A tagliare per primo il traguardo a Cellino San Marco è stato il colonnello.
Non tutte le vittorie si possono quantificare con il tempo. Quelle più significative emergono nei gesti, nelle relazioni e nella capacità di rendere lo sport qualcosa che va oltre la semplice competizione. È questo il significato più autentico della Ciccio Riccio Run 2026 (Run4Leo), svoltasi domenica nella suggestiva cornice di Villa Neviera delle Cantine Due Palme, a Cellino San Marco (Brindisi), un luogo emblematico del territorio e perfetto per ospitare una giornata all’insegna dello sport e dei valori.
A tagliare per primo il traguardo è stato il Colonnello Carlo Calcagni, atleta della Nazionale Italiana di Atletica Paralimpica, che ha completato il percorso in 25 minuti e 31 secondi lungo un tracciato di circa 8,5 chilometri, reso ancora più impegnativo dalla presenza di tratti sterrati. Una prova tecnica e fisica significativa, che ancora una volta dimostra come i limiti, molto spesso, siano solo mentali. Eppure, lo stesso Calcagni ha voluto subito chiarire il senso più autentico della sua prestazione: “Non è una vittoria sportiva. È una vittoria di solidarietà”
Parole che vanno oltre il risultato. Perché quella vittoria Carlo ha voluto dedicarla a Jonas, un bambino che sta affrontando una battaglia importante e che dovrà sottoporsi a cure sperimentali all’estero. Attorno a lui e alla sua famiglia si sta muovendo una straordinaria rete di solidarietà, fatta di persone, associazioni e iniziative che dimostrano quanto la comunità sappia stringersi quando c’è davvero bisogno. Ma la vittoria più grande, quella che resta impressa, è un’altra ed è concreta, misurabile, vitale: 40 donazioni di sangue raccolte grazie alla presenza dell’autoemoteca dell’ASL di Brindisi, in collaborazione con l’AVIS di Cellino San Marco.
Quaranta gesti che valgono più di qualsiasi medaglia. Quaranta possibilità di salvare vite. Quaranta esempi di umanità autentica. È qui che lo sport si eleva, diventa strumento di unione e motore di cambiamento. La Ciccio Riccio Run si conferma così come un evento capace di andare oltre la dimensione agonistica, trasformandosi in un punto di incontro tra sport, territorio e solidarietà. La partecipazione numerosa, l’entusiasmo dei presenti, il coinvolgimento delle associazioni e dei volontari hanno reso questa giornata qualcosa di più di una semplice corsa: un messaggio forte, condiviso, necessario.
Carlo Calcagni, ancora una volta, ha dimostrato che si può correre per vincere, ma soprattutto per dare un senso più grande a ogni passo. Perché alla fine, il tempo si ferma. La solidarietà, invece, continua a correre.