Italvolley femminile

Aggiornato Dom 21 Giu 2026 alle 17:07

Un ciclo straordinario si è concluso con il sigillo più prestigioso possibile: il titolo mondiale. Le ultime notizie sull’Italvolley femminile raccontano la fine di un’era e l’inizio di una nuova, dopo che la nazionale italiana di pallavolo ha completato nel settembre 2025 una cavalcata irripetibile culminata con il trionfo ai Mondiali in Thailandia. Una squadra che ha riscritto la storia del volley azzurro, collezionando un palmares che non ha eguali: oro olimpico a Parigi 2024, tre Volleyball Nations League in quattro anni (2022, 2024 e 2025) e ora il titolo iridato, il primo dal lontano 2002.

Il Mondiale in Thailandia: la cavalcata verso il titolo

La nazionale femminile di pallavolo si è presentata ai Mondiali di Bangkok forte di una striscia di vittorie consecutive impressionante, frutto di una stagione 2025 iniziata con la conquista della terza VNL a Lodz, dove il Brasile era stato battuto 3-1 in finale. Un viatico perfetto per l’appuntamento iridato, che le azzurre guidate dal ct Julio Velasco hanno affrontato con la consapevolezza di essere la squadra da battere.

Il cammino verso il titolo non è stato privo di ostacoli. La semifinale contro il Brasile, in particolare, ha messo a dura prova i nervi delle azzurre: l’Italia ha superato il Brasile al tie-break con il punteggio di 22-25, 25-22, 28-30, 25-22, 15-13, in una partita drammatica caratterizzata da due infortuni alla caviglia, quello di Fahr nel riscaldamento e quello di Orro nel secondo set. Ekaterina Antropova è stata la trascinatrice con 28 punti, mentre Myriam Sylla ne ha aggiunti 21. Velasco, nel post-partita, ha respinto con decisione chi definiva quella contro il Brasile “la vera finale”: «È una sciocchezza enorme che noi non diremo mai», ha dichiarato il tecnico argentino, già proiettato sulla finale contro la Turchia di Daniele Santarelli.

In finale, le azzurre hanno completato l’opera, conquistando un titolo mondiale che mancava da ventitré anni. Come aveva sottolineato Rachele Sangiuliano, ex pallavolista azzurra, la difficoltà di questo Mondiale era stata maggiore rispetto alle Olimpiadi proprio perché «ormai siamo diventate la squadra da battere e quindi tutte le altre squadre ci hanno studiato molto bene». La forza del gruppo, la capacità di Velasco di disporre di alternative di qualità — con Antropova pronta a subentrare a Egonu nei momenti decisivi — ha fatto la differenza. Alessia Orro è stata premiata come MVP del torneo, riconoscimento meritatissimo per una palleggiatrice che ha guidato la squadra con autorità e visione di gioco.

L’addio di Monica De Gennaro e il passaggio di testimone

A coronamento di questo ciclo vincente, è arrivato anche il commosso addio alla maglia azzurra di Monica De Gennaro, uno dei simboli di questa generazione. “Moki”, come la chiamano affettuosamente i tifosi, ha vestito la maglia azzurra per 364 volte in quasi vent’anni di carriera internazionale, chiudendo con un messaggio di addio che ha toccato il cuore di tutti gli appassionati.

«Una maglia che ho amato profondamente, che ho rispettato in ogni gesto, che ho onorato mettendo anima, corpo e cuore in ogni partita», ha scritto la campionessa sui social. De Gennaro ha rivelato di aver saputo da tempo che quella sarebbe stata la sua ultima estate in azzurro, custodendo il segreto in silenzio per rispetto della Federazione, dello staff e delle compagne. «Ho scelto di non parlarne, di restare concentrata, di vivere ogni istante come se fosse il primo. E l’ultimo», ha aggiunto, spiegando di aver voluto prima lottare per «quell’ultima coppa che mancava a questo gruppo straordinario».

Il suo palmares parla da solo: un oro olimpico, un Mondiale, un Europeo, tre VNL e una FIVB World Cup. Un curriculum che la colloca tra le più grandi libere della storia del volley mondiale. Il suo addio segna simbolicamente la chiusura di un capitolo irripetibile, ma De Gennaro guarda al futuro con fiducia: «Sono certa che i nuovi talenti sapranno scrivere pagine ancora più belle di quelle che abbiamo già vissuto».

Velasco e il futuro dell’Italvolley: verso Los Angeles 2028

Le news sull’Italvolley femminile guardano però già avanti. Julio Velasco aveva già sciolto le riserve sul proprio futuro nell’ottobre 2024, confermando la volontà di proseguire sulla panchina azzurra fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. «Sento ancora gli occhi da tigre», aveva dichiarato il tecnico argentino, sottolineando come l’obiettivo fosse quello di confermarsi ad alto livello dopo il trionfo olimpico di Parigi.

Con il Mondiale vinto in Thailandia, Velasco ha completato il cerchio iniziato con gli Europei del 2021, aggiungendo l’unico trofeo che mancava a questa generazione straordinaria. Ora la sfida è quella di rinnovarsi, integrando i giovani talenti che stanno emergendo — come Stella Nervini e Gaia Giovannini, già protagoniste in Thailandia — con le veterane che continueranno a essere il punto di riferimento del gruppo. La terza VNL conquistata a Lodz aveva già dimostrato la profondità della rosa azzurra, con Velasco capace di gestire un gruppo ampio e motivato, dove anche chi parte dalla panchina sa di poter fare la differenza.

Le ultime novità sull’Italvolley femminile raccontano dunque di una squadra che, pur salutando alcune delle sue protagoniste storiche, si prepara a una nuova fase della propria storia, con la stessa fame di vittorie che ha caratterizzato questi anni d’oro. Il movimento italiano del volley femminile non è mai stato così forte, e le basi gettate da Velasco e da questa generazione di campionesse rappresentano il miglior punto di partenza possibile per le sfide future.