Fabio Capello
Aggiornato Ven 11 Set 2026 alle 09:31Le ultime notizie su Fabio Capello confermano che Don Fabio resta uno dei commentatori più ascoltati e provocatori del calcio italiano. Dalle analisi sulla Champions League alle riflessioni sulla Nazionale, l’ex tecnico di Milan, Juventus e Real Madrid continua a far discutere con giudizi netti e spesso controcorrente. Le ultime dichiarazioni, tra settembre 2026 e i mesi precedenti, offrono un quadro preciso della sua visione del calcio contemporaneo.
Capello contro tutti: dal caso Inter al dibattito su Chivu
La sconfitta dell’Inter contro il Real Madrid nella prima giornata della fase campionato di Champions League ha riacceso il dibattito negli studi di Sky, con Capello protagonista di un vivace botta e risposta con Beppe Bergomi. Don Fabio ha puntato il dito sulla mancanza di cambi di gioco da parte dei nerazzurri: «C’era un Real Madrid che non sapeva stare in campo, l’Inter poteva fare quello che voleva. Non ha approfittato dell’occasione». Una lettura che Bergomi ha respinto con un lapidario «L’ho vista», chiudendo il confronto senza trovare un punto d’incontro.
Non è la prima volta che Capello si mostra critico nei confronti della gestione tecnica di Cristian Chivu. Già a marzo 2026, dopo il derby vinto dal Milan, l’ex allenatore aveva sostenuto che l’Inter stesse attraversando un momento di confusione tattica e psicologica: «Chivu deve recuperare la compattezza, deve trovare la posizione di alcuni giocatori. Non so bene cosa stia succedendo ora, se sta andando in confusione lui con questi cambi, o se stia facendo andare in confusione la squadra». Un giudizio severo, che si inserisce in una linea di pensiero coerente: per Capello, la solidità mentale e la chiarezza di idee sono prerequisiti irrinunciabili per competere ai massimi livelli.
Il Milan di Amorim e le ultime novità in casa rossonera
Sul fronte rossonero, le news più recenti riguardano il nuovo corso targato Ruben Amorim, arrivato sulla panchina del Milan nell’estate 2026. Capello ha seguito con attenzione l’avvio della stagione, esprimendo prima preoccupazione e poi un giudizio parzialmente positivo. Già ad agosto, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, aveva descritto il Milan come «un cantiere aperto», sottolineando i rischi di un pressing alto applicato senza la necessaria preparazione difensiva: «Tra la filosofia e la pratica ci passa il mondo».
Il confronto diretto con Amorim, avvenuto in diretta su Sky dopo la vittoria contro il Torino, ha però rivelato un clima di rispetto reciproco. Il tecnico portoghese ha risposto alle critiche di Capello con fair play, ammettendo la necessità di migliorare la fase difensiva e sottolineando la stima nei confronti di Don Fabio: «Non sapete voi quanto i portoghesi amino il Milan e quello che ha fatto anche Fabio Capello». Un dialogo costruttivo che ha sorpreso molti osservatori, abituati ai toni più accesi delle analisi capelliane.
Resta sullo sfondo la questione Rafael Leao, ancora senza una destinazione definita nonostante le dichiarazioni pubbliche del portoghese sulla volontà di cambiare aria. Capello aveva già avvertito a luglio che «Rafa si è sopravvalutato chiamando pubblicamente la Premier League» e che, in caso di permanenza, bisognava «stare attenti alla reazione di San Siro alla prima rincorsa mancata». Una previsione che il tempo si incaricherà di verificare.
Il caos Nazionale e la proposta per Baresi
Le ultime dichiarazioni di Capello non si sono limitate al calcio di club. A luglio 2026, in pieno caos commissario tecnico, Don Fabio ha preso posizione con forza contro il possibile ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra: «Come si fa a lasciare la Nazionale senza nessun motivo per andare a prendere i soldi in Arabia Saudita? Quello che ha fatto, secondo me, è molto grave». Il suo candidato ideale resta Antonio Conte, già indicato come profilo perfetto per la ricostruzione della Nazionale: «L’unica cosa che conta con l’Italia è vincere, e lui lo sa meglio di chiunque altro».
In questo periodo segnato anche dal lutto per la scomparsa di Franco Baresi, Capello ha lanciato una proposta destinata a fare discutere: assegnare all’ex capitano del Milan un Pallone d’Oro alla memoria. «Diamogli un Pallone d’Oro alla memoria. Credo che un premio internazionale lo meriterebbe, per come era e per come si comportava». Una richiesta che ha trovato ampio consenso nel mondo del calcio, trasformando il dolore collettivo in un appello concreto alla storia del gioco.
Che si tratti di tattica, mercato o politica federale, Fabio Capello continua a essere una voce scomoda e necessaria nel panorama del calcio italiano. Le sue ultime uscite confermano una coerenza di pensiero rara: poche concessioni alla diplomazia, molte analisi fondate sull’esperienza di chi ha vinto in Italia, Spagna e Inghilterra.