Fabio Capello
Aggiornato Gio 22 Ott 2026 alle 09:43Le ultime notizie su Fabio Capello raccontano un autunno in cui l’ex allenatore, oggi voce molto ascoltata negli studi di Sky e sulle colonne della Gazzetta dello Sport, non ha risparmiato nessuno. Il bersaglio principale è stato il Milan di Ruben Amorim, ma le sue analisi hanno toccato anche l’Inter, il Como e il caos che ha investito la Nazionale. Ecco le principali novità e i commenti più rilevanti degli ultimi mesi.
Capello contro Amorim: dal cantiere aperto al Milan che giochicchia
Il filo rosso dell’estate e dell’inizio di stagione è il rapporto a distanza tra Capello e il tecnico portoghese. Già l’11 agosto, a meno di due settimane dall’inizio del campionato, Don Fabio parlava di un Milan simile a un cantiere aperto: mancava, a suo dire, solo il cartello dei lavori in corso. Nel mirino c’era soprattutto la fase difensiva, con il pressing alto e la volontà di dominare che, dopo l’amichevole con il Chelsea, sembravano esporre la squadra a situazioni pericolose. L’ex tecnico rossonero aveva poi sottolineato la confusione attorno al caso Leao e l’auspicio che il Milan recuperasse un’anima italiana, con la speranza che giovani come Camarda, Comotto, Bartesaghi e Torriani restassero in rosa.
Il 24 agosto, dopo la vittoria sul Torino, c’è stato un botta e risposta in diretta televisiva. Capello ha riconosciuto che il gioco voluto da Amorim, fatto di possesso e aggressività, iniziava a vedersi, ma ha invitato a lavorare sulla difesa dell’area di rigore, vero tallone d’Achille della scorsa stagione tra calci d’angolo e punizioni. Amorim, collegato con lo studio, si è detto d’accordo e ha ribadito la propria stima per l’allenatore friulano, ricordando quanto i portoghesi amino il Milan e ciò che Capello ha fatto con quel club.
Il tono è però cambiato dopo il debutto in Europa League. Nella serata in cui il Milan è stato sconfitto per 2-0 dal Benfica a San Siro, Capello ha affondato il colpo: la critica alle scelte di Amorim è stata durissima. «Conosce il valore dei giocatori che sta allenando?», si è chiesto, contestando la decisione di lasciare fuori Rabiot e Pulisic per schierare Hutchinson e Cisse, giocatori che a suo avviso non puntano l’uomo e non vanno in profondità. Per Capello quello visto in campo è «un Milan che giochicchia», senza aperture veloci né cambi di campo e con evidenti problemi difensivi. Ha anche notato che l’unica squadra italiana a giocare con due attaccanti è l’Inter, domandandosi se ce ne siamo dimenticati.
Inter, Como e Nico Paz: gli altri giudizi di Capello
Nelle stesse settimane Capello ha commentato anche le squadre di vertice italiane in Europa. Dopo la sconfitta dell’Inter per 2-1 sul campo del Real Madrid, alla prima giornata della fase campionato di Champions League, si è acceso il confronto con Beppe Bergomi nello studio di Sky. Secondo Capello i nerazzurri di Chivu avrebbero potuto fare ciò che volevano contro un Real che «non sapeva stare in campo», ma hanno giocato con troppi passaggini e senza cambi di gioco, nonostante lo spazio per effettuarli. Bergomi ha invece difeso la prestazione del primo tempo e la gara di Diouf. Alla fine Capello lo ha invitato a rivedere la partita e l’ex capitano interista ha chiuso con un secco «L’ho vista».
Non sono mancati elogi, ma sempre accompagnati da qualche sprone. Dopo il 4-1 del Como sul Lipsia all’esordio in Champions, Capello ha detto di divertirsi con la squadra di Fabregas e ha esaltato Assane Diao, che gli ricorda Leao per caratteristiche pur giudicandolo tecnicamente migliore dell’ex rossonero. Con Nico Paz, protagonista di due assist, è stato invece esigente: l’argentino, destinato secondo lui a diventare uno dei migliori al mondo, avrebbe giocato al 75% delle sue possibilità. Il giocatore, collegato, ha risposto spiegando di aver avuto sempre un marcatore addosso e pochi palloni a disposizione, rivendicando anche il lavoro difensivo a fine gara.
Il filo conduttore di tutti questi interventi è la richiesta di personalità e di scelte coraggiose, un’impostazione che Capello applica sia alle grandi sia alle outsider.
Nazionale, Baresi e il ruolo di opinionista scomodo
Capello è intervenuto anche sul caos legato al nuovo commissario tecnico. Dopo la bocciatura di Andrea Pirlo e le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, ha sostenuto che per non accettare Pirlo si sia andati a cercare elementi contro di lui, rimpiangendo l’occasione di una proposta innovativa sul modello della Spagna con De la Fuente. Ha indicato in Antonio Conte la scelta giusta, già suggerita a maggio per la sua conoscenza dell’ambiente azzurro e la capacità di motivare i giocatori. Ha invece bocciato senza appello il ritorno di Roberto Mancini, giudicando molto grave il modo in cui lasciò la Nazionale per andare in Arabia Saudita. In precedenza aveva dichiarato di aver fatto il tifo per l’Italia e di essersi rammaricato per il mancato ripescaggio ai Mondiali.
Spazio anche a un momento di grande commozione: dopo la scomparsa di Franco Baresi, Capello, che lo allenò nel Milan tra il 1987 e il 1996, ha lanciato alla Gazzetta dello Sport la proposta di assegnargli un Pallone d’Oro alla memoria, idea che ha raccolto ampi consensi. Baresi era stato candidato sette volte al premio, chiudendo secondo nel 1989 dietro Marco van Basten.
Tra critiche taglienti, elogi mirati e proposte dal forte valore simbolico, il quadro che emerge è quello di un commentatore che continua a incidere sul dibattito del calcio italiano. Per seguire tutte le news sulle sue prossime uscite, a partire dal cammino del Milan di Amorim in Europa e in campionato, sarà utile restare aggiornati sulle parole di Don Fabio.