Quanto scritto da Mauro Mazza sta suscitando grandi ironie sui social.
Mauro Mazza, nel criticare Jannik Sinner con un articolo pubblicato sul quotidiano L’Arena, ha messo di mezzo anche un altro tennista di casa nostra, Matteo Berrettini che, probabilmente suo malgrado, si è trovato a passare dalla racchetta alla chitarra. Nonché a diventare simbolo di italianità a differenza, stando al Mazza, dell’altoatesino.
“È bello, aitante, simpatico, bravo con la racchetta, merita applausi e sostegno. Lui sì che è un italiano vero, come quello della canzone di Toto Cutugno. È uno di noi che ce l’ha fatta. Sentiamo di somigliargli anche nelle sue ricorrenti cadute, nelle sue prestazioni altalenanti (avete presenti “le discese ardite e le risalite”?) perfino nelle sue storie d’amore non sempre felici e durature…” ha sostenuto l’ex direttore del Tg2. Affermazioni che hanno suscitato alcune ironie sui social e portato alla creazione di alcuni meme con Berrettini con i baffi neri, la chitarra in mano e un piattone di spaghetti al pomodoro davanti a sé.
“Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano. Lasciatemi cantare una canzone piano piano. Lasciatemi cantare perché ne sono fiero. Sono un italiano, un italiano vero” si leggeva tra l’altro nel testo del brano composto dall’artista che purtroppo è scomparso nell’agosto del 2023.
L’articolo di Mazza, pubblicato sabato 18 aprile su L’Arena, ha scatenato una vera e propria bufera sui social, con migliaia di tifosi di Sinner furiosi. L’ex direttore del Tg2 aveva esordito scrivendo che “quello spilungone dai capelli rossi lo ammiriamo, i suoi trionfi ci scaldano il cuore (mentre lui resta quasi impassibile) ma non lo amiamo”, concludendo poi che Sinner sarebbe “italiano per modo di dire”, non per l'”accento austriaccheggiante” ma perché “perfetto, troppo diverso per sentircelo vicino”. Non è la prima volta che giornalisti di rilievo si interrogano sull’italianità del campione altoatesino: in passato anche firme come Corrado Augias, Aldo Cazzullo e Bruno Vespa avevano affrontato il tema.
Curiosamente, il riferimento a Toto Cutugno contenuto nell’articolo di Mazza su Sinner riecheggia una citazione già comparsa nel mondo dello sport italiano nelle scorse settimane: la pugile Irma Testa, medaglia di bronzo ai Giochi di Tokyo 2020, aveva chiuso con un ironico “Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno!” il suo sfogo social contro il presidente della FIGC Gabriele Gravina, reo di aver sminuito i successi degli sport non calcistici rispetto ai fallimenti della Nazionale di calcio. Un segno dei tempi: il nome del compianto cantautore sembra essere diventato, nel bene e nel male, un simbolo ricorrente nel dibattito sull’identità sportiva italiana.