti con una differenza reti devastante: 33 gol segnati e soli 4 subiti. La qualificazione diretta al Mondiale era matematica, con l’Italia condannata ai playoff.
L’ultimo atto del girone, la sfida a San Siro contro l’Italia, aveva confermato la superiorità norvegese. Gli Azzurri di Gattuso avevano sognato per un tempo, portandosi in vantaggio con Pio Esposito all’11’, ma nella ripresa la Norvegia aveva dilagato: Nusa aveva pareggiato, poi Haaland aveva firmato una doppietta nel giro di tre minuti, e nel finale Larsen aveva calato il poker. Un 4-1 che aveva chiuso definitivamente i conti e certificato la qualificazione norvegese.
Haaland, il trascinatore assoluto: numeri e polemiche
Il vero simbolo di questa Norvegia è ovviamente Erling Haaland, devastante lungo tutto il percorso. Il centravanti del Manchester City ha trascinato i suoi compagni con prestazioni di livello mondiale, segnando a raffica e risultando decisivo in ogni momento cruciale. I suoi numeri nelle qualificazioni parlano da soli: cinque gol alla Moldova, una tripletta contro Israele, la doppietta decisiva contro l’Italia a San Siro. Un bottino impressionante che ha reso la Norvegia una delle squadre più prolifiche dell’intera fase europea di qualificazione.
Non sono mancate le note di colore attorno alla sua figura. Dopo la goleada alla Moldova, era emersa la storia del dialogo tra Haaland e il portiere avversario Cristian Avram: il bomber norvegese si era giustificato spiegando che doveva continuare a segnare per via della differenza reti, una spiegazione che il malcapitato portiere aveva accettato con filosofia. Poi, nel finale teso di Italia-Norvegia a San Siro, Haaland era stato protagonista di un acceso diverbio con Gianluca Mancini, con spintoni e parole poco carine, tanto che era dovuto intervenire Gianluigi Donnarumma — suo compagno al Manchester City — per placare gli animi ed evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.
La qualificazione della Norvegia al Mondiale 2026 rappresenta dunque un traguardo storico per il calcio scandinavo, che torna sulla scena mondiale dopo un’astinenza di quasi trent’anni. Tra le dodici europee già qualificate, la squadra di Solbakken figura come una delle rivelazioni più interessanti, con un organico giovane e talentuoso e un attaccante — Haaland — che si candida a essere uno dei grandi protagonisti della rassegna iridata negli Stati Uniti, Canada e Messico.