Atalanta, Maurizio Sarri finisce nel mirino dei tifosi: “Vattene”. E c’è chi invoca un tecnico preciso

Articolo di Flavio Brambilla

Non è soltanto una questione di risultati. A preoccupare sono soprattutto le difficoltà difensive, la scarsa continuità nell'arco dei novanta minuti e alcune decisioni dell'allenatore

Segnare quattro gol e non vincere. È questo il paradosso che fotografa il momento dell’Atalanta, fermata sul 4-4 dal Frosinone al termine di una partita spettacolare per gli spettatori neutrali, decisamente meno per i tifosi nerazzurri. E se il pareggio ha evitato una sconfitta che avrebbe reso ancora più pesante il bilancio della giornata, sui social la contestazione è esplosa comunque. Il principale bersaglio è Maurizio Sarri, al quale una parte della tifoseria chiede ormai apertamente di farsi da parte.

Non è soltanto una questione di risultati. A preoccupare sono soprattutto le difficoltà difensive, la scarsa continuità nell’arco dei novanta minuti e alcune decisioni dell’allenatore, in particolare le sostituzioni effettuate nella fase decisiva della gara. Il malcontento è evidente e qualcuno comincia già a ragionare su un possibile cambio in panchina, anche se dai commenti dei tifosi non emergono indicazioni sulle intenzioni della società.

Le reazioni più dure non lasciano spazio a interpretazioni. “Sarri, se hai un briciolo di dignità dimettiti!”, scrive Maurizio Rocchi, convinto che le difficoltà dell’Atalanta non siano un episodio isolato: “Se sono 10 partite, e più, che ci facciamo surclassare, saltare, imballare, ridicolizzare dagli avversari, di qualsiasi tipo e schema, vuol proprio dire non siamo allenati nel modo giusto”.

Raffaele Ballini punta invece il dito contro la gestione della partita e, in particolare, contro le sostituzioni di De Ketelaere e Krstovic: “Allenatore NON ADEGUATO che sbaglia i cambi in momento cruciale”. Poi arriva la richiesta esplicita: “O si cambia allenatore o continua l’agonia”.

Anche Elena Alborghetti si rivolge direttamente al tecnico: “Sarri sul tuo blok notes scrivi le dimissioni grazie!”. Stefano Brini rilancia l’hashtag #sarriout e aggiunge “SARRI VATTENE!!”, mentre Giovanni Bosatelli, dopo aver criticato alcuni giocatori, conclude il suo intervento con un altrettanto eloquente “Sarri vattene…!!”.

C’è spazio anche per l’ironia. Enrico Di Salvo sceglie un gioco di parole, “Sarrivederci”, mentre Sergio Mauri si spinge a ipotizzare un addio prima di Natale: “Dai che il vezzo non arriva a mangiare il panettone”.

Tra chi vorrebbe voltare pagina c’è anche Vasile Pricopiuc, che fa il nome di Thiago Motta come possibile successore. Si tratta, naturalmente, di una proposta avanzata da un tifoso, non di un’indiscrezione di mercato.

Al di là degli sfoghi, diversi sostenitori entrano nel merito dei problemi della squadra. E le critiche più interessanti arrivano proprio da chi aveva accolto con fiducia l’arrivo di Sarri.

È il caso di Pasquale Lancia, che premette di aver sempre sostenuto l’allenatore, ma descrive un’Atalanta “slegata, poco reattiva e lontana dall’avere un’identità”. Secondo la sua analisi, il passaggio al 4-2-3-1 avrebbe accentuato alcune difficoltà, soprattutto nella copertura delle fasce e nella gestione degli spazi tra i reparti.

“Oggi sembra una Atalanta fragile nella fase difensiva (e non solo per le pesanti assenze) che vive solo delle sporadiche intuizioni di qualche singolo”, osserva il tifoso.

Un giudizio condiviso da Gianni Corna: “I giocatori atalantini sono forti, ma purtroppo la squadra è allo sbaraglio e priva di un’identità di gioco”. Il problema, secondo lui, è che dopo nove partite il nuovo sistema non ha ancora prodotto i risultati sperati.

Particolarmente severo anche Max Castellano, che sottolinea il ruolo decisivo di Carnesecchi nell’evitare la sconfitta: “Caro SARRI non ci siamo proprio idee sempre più confuse non indovina mai i cambi dal 70′ minuto si pensa solo a difendere!!”.

Matteo Arnoldi arriva a una conclusione amara: “Sarebbe stato piu utile perderla e cambiare del tutto. Sarri via”. Per lui, nemmeno le numerose assenze possono giustificare completamente le difficoltà mostrate dalla squadra.

Nella discussione intervengono anche alcuni sostenitori della Lazio, che hanno seguito da vicino il lavoro del tecnico durante la sua esperienza sulla panchina biancoceleste.

“Sono laziale e vi dico che non avete ancora visto niente”, scrive Domenico Ssl Latino, che considera ormai superata la proposta calcistica dell’allenatore: “Il calcio di Sarri è così …andava bene 15 anni fa ma non oggi”.

Sulla stessa linea Marco Milito: “Da laziale avete la mia comprensione. Sarri è stato la nostra rovina c’ha fatto perdere la voglia di seguire la squadra”.

Parole molto dure, che contribuiscono ad alimentare una discussione già accesa tra i tifosi atalantini.

Non tutti, però, ritengono giusto attribuire ogni responsabilità all’allenatore. Paolo Nava invita a considerare il peso dell’emergenza infortuni: “L assenza di 9 giocatori fondamentali per infortunio non è cosa di poco conto, considerando anche il numero di partite ravvicinate”. A suo giudizio, contro il Frosinone si sarebbe visto anche qualche miglioramento rispetto alle precedenti uscite.

Luca Valsecchi, pur criticando la fragilità difensiva, è convinto che la società non cambierà guida tecnica nell’immediato: “Sarri non verrà esonerato e tanto meno si dimetterà. Mettetevi il cuore in pace”.

Sono posizioni minoritarie nel gruppo di commenti esaminato, ma ricordano quanto sia complicato valutare il lavoro di un allenatore alle prese con numerose assenze e con una squadra ancora alla ricerca dei propri equilibri.

La situazione di Sarri resta dunque delicata soprattutto sul piano del rapporto con la tifoseria. Il 4-4 con il Frosinone ha fatto emergere una contestazione che non riguarda soltanto il risultato, ma l’identità stessa dell’Atalanta. E mentre sui social cresce il coro di chi chiede un cambio in panchina, la risposta più importante dovrà arrivare dal campo. Perché quattro gol segnati possono essere un buon punto di partenza, ma subirne altrettanti rischia di vanificare qualsiasi progresso.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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