Giorni decisivi per l’allenatore, chiamato a risollevare una squadra reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro il Parma.
L’Atalanta ha deciso di fare quadrato attorno a Maurizio Sarri, confermando per il momento la fiducia nel tecnico ma scegliendo di mandare la squadra in ritiro a Zingonia per cercare una svolta. La società ha rinviato ogni valutazione sulla panchina alla prossima sosta per le nazionali, quando verranno analizzati i risultati delle due sfide contro Kairat e Monza. In caso di ulteriori passi falsi, l’esonero potrebbe diventare un’ipotesi concreta, con Thiago Motta, Igor Tudor e Stefano Pioli tra i possibili candidati alla successione.
Saranno dunque giorni decisivi per l’allenatore, chiamato a risollevare una squadra reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro il Parma e protagonista di un avvio di campionato al di sotto delle aspettative, con appena undici punti raccolti in dieci giornate. Il primo banco di prova sarà la gara interna contro il Kairat alla New Balance Arena, seguita dalla trasferta di domenica a Monza contro l’ex Ivan Juric. Due impegni sulla carta abbordabili, ma diventati fondamentali per il futuro di Sarri sulla panchina nerazzurra.
Il ko contro i ducali di Gilardino, primo successo del Parma da quando l’ex attaccante ha preso la squadra, è maturato alla New Balance Arena con il punteggio di 3-0: dopo un gol annullato ai nerazzurri all’8′ per la posizione irregolare di Zappacosta sul tiro poi ribadito in rete da Krstovic, Fabbian ha sbloccato la gara al 41′ di testa su cross di Sierro. A inizio ripresa il raddoppio è stato rocambolesco, con lo stesso Zappacosta che ha intercettato con il ginocchio il traversone di Touré spiazzando Carnesecchi, mentre al 58′ Lontani ha chiuso i conti dopo un tunnel a Pasalic. Proprio il croato ha poi colpito una traversa al 79′, ma la squadra di Sarri non è riuscita a riaprire la partita.
Il quadro è reso ancora più pesante dai numeri: l’Atalanta è tredicesima e si trova a nove lunghezze dalle posizioni europee, mentre in difesa preoccupano i 20 gol subiti in dieci partite, gli stessi del Venezia ultimo. Il successo in campionato manca dal 12 ottobre, quando i nerazzurri hanno battuto 3-1 proprio il Venezia; da allora sono arrivati i pareggi contro Frosinone (4-4) e Fiorentina (2-2), la sconfitta contro il Milan e, appunto, il ko con il Parma. A Firenze Sarri aveva perso anche Scalvini per infortunio dopo appena quattro minuti, sostituito da Kristensen, e la squadra era stata raggiunta dopo essere passata in vantaggio con De Ketelaere, per poi pareggiare nel finale con Zalewski.
La contestazione è esplosa anche sui social e allo stadio, con bordate di fischi e commenti durissimi che non hanno risparmiato né l’allenatore né la proprietà. Già dopo il 4-4 con il Frosinone una parte della tifoseria aveva chiesto apertamente un passo indietro del tecnico, criticandone in particolare le scelte nei cambi e il passaggio al 4-2-3-1, mentre altri sostenitori avevano invece sottolineato il peso dell’emergenza infortuni, con numerosi giocatori importanti indisponibili.
Sulla decisione di attendere pesano anche motivazioni economiche e di programmazione: secondo quanto riportato da Sky, la società ha preso tempo sia per il costo di un eventuale esonero, sia perché sarebbe il terzo cambio di guida tecnica in poco più di un anno, dopo l’addio di Gasperini e le esperienze di Juric e Palladino. Thiago Motta e Igor Tudor, entrambi ex Juventus, sarebbero stati scelti da Cristiano Giuntoli ai tempi dei bianconeri, mentre Pioli è attualmente libero dopo l’esperienza negativa alla Fiorentina. Sul mercato degli allenatori si muove inoltre anche Fabio Cannavaro, che sta riflettendo sul futuro alla guida dell’Uzbekistan e non nasconde il desiderio di tornare in Serie A, con la panchina di Sarri tra quelle osservate insieme a quella di Alberto Aquilani al Sassuolo.