La brutta sconfitta interna contro il Parma ha scosso i vertici del club di Bergamo
Maurizio Sarri rischia l’esonero dopo la sconfitta choc della sua Atalanta, battuta dal Parma per 3-0 nel posticipo della decima giornata di Serie A. I nerazzurri hanno perso malamente in casa e i tifosi della Dea hanno fischiato sonoramente la squadra bergamasca.
La situazione a Bergamo era già tesa dopo un avvio di stagione poco positivo ed ora la pressione sulla panchina di Sarri è ulteriormente aumentata. Secondo quanto riporta Sky, il club sta considerando diversi sostituti: tra questi c’è Stefano Pioli, attualmente senza squadra dopo l’esperienza negativa alla Fiorentina, e gli ex allenatori della Juventus Igor Tudor e Thiago Motta, entrambi scelti da Cristiano Giuntoli per la loro esperienza in bianconero.
Al momento la società ha preso tempo sia per il costo di un possibile esonero di Sarri, sia perché sarebbe il terzo cambio di guida tecnica in poco più di un anno dopo l’addio di Gasperini, dopo Juric e Palladino.
Dopo un gol annullato ai nerazzurri all’8′ per la posizione irregolare di Zappacosta sul tiro poi ribadito in rete da Krstovic, il Parma ha colpito al 41′ con un colpo di testa di Fabbian, liberissimo sul cross di Sierro. A inizio ripresa è arrivato il raddoppio in modo rocambolesco: Zappacosta ha intercettato con il ginocchio il traversone di Touré e ha spiazzato Carnesecchi. Al 58′ Lontani ha chiuso i conti con il 3-0, dopo un tunnel ai danni di Pasalic. Il croato ha poi colpito una traversa al 79′, ma l’Atalanta non è più riuscita a riaprire la partita.
La classifica fotografa il momento di difficoltà: l’Atalanta è tredicesima con 11 punti, a nove lunghezze dalle posizioni europee. Preoccupa soprattutto la fase difensiva, con 20 gol subiti in dieci partite, come il Venezia ultimo. Sui social la contestazione non ha risparmiato né l’allenatore né la proprietà: “Già dallo 0-1 abbiamo capito che i giocatori non vogliono più Sarri… Come l’anno scorso con Juric contro il Sassuolo: è remake”, ha scritto un tifoso. Un altro si è chiesto: “Ma perché non hanno tenuto un altro anno Palladino?”.