Rugby, Nations Championship e inclusione: servizio di audiodescrizione per le gare casalinghe degli Azzurri

Articolo di Nicola Lama

Il servizio Connect Me Too permette anche alle persone con disabilità visive di vivere ogni dettaglio delle partite.

Il rugby italiano compie un nuovo passo sul fronte dell’inclusione. La Federazione Italiana ha annunciato l’attivazione del servizio di audiodescrizione dedicato alle persone cieche, ipovedenti e con disabilità visiva in occasione delle partite interne del Nations Championship 2026. L’iniziativa consentirà agli appassionati di seguire gli incontri degli Azzurri sia allo stadio sia da casa, attraverso un sistema di narrazione studiato per restituire ogni aspetto dell’evento, dalle azioni di gioco all’atmosfera sugli spalti.

Nel corso della nuova competizione internazionale, che vede impegnate le dodici migliori nazionali del panorama mondiale e ha vissuto quest’estate la fase svoltasi nell’Emisfero Sud e in Giappone, l’Italia affronterà il Sudafrica campione del mondo in carica il 7 novembre all’Allianz Stadium di Torino, l’Argentina il 14 novembre allo stadio Luigi Ferraris di Genova e le Fiji il 21 novembre al Bluenergy Stadium di Udine.

Il progetto nasce dall’esperienza già maturata durante il Sei Nazioni, torneo in cui il servizio è stato introdotto con successo negli ultimi anni. L’audiodescrizione viene realizzata attraverso “Connect Me Too”, sistema sviluppato da CMT Translations che permette di seguire la partita grazie a una cronaca iperdescrittiva affidata a professionisti appositamente formati. La narrazione non si limita a raccontare ciò che accade con il pallone tra le mani dei giocatori, ma comprende anche le reazioni del pubblico, quanto avviene sulle panchine e altri dettagli visivi.

“Rendere il rugby sempre più accessibile significa fare in modo che ogni persona possa vivere pienamente l’esperienza che questo sport è in grado di offrire – ha dichiarato Leonardo Ghiraldini, consigliere federale con delega alla Responsabilità Sociale -. L’attivazione dell’audiodescrizione per le partite del Nations Championship rappresenta un passo concreto in questa direzione e nasce dalla volontà di estendere a un numero sempre maggiore di persone la possibilità di sentirsi parte dell’evento, sia allo stadio sia da casa”.

Soddisfazione anche da parte di Tony D’Angelo, responsabile del progetto “Connect Me Too” per CMT Translations: “Dopo il Sei Nazioni, portare il servizio anche nella prima edizione del Nations Championship rappresenta per noi un passaggio importante. Significa vedere l’audiodescrizione entrare con sempre maggiore continuità nei grandi appuntamenti sportivi, non come un servizio accessorio, ma come parte integrante dell’esperienza offerta al pubblico”.

“Connect Me Too” è oggi una realtà consolidata nel panorama dell’accessibilità sportiva. Oltre al rugby, il sistema è utilizzato nel calcio, nel basket e in diverse discipline invernali, trovando spazio anche in contesti culturali come il teatro. L’obiettivo resta quello di abbattere le barriere e consentire a un numero sempre maggiore di persone di vivere le emozioni dello sport senza limitazioni.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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