Gianmarco Tamberi
Aggiornato Ven 14 Ago 2026 alle 16:38Gianmarco Tamberi è tornato prepotentemente al centro della scena sportiva italiana, e non solo per le sue imprese atletiche. Le ultime notizie lo vedono protagonista di una polemica che ha scosso il mondo dello sport azzurro, scatenata dalle dichiarazioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina dopo la sconfitta della Nazionale di calcio contro la Bosnia. Un episodio che ha rivelato quanto Gimbo sia diventato una voce autorevole e rispettata ben oltre i confini dell’atletica leggera.
Tamberi contro Gravina: il post virale che ha unito lo sport italiano
Tutto è partito dalla conferenza stampa di Gravina, nel quale il numero uno del calcio italiano ha dichiarato: “Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici”. Una frase che ha fatto esplodere la reazione del mondo sportivo azzurro, con Gimbo Tamberi in prima fila. Il campione olimpico di Tokyo ha pubblicato su Facebook una foto ironica che lo ritrae in maglia azzurra insieme ad altri fuoriclasse dello sport italiano come Jannik Sinner, Kimi Antonelli, Marco Bezzecchi, Federica Brignone e Marcell Jacobs, con la didascalia “Dilettanti allo sbaraglio”. Il post è diventato immediatamente virale, trasformandosi nel simbolo di una protesta collettiva.
La risposta di Tamberi non è stata isolata: tanti campioni azzurri hanno replicato con durezza alle parole di Gravina, da Irma Testa a Federica Pellegrini, da Mattia Furlani a Gregorio Paltrinieri. Quest’ultimo, con la sua consueta schiettezza, ha dichiarato: “Io quando perdo penso a me stesso e faccio un’analisi di quello che sbaglio io, senza buttare in mezzo altri”. Una stoccata indiretta ma efficacissima. Anche l’ex stella NBA Andrea Bargnani ha voluto dire la sua: “Ho giocato in NBA, la lega sportiva più professionistica al mondo, e non mi sono mai sentito più atleta di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno”. Il messaggio era chiaro: il professionismo non si misura con il fatturato, ma con la dedizione e il sacrificio.
Un percorso di rinascita: dai Mondiali di Tokyo a Los Angeles 2028
Per comprendere appieno il peso delle parole di Tamberi in questa polemica, è utile ripercorrere il cammino che lo ha portato fin qui. Dopo la delusione cocente delle Olimpiadi di Parigi 2024, dove una colica renale lo aveva costretto a gareggiare in condizioni fisiche drammatiche — arrivando addirittura a vomitare sangue nelle ore precedenti alla finale — Gimbo aveva annunciato sul palco di Sanremo la sua decisione di continuare fino a Los Angeles 2028, smentendo le voci di un imminente ritiro.
La stagione 2025 non è stata però quella del grande rilancio sperato. Ai Mondiali di atletica di Tokyo, disputati a settembre 2025, Tamberi è stato eliminato nelle qualificazioni, mancando l’accesso alla finale. Una delusione enorme, amplificata dal fatto che proprio a Tokyo aveva conquistato l’oro olimpico nel 2021. “Ho fatto un risultato pietoso, quindi è giusto così”, aveva dichiarato con la sua tipica autocritica spietata, aggiungendo: “Mi sento uno schifo. Sapevo di poter saltare oltre i 2,30, altrimenti non avrei lasciato in Italia la mia bambina di 20 giorni”. Un riferimento alla piccola Camilla, nata ad agosto 2025, che aveva già dimostrato la sua dedizione allo sport partecipando a una gara in Polonia appena 48 ore dopo la nascita della figlia.
Nonostante la delusione, Tamberi ha ripreso gli allenamenti con determinazione, rifiutando di concedersi una pausa: “L’amaro in bocca per come è andata questa stagione era troppo grande per prendermi un periodo di vacanza. Le delusioni si affrontano a muso duro, non si evitano”. Un atteggiamento che rispecchia perfettamente il carattere del campione marchigiano, capace di trasformare ogni sconfitta in carburante per la rinascita.
Il valore di un campione oltre la pedana
La vicenda Gravina ha messo in luce una dimensione di Gianmarco Tamberi che va ben oltre quella dell’atleta. Gimbo è diventato un punto di riferimento morale per tutto lo sport italiano, capace di aggregare attorno a sé campioni di discipline diverse e di dare voce a un malcontento diffuso. La sua ironia intelligente — quella foto con i “dilettanti allo sbaraglio” — ha colpito nel segno molto più di qualsiasi dichiarazione polemica diretta.
Non è la prima volta che Tamberi dimostra questa capacità di leadership. Quando Federica Brignone ha conquistato l’oro nel SuperG alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, fu proprio lui a tributarle uno degli omaggi più toccanti: “Non esiste oro in questa Olimpiade che possa rendermi più orgoglioso di essere italiano. Solo 10 mesi fa sembrava impossibile anche solo vederla di nuovo con gli sci ai piedi”. Parole che risuonano ancora più significative oggi, considerando che anche lui conosce bene il significato di tornare a competere dopo un infortunio grave.
Con l’obiettivo di Los Angeles 2028 ancora ben saldo nella mente, Tamberi continua il suo percorso di preparazione. Le ultime novità lo descrivono più motivato che mai, consapevole che la sua storia sportiva ha ancora molto da raccontare. E nel frattempo, fuori dalla pedana, continua a essere una delle voci più autentiche e coraggiose dello sport azzurro.