Honda

Aggiornato Mar 22 Set 2026 alle 12:58

La Honda sta vivendo una delle fasi di trasformazione più profonde della sua storia in MotoGP. Dopo anni di difficoltà tecniche e risultati deludenti, la Casa dell’Ala Dorata ha finalmente tracciato una rotta chiara verso il futuro, con mosse di mercato che hanno scosso il paddock e ridisegnato gli equilibri della griglia in vista del 2027.

La nuova Honda: Quartararo e Alonso per ripartire

Il colpo più clamoroso delle ultime settimane porta il nome di Fabio Quartararo. Il campione del mondo 2021, dopo anni in Yamaha, ha firmato un contratto biennale con il team ufficiale HRC per le stagioni 2027 e 2028. Un accordo che coincide con l’introduzione delle nuove 850cc, prevista proprio per il 2027, e che rappresenta una svolta epocale per entrambe le parti. Quartararo porta in dote un palmares di tutto rispetto: 11 vittorie, 32 podi e 21 pole position nella classe regina, numeri che lo rendono uno dei piloti più completi dell’ultimo decennio. L’annuncio ufficiale di Honda ha confermato anche l’arrivo del giovane colombiano David Alonso, talento emergente con 20 vittorie e 30 podi tra Moto3 e Moto2, che debutterà in MotoGP nel Test di Valencia dopo l’ultimo GP del 2026. Per lui un contratto pluriennale, anche se la collocazione definitiva tra team ufficiale HRC e LCR non è ancora stata comunicata.

Si tratta di una strategia precisa: costruire attorno a un pilota di esperienza consolidata come il ‘Diablo’ e a un prospetto di assoluto valore come Alonso le fondamenta di un progetto a lungo termine. Honda ha bisogno di ritrovare credibilità tecnica e mediatica, e questi due nomi rappresentano esattamente quella direzione.

Il presente: Marini e una Honda in crescita

Mentre il futuro si costruisce con Quartararo e Alonso, il presente della Honda HRC è affidato principalmente a Luca Marini. Il fratello di Valentino Rossi, approdato nel team factory giapponese nel 2024, ha vissuto una prima stagione complicatissima, con risultati ben al di sotto delle aspettative e persino la beffa della penalità a Silverstone che gli costò l’unico punto conquistato in quella tappa. Un inizio difficile, figlio anche delle enormi differenze tecniche rispetto alla Ducati guidata in precedenza.

La situazione ha però mostrato segnali di miglioramento nel corso del 2025 e del 2026. Nelle prime libere del GP d’Indonesia 2025, Marini aveva fatto registrare il miglior tempo sul circuito di Mandalika, dimostrando una Honda finalmente più competitiva. Un segnale incoraggiante, confermato anche dal quinto posto ottenuto in Ungheria nel giugno 2026, prima Honda al traguardo in un Gran Premio domenicale per la prima volta da Mandalika 2025. Piccoli passi, ma significativi per una squadra che sta cercando di risalire la china.

Nel frattempo, sul fronte tecnico, Honda ha lavorato intensamente per colmare il gap con i rivali. L’ingaggio di Romano Albesiano e di nuovi tecnici, annunciato già nei test di Sepang del 2025 dal team manager Alberto Puig, ha rappresentato un cambio di filosofia importante: non più un progetto costruito attorno a un singolo individuo, ma un lavoro di squadra strutturato. Un approccio che inizia a dare i suoi frutti, anche se la strada verso il vertice è ancora lunga.

L’eredità Marquez e la chiusura di un’era

Per comprendere appieno la portata della rivoluzione in atto in Honda, è necessario guardare indietro alla rottura con Marc Marquez, consumatasi a fine 2023 dopo undici anni insieme. Una separazione che ha lasciato il segno, come testimoniato dalle parole di Casey Stoner, secondo cui Honda avrebbe dovuto trattenere il catalano a tutti i costi. I fatti hanno poi dato ragione a chi sosteneva che Marquez, con la moto giusta, sarebbe tornato a dominare: il titolo mondiale conquistato con la Ducati nel 2025 ne è la prova più eloquente.

Puig, interpellato più volte sulla possibilità di un clamoroso ritorno di Marquez in Honda per il 2027, ha chiuso definitivamente la porta, definendo lo scenario ‘complicato’ e sottolineando come la separazione fosse stata una scelta consapevole di entrambe le parti. Honda guarda avanti, e lo fa con Quartararo e Alonso. L’era Marquez appartiene alla storia, un capitolo straordinario fatto di sei titoli mondiali in MotoGP, ma ormai definitivamente chiuso. La nuova Honda riparte da zero, con ambizioni intatte e una visione più moderna del proprio futuro nel Motomondiale.