Kevin De Bruyne

Aggiornato Gio 23 Lug 2026 alle 17:44

La storia di Kevin De Bruyne al Napoli si è conclusa nel segno della polemica, lasciando un’eredità controversa nonostante le premesse entusiasmanti. Arrivato nell’estate del 2025 a parametro zero dal Manchester City, il centrocampista belga aveva rappresentato uno dei colpi di mercato più clamorosi della storia recente della Serie A. Un’avventura durata una sola stagione, segnata da un grave infortunio, tensioni con lo staff tecnico e un addio tutt’altro che sereno.

L’arrivo, l’infortunio e una stagione travagliata

Quando De Bruyne firmò ufficialmente con il Napoli nel giugno 2025, l’entusiasmo era alle stelle. Il presidente Aurelio De Laurentiis lo aveva presentato come il simbolo di un progetto ambizioso, e il belga stesso aveva dichiarato di voler “vincere tutto”, citando lo scudetto come obiettivo prioritario non avendolo mai conquistato in Italia. Le prime settimane, tuttavia, non furono semplici: un esordio in amichevole da dimenticare contro l’Arezzo, seguito da prestazioni altalenanti nel precampionato, prima che De Bruyne iniziasse a mostrare i suoi lampi di classe, come la doppietta contro il Girona a Castel di Sangro.

La stagione vera e propria prese avvio con segnali incoraggianti — un gol all’esordio in Serie A contro il Sassuolo — ma il destino si accanì contro di lui il 25 ottobre 2025, durante il big match casalingo contro l’Inter. Mentre calciava il rigore del momentaneo 1-0, De Bruyne si procurò una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra, un infortunio definito “molto grave” dagli esperti medici. Il professor Fabrizio Tencone, intervenuto ai microfoni di Radio CRC, aveva stimato un rientro non prima di marzo 2026, previsione che si rivelò sostanzialmente corretta. L’operazione riuscì perfettamente, ma il 2025 del belga era di fatto già terminato.

Durante la lunga assenza, circolarono voci di un possibile addio anticipato: secondo Il Mattino, diversi club della Saudi Pro League si erano fatti avanti con offerte ricchissime, e si parlava persino di una disponibilità del Napoli ad ascoltare proposte concrete, considerando che il sistema di gioco di Conte — un 3-4-2-1 molto strutturato — sembrava non prevedere un ruolo centrale per il fantasista belga. De Bruyne stesso, a gennaio 2026, aveva però spento le voci sull’Arabia Saudita, dichiarando di volersi ancora mettere alla prova ad alto livello e di essere concentrato sulla riabilitazione in vista dei Mondiali 2026.

La rottura con Conte e il botta e risposta finale

I segnali di tensione con Antonio Conte erano emersi già in autunno. Dopo la sconfitta contro il Milan a San Siro, il tecnico aveva risposto in modo secco alle indiscrezioni sulla rabbia di De Bruyne al momento della sostituzione: “Mi auguro che fosse contrariato per il risultato, se lo fosse per altro ha preso la persona sbagliata”. Una frase che la diceva lunga sui rapporti tra i due. Conte aveva poi cercato di chiudere la questione pubblicamente, parlando di “patti chiari” e di una situazione già risolta, ma la frattura era evidentemente più profonda di quanto si volesse ammettere.

La conferma definitiva arrivò a stagione conclusa, quando De Bruyne attaccò apertamente Conte in un’intervista al quotidiano belga Het Nieuwsblad. “Mi erano state promesse cose che non sono state rispettate”, dichiarò il belga, aggiungendo di non aver mai avuto la possibilità di giocare nella sua posizione preferita e criticando apertamente il calcio proposto dal tecnico leccese: “Se cerchi di vincere ogni partita con un solo gol di scarto con un 5-4-1, proponi un certo tipo di calcio”. La chiosa fu lapidaria: “Sono felice per la sua partenza”.

La risposta non tardò ad arrivare, ma non da Conte direttamente: fu il suo vice Cristian Stellini a replicare con parole durissime, riportate dal Corriere dello Sport. “Ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato”, disse Stellini, aggiungendo un paragone significativo con Luka Modric, capace di integrarsi perfettamente al Milan nonostante un contesto tattico altrettanto pragmatico: “Guardate Modric, sono colpito di come si sia inserito nel Milan. Ha guidato i compagni con leadership ed entusiasmo, senza mai dare giudizi su dirigenza e allenatore”.

Un finale amaro per un’avventura che aveva promesso molto e mantenuto poco. Le ultime notizie su De Bruyne raccontano di un addio consumato tra recriminazioni reciproche, con il belga che guarda ora ai Mondiali 2026 come all’obiettivo principale della fase finale della sua carriera. La sua esperienza napoletana rimarrà negli archivi come uno dei casi più discussi del calcio italiano recente: un campione assoluto, un progetto ambizioso, e una convivenza che non ha mai trovato il giusto equilibrio.