Cesc Fàbregas
Aggiornato Sab 25 Apr 2026 alle 09:33La stagione di Cesc Fàbregas alla guida del Como si avvicina alla conclusione tra luci e ombre, con un bilancio complessivo che resta comunque straordinario per una società tornata in Serie A solo due anni fa. Le ultime notizie raccontano di un tecnico catalano capace di tenere i nervi saldi anche nei momenti più difficili, di costruire un’identità di gioco riconoscibile e di portare i lariani a lottare su due fronti fino alle battute finali del campionato.
La finale di Coppa Italia e l’amarezza del 2-0 sprecato
L’episodio più recente e più doloroso riguarda la Coppa Italia: il Como ha sfiorato la finale, salvo poi subire una rimonta che ha vanificato il doppio vantaggio accumulato. Fàbregas, però, non ha fatto drammi nel dopopartita, applaudendo comunque i suoi ragazzi e riconoscendo la qualità dell’avversario. «So dove abbiamo iniziato il percorso e stiamo facendo un grande percorso. Sono sereno», ha dichiarato il tecnico, sottolineando come la squadra avversaria — composta da «veterani che giocano insieme da sei o sette anni» — abbia fatto la differenza grazie a giocatori come Sucic e Diouf. Un’analisi lucida, priva di alibi, che fotografa bene l’approccio di Fàbregas alla gestione del gruppo.
Il cammino in Coppa Italia era iniziato con grande intensità già dalla semifinale d’andata contro l’Inter, terminata 0-0 al Sinigaglia. In quella occasione il tecnico spagnolo aveva sottolineato con orgoglio come i suoi avessero limitato a un solo tiro la squadra più dominante della Serie A, rivendicando il valore sportivo di un risultato che in pochi avrebbero pronosticato. «Ci siamo guadagnati il merito di giocarci una finale a San Siro e nessuno l’avrebbe detto due anni e mezzo fa», aveva detto con la consueta umiltà mista a consapevolezza.
La corsa Champions e il passo falso contro il Sassuolo
Sul fronte campionato, le ultime settimane hanno invece complicato i piani del Como in zona Champions League. La sconfitta per 2-1 a Reggio Emilia contro il Sassuolo — arrivata dopo il ko con l’Inter — ha lasciato i lariani al quinto posto con 58 punti, a due lunghezze dalla Juventus quarta con una partita in meno. Un passo falso pesante per una squadra che fino a poche settimane prima sembrava poter davvero centrare l’obiettivo europeo più ambizioso.
Il mese di marzo era stato invece esaltante: il Como aveva vinto tutte e tre le gare di campionato, guadagnandosi il riconoscimento di «Coach of the Month» per Fàbregas da parte della Lega Serie A. Un premio che aveva però acceso un dibattito sui social, con una parte dei tifosi italiani che aveva sollevato la questione della scarsa presenza di calciatori italiani in rosa, collegandola alla crisi strutturale del calcio nazionale e alla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. Fàbregas stesso, in più occasioni, ha riconosciuto il tema come legittimo, promettendo che l’inserimento di giovani italiani nel progetto Como è un obiettivo concreto per il futuro.
Sempre a marzo, il Como aveva battuto la Roma 2-1 in uno scontro diretto per il quarto posto, ma la partita era finita nel caos per l’espulsione contestata di Wesley e il mancato saluto tra i due allenatori. Gian Piero Gasperini aveva accusato il Como di «cercare» le situazioni, mentre Fàbregas aveva risposto con una frecciata elegante ma netta: «La mano all’avversario si dà sempre, noi allenatori dobbiamo essere un esempio». Una presa di posizione che aveva fatto discutere, rivelando anche la personalità forte del tecnico catalano al di là dei risultati sul campo.
Fàbregas, un progetto a lungo termine sul Lago di Como
Al di là delle singole partite, ciò che emerge con chiarezza dalle ultime notizie su Fàbregas è la solidità di un progetto costruito con pazienza e visione. Il tecnico, alla guida del Como dal novembre 2023, ha trasformato una neopromossa in una realtà capace di competere con le grandi, portando in rosa giocatori come Nico Paz, Baturina e Morata, e costruendo un’identità di gioco offensiva e riconoscibile. «Io mi sento un educatore, prima che un allenatore», aveva dichiarato in settembre, sintetizzando una filosofia che va ben oltre la tattica.
La scorsa estate il presidente del Como Mirwan Suwarso aveva blindato Fàbregas respingendo pubblicamente le avances dell’Inter, che cercava un successore a Simone Inzaghi. Il club lariano aveva comunicato il proprio rifiuto direttamente al presidente nerazzurro, chiudendo ogni discorso con fermezza. Un segnale chiaro della fiducia totale riposta nel tecnico catalano e della volontà di costruire qualcosa di duraturo sulle sponde del Lago di Como.
Ora, con la stagione agli sgoccioli e la Champions ancora matematicamente possibile ma complicata, Fàbregas guarda avanti senza perdere la bussola. «Dobbiamo continuare a remare», aveva detto a inizio anno. E il Como, nonostante qualche inciampo di troppo nel finale, ha dimostrato di saper fare esattamente questo.