Honda

Aggiornato Mar 21 Lug 2026 alle 11:37

La Honda continua a essere uno dei temi centrali della MotoGP moderna, tra risultati in pista, movimenti di mercato e una lenta ma costante risalita tecnica. Le ultime notizie raccontano una casa giapponese che, dopo anni difficili, sta cercando di ritrovare la competitività perduta, con Luca Marini come punto di riferimento del progetto e qualche segnale incoraggiante che inizia finalmente ad arrivare.

Luca Marini e la Honda: segnali di ripresa

Il Gran Premio d’Ungheria del giugno 2026 ha offerto una delle notizie più positive per il team HRC negli ultimi tempi. Luca Marini ha conquistato un ottimo quinto posto, risultando il primo pilota Honda al traguardo e tornando in Top 5 in una gara domenicale per la prima volta da Mandalika 2025. Un risultato che, nel contesto delle difficoltà storiche della casa giapponese, assume un valore simbolico importante. Il fratello di Valentino Rossi ha preceduto Diogo Moreira e diversi piloti di team ben più competitivi, confermando che il lavoro svolto in Honda sta iniziando a dare i suoi frutti.

Il percorso di Marini in Honda era iniziato in salita. Al suo arrivo nel 2024, il pesarese aveva subito ammesso le difficoltà del passaggio dalla Ducati alla moto giapponese: differenze significative in curva, problemi di trazione e stabilità al posteriore erano le criticità principali da affrontare. Nonostante la motivazione dichiarata — “Voglio vincere con la Honda” — i risultati tardavano ad arrivare, con penalità, pressioni delle gomme fuori norma e piazzamenti in fondo alla classifica che avevano caratterizzato la sua prima stagione. La svolta è arrivata progressivamente, e il quinto posto in Ungheria rappresenta forse il segnale più concreto di una Honda che torna a essere competitiva.

Non va dimenticato che già nelle prove libere del GP d’Indonesia dell’ottobre 2025, Marini aveva fatto registrare il miglior tempo sul circuito di Mandalika, mostrando una Honda decisamente competitiva e già al top. Quei segnali si sono ora tradotti in risultati concreti in gara, e la direzione sembra quella giusta.

Il capitolo Marquez: addio, titolo e le parole di Puig

Impossibile parlare di Honda senza fare riferimento al lungo capitolo legato a Marc Marquez, ormai chiuso da tempo ma ancora oggetto di discussione. Il campione catalano, dopo undici anni in sella alla moto giapponese, ha lasciato Honda alla fine del 2023 per approdare in Ducati, dove ha conquistato il titolo mondiale già nella sua prima stagione nel team factory. Una scelta che i fatti hanno ampiamente giustificato: in Ungheria, a giugno 2026, Marquez ha dominato il Gran Premio con oltre due secondi di vantaggio su Pedro Acosta, portandosi a 108 punti in classifica.

Alberto Puig, team manager della Honda HRC e storico mentore di Marquez, ha più volte commentato questa separazione con toni che mescolano rispetto e una certa amarezza. In un’intervista dell’estate 2025, Puig aveva dichiarato senza mezzi termini: “Vedo complicato un ritorno di Marquez nel 2027. Quando Marc ha deciso di andarsene ha scelto la sua strada. E i fatti dimostrano che ha fatto bene”. Parole che chiudono definitivamente ogni speculazione su un possibile ritorno del nove volte campione del mondo alla casa dell’Ala Dorata.

Puig aveva anche alimentato il dibattito con un’altra dichiarazione significativa, rilasciata in un documentario trasmesso da DAZN Spagna: secondo il manager catalano, senza gli infortuni del 2020, Marquez avrebbe già raggiunto la doppia cifra di titoli mondiali. “Quell’anno non solo avrebbe vinto il Mondiale ma lo avrebbe proprio dominato”, le sue parole. Una tesi che ha diviso i tifosi, considerando che in quella stagione — segnata dalla pandemia — nessun pilota Honda era riuscito a piazzarsi nelle prime nove posizioni del campionato, vinto da Joan Mir su Suzuki.

Honda guarda avanti: il progetto di rilancio

Con Marquez ormai lontano e i risultati che iniziano a migliorare, la Honda HRC sta costruendo il suo futuro su basi diverse. L’ingaggio di Romano Albesiano come figura tecnica di riferimento, annunciato nei test di Sepang del febbraio 2025, rappresenta uno dei segnali più concreti di questa volontà di cambiamento. “Finalmente Honda non è più un singolo individuo, ma è una squadra”, aveva commentato Puig, in una frase che suonava anche come un implicito riferimento alla dipendenza passata dalle prestazioni di Marquez.

Nel Gran Premio delle Americhe 2026, Luca Marini si era qualificato in undicesima posizione — pur con una penalità di due posti — mentre Joan Mir aveva ottenuto la quinta casella in griglia, segnali di una competitività ritrovata su diversi circuiti. La strada verso il vertice è ancora lunga, ma i progressi sono innegabili rispetto alle stagioni buie del 2023 e 2024, quando la Honda chiudeva per il secondo anno consecutivo all’ultimo posto nel campionato costruttori.

Le ultime notizie sulla Honda in MotoGP raccontano quindi una storia di rinascita graduale: una casa che ha perso il suo pilota simbolo, ha attraversato anni di difficoltà tecniche e di risultati, ma che ora sembra aver trovato una direzione chiara. Con Marini in crescita costante e una struttura tecnica rinnovata, l’obiettivo di tornare stabilmente a lottare per le posizioni di vertice appare meno lontano di quanto sembrasse solo qualche stagione fa.