Italia Rugby
Aggiornato Mar 27 Ott 2026 alle 15:20Tra l’impresa storica del Sei Nazioni e il difficile debutto nel Nations Championship, le ultime notizie sull’Italia Rugby raccontano un 2026 dai due volti, chiuso per ora da una bella novità fuori dal campo. Ecco le principali news della stagione azzurra.
Il Sei Nazioni e la vittoria storica con l’Inghilterra
Il torneo era iniziato con il successo sulla Scozia (18-15), seguito dalle sconfitte con l’Irlanda (20-13) e con la Francia. Proprio contro i transalpini, il 22 febbraio, gli Azzurri avevano ceduto 33-8 solo nel finale: dopo 70 minuti il punteggio era 19-8, con la meta di Capuozzo e il piede di Garbisi, ma era mancata concretezza nelle molte occasioni create.
Il riscatto è arrivato il 7 marzo allo stadio Olimpico, dove l’Italia ha battuto l’Inghilterra per la prima volta nella storia, con il punteggio di 23-18. Prima di allora gli inglesi avevano vinto tutti i trentadue test match disputati contro gli Azzurri, con il minimo scarto di sempre (27-24) due anni fa, sempre a Roma. Il pilone Giosuè Zilocchi aveva indicato la mischia come terreno su cui fare la differenza, e il valore degli «impact players» che subentrano a gara in corso.
Tommaso Menoncello, Player of the Match con una meta e un assist, aveva raccontato una settimana vissuta con un solo obiettivo: «dovevamo sognare». Niccolò Cannone si era presentato in sala stampa con la bandiera del Bombo Rugby, la società d’origine, e aveva invitato il gruppo a restare lucido. Entrambi avevano già guardato alla trasferta in Galles. Il successo, hanno ricordato, è il frutto di un lavoro iniziato anni fa, e non di un solo torneo. Nel racconto di Menoncello e Cannone dopo la vittoria sull’Inghilterra emerge tutta la consapevolezza di un gruppo in crescita.
Nations Championship: un luglio da dimenticare
Il cambio di passo atteso in estate non c’è stato. Nella nuova competizione che coinvolge le dodici migliori nazionali del mondo, gli Azzurri hanno perso tutte e tre le gare in trasferta, contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Sono quindi rimasti a zero punti, ultimi nel girone dell’Emisfero Nord.
A Wellington l’Italia di Quesada era partita fortissimo: meta di Menoncello dopo due minuti, trasformazione di Allan e 7-0. Con un altro piazzato di Allan, a metà primo tempo era arrivata anche la parziale resistenza, e si era andati al riposo sul 14-10 per i padroni di casa. Nella ripresa, però, gli All Blacks hanno cambiato marcia. A pesare è stato il cartellino rosso a Niccolò Cannone per un contatto testa contro testa, confermato dal «bunker», che ha lasciato l’Italia in quattordici per venti minuti. Il match è finito 47-17, con la meta di Marin e la trasformazione di Garbisi come unici punti azzurri nella ripresa.
La sentenza della Commissione disciplinare ha poi acceso il dibattito tra gli appassionati. La pena base di sei giornate è stata ridotta a quattro, per l’ammissione di colpa e l’assenza di gravi precedenti. Il flanker ha così saltato la sfida con l’Australia e le gare del Benetton tra settembre contro Zebre, Black Lion e Dragons. Una parte dei tifosi ha giudicato la squalifica eccessiva, altri hanno difeso la linea dura a tutela della sicurezza, chiedendo però coerenza nei casi simili.
Anche il c.t. Gonzalo Quesada è stato fermato. Dopo le parole contro l’arbitro francese Luc Ramos nel postpartita di Wellington, la squalifica iniziale di due partite è stata ridotta in seguito al ricorso, ma l’argentino non ha potuto sedere in panchina contro l’Australia. Attraverso i canali della FIR ha fatto un passo indietro: ha spiegato che le sue parole erano nate «nell’emozione del momento», si è scusato pubblicamente e ha ribadito che le discussioni sugli arbitri vanno tenute nei luoghi appropriati. In panchina lo ha sostituito il fidato assistente German Fernandez.
Il 18 luglio a Perth è andata peggio: l’Italia è affondata 57-10 contro l’Australia. Gli uomini di Schmidt hanno chiuso il primo tempo sul 38-5, con tre mete di Canham in totale. Per gli Azzurri sono andati a segno Lamaro e Ioane, mentre Garbisi ha sbagliato entrambe le trasformazioni. Al 66′ è stato espulso anche Marco Riccioni, per una manata nonostante fosse già uscito dal campo per la sostituzione. La fase casalinga del torneo è in programma a novembre, e sarà l’occasione per cancellare lo zero in classifica.
Fiori d’arancio nel rugby femminile
La novità più recente arriva però dal movimento femminile. A settembre Michela Sillari e Giordana Duca hanno celebrato la loro unione civile, prima in Municipio a Morgano, in provincia di Treviso, poi con una cerimonia all’aperto. Si tratta della prima unione civile tra due giocatrici in attività della Nazionale. Sillari è trequarti, Duca seconda linea, e insieme contano 163 caps azzurri (98 e 65) e le partecipazioni ai Mondiali del 2021 e del 2025, a cui Sillari ha aggiunto quella del 2017. Giocano entrambe nel Valsugana Padova.
Alla festa hanno partecipato molte compagne di Nazionale e di club, oltre a Giuliana Campanella, oggi team manager dell’Italia femminile. Il racconto di Sillari e Duca è quello di un movimento unito, maturo e sempre più consapevole della propria identità. Duca ha compiuto 34 anni il 18 settembre.
L’Italrugby arriva dunque alla finestra autunnale con due eredità opposte. Da una parte c’è la fiducia nata dal trionfo sull’Inghilterra, dall’altra la necessità di dare risposte dopo un’estate fatta di sconfitte e squalifiche. I prossimi impegni casalinghi diranno quale delle due strade prevarrà.