Davide Tardozzi

Aggiornato Dom 10 Mag 2026 alle 10:50

Le ultime notizie su Davide Tardozzi raccontano di un team manager chiamato ad affrontare una delle fasi più complesse della sua gestione alla guida del team ufficiale Ducati. Dopo anni di dominio incontrastato, il 2026 ha riservato alla casa di Borgo Panigale un avvio di stagione da dimenticare, con l’Aprilia che ha preso il largo e le Rosse costrette a inseguire. Tardozzi, voce e volto della Ducati nei momenti difficili come in quelli trionfali, non si è sottratto alle responsabilità e ha parlato chiaro.

Tardozzi ammette il ritardo: “Non siamo più quelli di una volta”

Le parole pronunciate da Tardozzi nelle ultime settimane hanno fatto il giro del paddock. Il team manager ha ammesso pubblicamente il gap accumulato rispetto all’Aprilia, usando toni insolitamente autocritici per un dirigente abituato a trasmettere fiducia: “Non siamo più quelli di una volta. Dobbiamo lavorare, punto. Dobbiamo essere più attenti nella nostra gestione e capire meglio di cosa hanno bisogno i nostri piloti”. Una dichiarazione che fotografa con precisione lo stato attuale della Ducati, scivolata in una posizione di rincorsa dopo aver dominato il Mondiale per anni.

I numeri parlano chiaro: l’Aprilia ha guadagnato sette o otto decimi rispetto alla stagione precedente, mentre la Ducati ne ha recuperati appena uno o due. Il risultato è che dopo le prime tre gare del 2026, Marco Bezzecchi e Jorge Martin occupano le prime due posizioni in classifica piloti con le moto di Noale, mentre la prima Desmosedici è quella del satellite VR46 di Fabio Di Giannantonio. Marc Marquez, il campione del mondo in carica, è solo quinto, senza vittorie né podi all’attivo.

Il tallone d’Achille individuato da Tardozzi è l’usura della gomma posteriore, un problema che ha condizionato anche le prestazioni di Di Giannantonio e Bagnaia ad Austin: “Non riuscivano a gestire la gomma posteriore, il consumo era troppo alto ed a un certo punto non riuscivano più a guidare”. Una problematica tecnica su cui gli ingegneri di Borgo Panigale sono chiamati a trovare risposte rapide, con Tardozzi che si aspetta aggiornamenti significativi sulla Desmosedici GP26.

Il caso Marquez: condizioni fisiche al centro del dibattito

Oltre alle difficoltà della moto, c’è un altro tema che tiene banco nelle ultime news sul team Ducati: le condizioni fisiche di Marc Marquez. Il campione del mondo non si è mai completamente ripreso dall’infortunio alla spalla destra che lo ha fermato nel finale del 2025, e questo sta pesando in modo significativo sulle sue prestazioni in pista.

Tardozzi ha confermato i dubbi sullo stato di forma del pilota catalano con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Secondo me Marc Marquez non è ancora a posto al 100%. Non posso dirlo ma di sicuro non sta bene. Purtroppo quello che è successo in Indonesia ha ancora conseguenze”. Un’ammissione significativa, che spiega almeno in parte perché il numero 93 non riesca a esprimere il suo potenziale nonostante i lampi di classe che emergono quando riesce a spingere.

A supportare questa tesi è arrivata anche l’analisi dell’ex campione Luca Cadalora, che ha individuato proprio nelle condizioni fisiche di Marquez la radice principale delle difficoltà della Ducati: “Marc forse sta correndo al 90%, o nemmeno a quel punto, perché non si è ancora completamente ripreso, soprattutto dal problema alla spalla”. Cadalora ha poi puntato il dito anche sulla moto, descrivendo una Desmosedici che “perde velocità in curva, quando si toglie il gas”, in netto contrasto con la fluidità dell’Aprilia.

Eppure, anche in questo momento difficile, Tardozzi ha mostrato la lucidità che lo contraddistingue. Già a fine 2025, quando Marquez stava recuperando dall’operazione, il team manager aveva monitorato personalmente i progressi del pilota durante i test sulla Panigale a Guadassuar: “L’ho visto bene, chiaramente non è ancora al 100% ma la strada è quella giusta”. Parole che oggi assumono un significato diverso, alla luce di una ripresa più lenta del previsto.

Uno sguardo al futuro: Pirelli, nuovi regolamenti e la rincorsa all’Aprilia

Nel mezzo delle difficoltà immediate, Tardozzi ha anche guardato oltre, affrontando i temi che caratterizzeranno il prossimo futuro della MotoGP. Dal 2027 cambieranno due elementi fondamentali: la Pirelli sostituirà Michelin come fornitore di pneumatici, e la cilindrata dei motori scenderà da 1000 a 850cc. Due rivoluzioni che potrebbero rimescolare le carte in tavola.

“Prima, le gomme Pirelli perdevano prestazioni verso la fine della gara, ma ora non succede più”, ha spiegato Tardozzi, sottolineando come il costruttore italiano abbia lavorato per adattarsi alle esigenze della MotoGP. Sul fronte motoristico, il manager Ducati ha chiarito che la riduzione di cilindrata non significherà necessariamente meno prestazioni: “Anche se la cilindrata diminuisce, le moto avranno più potenza e meno peso di una Superbike, quindi sottoporranno le gomme a uno stress maggiore”.

Nel breve termine, però, la priorità è una sola: recuperare il terreno perduto rispetto all’Aprilia. “Questo non è il vero valore della Ducati, noi non siamo questi”, aveva detto Tardozzi dopo Austin, rifiutando gli alibi ma riconoscendo la necessità di un cambio di passo immediato. Con 19 gare ancora da disputare, il margine per rimontare c’è, ma il tempo stringe. La Ducati che ha dominato il Mondiale per anni è chiamata a ritrovarsi, e Davide Tardozzi sa che la risposta deve arrivare prima dalla pista che dalle parole.