Honda

Aggiornato Mar 28 Apr 2026 alle 08:16

La Honda sta vivendo una delle fasi più complesse e al tempo stesso più ambiziose della sua storia recente in MotoGP. Dopo anni di difficoltà tecniche e il clamoroso addio di Marc Marquez, la casa dell’ala dorata sembra finalmente intenzionata a ricostruire il proprio progetto con basi solide, guardando con determinazione al futuro. Le ultime notizie confermano una Honda in movimento su più fronti: dal mercato piloti alle strategie di espansione in griglia.

Honda punta a sei moto in griglia nel 2027

Una delle novità più rilevanti riguarda i piani di espansione della casa giapponese per la stagione 2027. Secondo le ultime indiscrezioni, HRC sarebbe in trattativa con il team satellite Tech3, attualmente legato a KTM, con l’obiettivo di portare sei moto Honda in griglia. Un segnale chiaro di ambizione: diventare il secondo costruttore per numero di moto schierate, avvicinandosi al record della Ducati, che tra il 2022 e il 2024 aveva raggiunto quota otto moto grazie ai team Pramac, Gresini, VR46 e il team factory. Si tratta di un cambio di rotta significativo per un marchio che negli ultimi anni ha faticato a restare competitivo, e che ora sembra voler recuperare terreno anche attraverso una maggiore presenza numerica in pista.

Sul fronte piloti, la situazione Honda per il 2027 resta in evoluzione. Fabio Quartararo, campione del mondo 2021 ancora in forza alla Yamaha, ha confermato i contatti con Honda prima dei test di Sepang di febbraio 2026: “È una delle squadre con cui sto parlando. Mi prenderò il tempo necessario per prendere una decisione, ma al momento non ho firmato nulla”. Un segnale importante, che testimonia come la Honda stia cercando attivamente piloti di alto profilo per rilanciarsi. Parallelamente, il team manager Alberto Puig ha più volte ribadito che un ritorno di Marc Marquez in Honda appare molto difficile: “Vedo complicato un ritorno di Marquez nel 2027. Quando Marc ha deciso di andarsene ha scelto la sua strada”, ha dichiarato in un’intervista estiva.

Luca Marini e il difficile biennio in Honda

Il percorso di Luca Marini in Honda ha rappresentato uno dei capitoli più emblematici delle difficoltà della casa giapponese. Arrivato nel 2024 per raccogliere l’eredità pesantissima di Marquez, il fratello di Valentino Rossi ha dovuto fare i conti con una moto lontana dai vertici. Le differenze rispetto alla Ducati erano già emerse chiaramente dallo shakedown iniziale: “Le differenze sono abbastanza grandi. In curva abbiamo margini di crescita, mentre in trazione dobbiamo migliorare nel grip”, aveva ammesso Marini agli esordi. Una stagione 2024 difficilissima, culminata con penalità, problemi tecnici e risultati deludenti, come la beffa di Silverstone dove perse l’unico punto conquistato per una questione di pressione delle gomme.

Nonostante le difficoltà, Marini aveva mantenuto un atteggiamento costruttivo, sottolineando la propria fiducia nel progetto Honda e la volontà di contribuire allo sviluppo della moto. Un segnale di inversione di tendenza era arrivato nell’ottobre 2025, quando nelle prime libere del GP d’Indonesia a Mandalika, Luca Marini aveva fatto segnare il miglior tempo con 1:30.809, mostrando una Honda finalmente competitiva. Un risultato incoraggiante, anche se isolato nel contesto di una stagione ancora complicata. Al GP delle Americhe 2026, Marini si è qualificato in undicesima posizione — seppur con una penalità di due posti per aver rallentato Marc Marquez in Q2 — confermando una crescita progressiva ma ancora discontinua.

Il contesto: una Honda che cerca la rinascita

Le ultime notizie su Honda si inseriscono in un quadro di profonda riflessione e riorganizzazione. L’ex team manager Livio Suppo aveva già individuato con lucidità le cause del declino: la dipendenza eccessiva dal talento di Marquez, che per anni aveva mascherato le lacune tecniche della RC213V, e la mancata valorizzazione dei feedback di piloti come Crutchlow e Pedrosa. “Quando si sono resi conto della brutta piega che aveva preso questa situazione, in concomitanza con l’infortunio di Marc nel 2020, era troppo tardi”, aveva dichiarato Suppo. Un’analisi impietosa ma condivisa da molti addetti ai lavori.

Alberto Puig, dal canto suo, ha cercato di trasmettere ottimismo sin dai test di Sepang del 2025, annunciando l’arrivo di nuovi tecnici — tra cui Romano Albesiano — e un approccio più collegiale allo sviluppo: “Finalmente Honda non è più un singolo individuo, ma è una squadra”. Il ritorno di Marquez in Honda resta però un’ipotesi remota, nonostante il catalano avesse lasciato la porta aperta con parole affettuose al momento del congedo: “Mi piacerebbe tornare ad essere un pilota Honda”. I fatti, però, parlano chiaro: con la Ducati Marquez ha conquistato il suo nono titolo mondiale nel 2025, dimostrando che la scelta di cambiare era stata quella giusta.

Il 2027, con il nuovo regolamento tecnico in arrivo, rappresenta per Honda l’occasione più concreta per tornare protagonista. L’espansione a sei moto in griglia, la ricerca di piloti competitivi come Quartararo e una struttura tecnica rinnovata sono i segnali di una casa che vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista nella classe regina. Le ultime news suggeriscono che la direzione sia quella giusta, ma la strada è ancora lunga.