Il Como adesso sogna, ma Cesc Fabregas mette paletti chiari

Articolo di Francesco Lucivero

"Quarto posto? Più importante giocare in un certo modo e produrre un certo tipo di prestazione" ha dichiarato il tecnico dei lariani.

Il successo di venerdì sera contro il Sassuolo nella gara d’apertura del tredicesimo turno di Serie A ha permesso al Como di agganciare, almeno per una notte, le due squadre già appaiate al quarto posto, Inter e Bologna, e di avvicinare la vetta occupata dalla Roma, che ha per il momento appena tre punti in più. Le reti realizzate da Douvikas nel primo tempo e Alberto Moreno nel secondo fanno sognare i tifosi lariani, ma il tecnico Cesc Fabregas invita a restare ancorati alla realtà, ricordando il lavoro da fare al di là dei risultati ottenuti in questa stagione finora entusiasmante per i colori biancoblù.

“Per me quello che conta non è essere quarti, è scendere in campo in un certo modo e produrre un certo tipo di prestazione – ha detto Fabregas ai microfoni di Sky Sport -. Non abbiamo preso gol, ne abbiamo segnati due e abbiamo avuto occasione per farne altri: è questo, per me, l’aspetto più importante. Il nostro obiettivo e aggredire l’avversario quando è in possesso, oggi qualche sbavatura c’è stata soprattutto nel primo tempo, quando il Sassuolo è riuscito ad andare spesso avanti, mentre nel secondo siamo andati molto meglio. Quello della riaggressione è un concetto che portiamo avanti sin dai primi allenamenti”.

Il tecnico catalano, dunque, resta con i piedi per terra e ricorda a tutti che la sua filosofia si concentra sul gioco più che sul risultato: “Vincere trofei? Preferisco vivere il momento: io mi sento fortunato ad essere qui a Como, c’è una filosofia diversa e c’è tempo e modo di far crescere questi ragazzi, con umiltà. Cosa mi hanno detto a fine partita, quando si sono messi in cerchio? In realtà avevo promesso loro una sorpresa se avessero fatto gol da palla inattiva, così a fine partita mi hanno chiesto di cosa si trattasse. Il problema, però, è che non ci avevo pensato” ha concluso, con una battuta e un sorriso, l’allenatore del Como.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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