Julio Velasco

Aggiornato Lun 22 Giu 2026 alle 08:42

Le ultime notizie su Julio Velasco raccontano di un commissario tecnico ancora al lavoro per costruire il futuro dell’Italvolley femminile, dopo una stagione 2025 che ha consegnato alla storia dello sport italiano uno dei cicli vincenti più straordinari di sempre. Con il titolo mondiale conquistato in Thailandia a settembre 2025 — il secondo grande trofeo dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 — il tecnico argentino ha completato un percorso che pochi avrebbero osato immaginare. Ora, nella Volleyball Nations League 2026, la sfida è diversa: mantenere il livello altissimo raggiunto, integrare nuove giocatrici e puntare alle Finals di Macao.

La VNL 2026: un nuovo ciclo senza Egonu

La novità più significativa della stagione 2026 riguarda l’assenza di Paola Egonu nella prima fase della Volleyball Nations League. Le azzurre hanno affrontato la Pool di Brasilia a fine maggio senza la loro fuoriclasse, con Velasco che ha scelto di puntare su un gruppo allargato e su giocatrici come Ekaterina Antropova, Stella Nervini e Gaia Giovannini per tenere alto il livello competitivo. Una scelta che riflette la filosofia del ct: costruire un collettivo autonomo, capace di reggere anche senza i singoli più forti.

Nella seconda settimana di VNL, in corso a Pasig City nelle Filippine, l’Italia ha ottenuto vittorie contro Repubblica Ceca e Serbia prima di cedere agli Stati Uniti nella quarta giornata della Pool 5. Il 3-0 finale (27-25, 25-20, 25-16) non racconta però tutta la storia: nel primo set le azzurre hanno tenuto testa alle americane, dimostrando carattere e continuità di rendimento. La sconfitta con gli USA ha fermato le azzurre a cinque vittorie e due sconfitte nella classifica generale, con gli Stati Uniti che le hanno superate a quota sei successi. Il prossimo impegno è contro il Giappone, ancora imbattuto nel torneo, con l’obiettivo di qualificarsi alle Finals di Macao.

Il Mondiale 2025: il capolavoro di Velasco

Per comprendere appieno il valore del lavoro di Velasco, è necessario guardare a ciò che è accaduto nell’estate 2025. Le azzurre hanno raggiunto la finale mondiale battendo il Brasile in semifinale al tie-break con il punteggio di 22-25, 25-22, 28-30, 25-22, 15-13, in una partita drammatica caratterizzata da due infortuni alle caviglie — Fahr nel riscaldamento e Orro nel secondo set — che avrebbero potuto spezzare il ritmo della squadra. Invece, le ragazze hanno mostrato quella solidità mentale che è diventata il marchio di fabbrica dell’era Velasco.

Il ct aveva sfatato un tabù storico: l’Italia non aveva mai battuto il Brasile in un Mondiale. «Dire che questa sia stata la vera finale è una sciocchezza enorme», aveva dichiarato Velasco dopo la semifinale, mantenendo la concentrazione alta in vista della finalissima contro la Turchia. La vittoria iridata ha poi scatenato tutta l’emozione del tecnico: «Questa vittoria mi ha dato emozioni maggiori rispetto all’Olimpiade, perché questa è stata una competizione lunga, difficile, e piena di insidie». Un trionfo costruito su autonomia, coraggio e un gruppo che, come ha ripetuto più volte il ct, «andava solo aiutato a tirare fuori i propri valori».

Novità tattiche e gestione del gruppo per il futuro

Sul fronte delle novità tattiche, Velasco ha anticipato a marzo 2026 una possibile rivoluzione nel sistema di gioco: l’idea di schierare contemporaneamente Antropova ed Egonu, ipotesi scartata nel 2024 per le difficoltà in ricezione di Myriam Sylla, ma ora tornata d’attualità dopo i progressi della schiacciatrice italo-ivoriana. «Non è escluso che possa giocare lei insieme a Kate e Paola», ha dichiarato il ct alla Gazzetta dello Sport, aprendo scenari interessanti in vista degli Europei estivi 2026, dove l’Italia campione del mondo difenderà il titolo a partire dal 21 agosto.

Sul tema della gestione del gruppo, Velasco è stato netto: nessuna deroga alla regola della disponibilità incondizionata alla maglia azzurra. «Non sono i giocatori o le giocatrici a poter scegliere se andare o meno in Nazionale», ha ribadito, confermando una linea che aveva già portato all’esclusione di alcune atlete nella primavera 2025. Una filosofia che non ammette eccezioni e che ha contribuito a creare quella coesione di gruppo considerata da tutti — giocatrici, staff e osservatori — come il vero segreto dei successi recenti. Velasco ha anche escluso categoricamente un futuro da dirigente: «Amo allenare», ha detto, citando il suo amico giornalista Gianni Mura come esempio di chi ha scelto di restare fedele alla propria passione.