Primo e secondo dopo le qualifiche di Le Mans, i due portacolori Ducati hanno trovato un exploit grazie a ragioni diverse l'uno dall'altro.
La Ducati torna protagonista a Le Mans con una straordinaria pole position di Pecco Bagnaia (la prima dopo quasi 200 giorni) e la seconda posizione in griglia di Marc Marquez. I due portacolori del Team Factory di Borgo Panigale hanno commentato a caldo le rispettive imprese, spiegando come siano riusciti a conquistare i due migliori tempi in vista del Gran Premio di Francia. Tanto più che le qualifiche si sono disputate sotto il sole, dopo che per giorni era parso che la GP-26 avrebbe potuto dare il meglio di sé solo nel caso in cui la pista fosse stata bagnata.
“Tornare a sentire il limite della moto e avere quindi la possibilità di spingere è una bella sensazione – ha affermato a caldo un soddisfattissimo Bagnaia -. In Ducati siamo riusciti a trovare qualcosa che mi sta aiutando nel corso dei test di Jerez. Sul passo siamo messi bene, poi Marc ha centrato nel Q1 un tempo che ha spostato in alto l’asticella per tutti noi. Ora dobbiamo mantenere questo tipo di livello anche in gara”.
Il riferimento di Bagnaia è all’exploit di Marquez in Q1, sessione che il catalano ha dovuto disputare dopo un venerdì sfortunato e complicato anche da una bandiera gialla provocata proprio dal compagno in Ducati. Il campione del mondo è riuscito a centrare il Q2 con un tempo che gli è valso il nuovo record della pista di Le Mans: un 1:29.288 anche più veloce dell’1:29.634 di Pecco che è valso a quest’ultimo la partenza al palo. “Mi ha aiutato l’adrenalina extra del Q2 – ha ammesso il campione del mondo in carica -. Sono andato un po’ meglio, ma ancora mi manca la costanza. Faccio fatica a trovarla e devo capire davvero in che modo sto guidando”.
La doppietta in prima fila assume un sapore ancora più speciale se si considera il contesto in cui è maturata. Nei primi quattro Gran Premi della stagione né Marquez né Bagnaia erano riusciti a conquistare una vittoria o un podio nelle gare lunghe della domenica, un dato impensabile per una squadra abituata a dominare. Quella di Jerez era stata anzi la nona gara consecutiva senza podi per il team Lenovo, il digiuno peggiore da oltre dodici anni. La vigilia francese aveva raccontato una storia ben diversa da quella poi scritta in qualifica: Marquez aveva chiuso tredicesimo nelle prequalifiche del venerdì, a oltre quattro decimi dal miglior tempo firmato da Johann Zarco su Honda LCR, ammettendo apertamente le difficoltà: “Non è mai ideale ritrovarsi in Q1, ma oggi non riuscivamo a mettere in pista la velocità necessaria”.
Il ribaltone del sabato è tanto più significativo perché arriva dopo settimane in cui entrambi i piloti avevano descritto con lucidità i problemi strutturali della GP-26. “La moto in staccata resta nervosa, non è più come quando ti permetteva di staccare fortissimo, entrare fortissimo e restare lì”, aveva spiegato Bagnaia alla vigilia. Marquez aveva fatto eco al compagno individuando un’area tecnica precisa: “Lo noto soprattutto nelle curve veloci, specialmente nelle curve a sinistra, dove vado decisamente più lento rispetto all’anno scorso”. Parole che sembrano ora smentite nel modo più eloquente possibile dai cronometri del Circuit Bugatti.
La risposta in pista della Ducati ufficiale arriva in un momento in cui la concorrenza non nascondeva la propria soddisfazione per le difficoltà della Casa di Borgo Panigale. Il CEO di Aprilia Massimo Rivola aveva dichiarato senza troppi giri di parole: “Stiamo anche beneficiando del fatto che Marc Marquez è chiaramente non a posto. Noi abbiamo lavorato alla grande nel corso dell’inverno, e Marco Bezzecchi ha il vantaggio di partire più avanti in griglia rispetto ad altri”. Anche il team manager Ducati Davide Tardozzi aveva riconosciuto la crescita impetuosa dell’Aprilia: “È chiaro che Aprilia ha fatto un passo avanti e ora dobbiamo concentrarci esclusivamente su noi stessi”. La prima fila tutta rossa è dunque la risposta più eloquente che la Casa di Borgo Panigale potesse dare ai propri detrattori.
Terzo in griglia con la sua Aprilia si è piazzato Marco Bezzecchi, leader del Mondiale con 101 punti all’attivo, che arriva a questo appuntamento con l’obiettivo dichiarato di correggere il suo principale punto debole stagionale. Il romagnolo ha raccolto nelle Sprint Race appena 6 dei suoi punti totali, scivolando in Thailandia e ad Austin e commettendo un errore anche a Jerez. “Semplicemente al sabato ho commesso più errori”, ha ammesso il centauro Aprilia. “Voglio concentrarmi più su di me che sugli equilibri che ci potranno essere a Le Mans”. Una pista che porta con sé ricordi agrodolci per Bezzecchi: qui aveva vinto nel 2023, ma non era mai più riuscito a conquistare un piazzamento in top 10 nelle edizioni successive. Quarto in griglia Fabio Di Giannantonio, mentre sorprende il solo ottavo posto di Jorge Martin, compagno di Bezzecchi in Aprilia e suo più diretto inseguitore in classifica con 11 punti di distacco.