Marc Márquez

Aggiornato Dom 28 Giu 2026 alle 18:43

Le ultime notizie su Marc Márquez raccontano la storia di un campione che ha trasformato un periodo buio in uno dei ritorni più straordinari della storia della MotoGP. Dopo un’estate segnata da infortuni, operazioni e incertezze, il pilota catalano della Ducati ha vissuto un weekend perfetto in Ungheria, conquistando pole position, Sprint Race e gara domenicale, raggiungendo quota 100 vittorie nel Motomondiale e scalando al terzo posto nella classifica all-time, alle spalle soltanto di Valentino Rossi (115) e Giacomo Agostini (123).

Il percorso verso quel traguardo storico al Balaton Park è stato tutt’altro che lineare. A maggio, dopo la caduta nella Sprint di Le Mans, Márquez era finito sotto i ferri per una doppia operazione: al piede destro, con frattura del quarto e quinto metatarso, e alla spalla destra, dove una vite si era spostata andando a toccare il nervo radiale. Una situazione che lo stesso pilota aveva descritto con parole diventate virali: «Guido con un braccio e mezzo». Il rientro al Mugello, appena tre settimane dopo l’intervento, aveva sorpreso tutti — e preoccupato i tifosi, che lo avevano visto zoppicante ai box — ma Márquez aveva chiuso settimo nella gara lunga, raccogliendo dati preziosi in vista dell’Ungheria.

Il ritorno al vertice: Ungheria e la rimonta in classifica

Al Balaton Park è arrivata la conferma definitiva che il nove volte campione del mondo — diventato tale nel 2025 dopo un calvario durato cinque anni — stava ritrovando la forma migliore. La vittoria in Ungheria ha ridotto il distacco dal leader del Mondiale Marco Bezzecchi da 103 a 72 punti, riaccendendo le speranze iridate in casa Ducati. Il team manager Davide Tardozzi non ha nascosto la sorpresa: «Marc ha dominato e in questa maniera, devo essere sincero, non me l’aspettavo. È il motivo per cui lo amiamo, non finisce mai di stupire». Allo stesso tempo, Tardozzi ha precisato che Márquez non è ancora al 100% fisicamente e che il lavoro per riportarlo alla condizione ottimale proseguirà gara per gara.

Lo stesso Márquez ha mantenuto un atteggiamento cauto nonostante il successo. «Questo ritorno non è finito — ha dichiarato —, questo circuito mi ha aiutato, ma ad ogni modo abbiamo vinto». Il pilota di Cervera ha anche ammesso che i prossimi appuntamenti, su circuiti che girano prevalentemente a destra, rappresenteranno un banco di prova importante per capire le reali condizioni della spalla. La lucidità con cui gestisce le aspettative è una delle caratteristiche che lo rendono unico: prima del weekend ungherese aveva addirittura dichiarato che vincere sarebbe stato «impossibile», salvo poi dominare dall’inizio alla fine.

I record di Agostini nel mirino: il dibattito tra i grandi del passato

Il traguardo delle 100 vittorie ha inevitabilmente riaperto il dibattito sui grandi record del Motomondiale. Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo e primatista assoluto con 123 successi, ha commentato con ironia la possibilità che Márquez possa avvicinarsi ai suoi numeri: «I primati sono fatti per essere battuti, ma naturalmente ognuno ci tiene ai propri record. Se qualcuno dovesse batterli, spero di essere ancora qui per festeggiare assieme. Per Marquez è possibile, ma non è facile. Vediamo, gli parlerò… magari gli dico di fermarsi prima!». Parole pronunciate in occasione dell’inaugurazione del suo museo a Bergamo, dove Agostini ha voluto lasciare ai tifosi una testimonianza della sua straordinaria carriera.

Anche il dottor Claudio Costa, fondatore della clinica mobile del Motomondiale, ha voluto celebrare il ritorno di Márquez con parole di grande intensità. Secondo il medico, la storia del campione catalano va ben oltre lo sport: «La sofferenza che diventa innocente e diventa la fucina su cui si forgia un cavaliere invincibile, che può battere qualsiasi avversità». Costa ha ricordato i quattro interventi affrontati da Márquez, la fisioterapia quotidiana estenuante e il passaggio alla Mayo Clinic in America, sottolineando come il messaggio che il pilota consegna al mondo sia quello della capacità di superare le avversità.

Con 22 gare ancora da disputare nel Mondiale 2026, il distacco da Bezzecchi rimane significativo, ma in casa Ducati l’ottimismo è tornato a farsi sentire. Gigi Dall’Igna, direttore generale della Casa di Borgo Panigale, ha più volte ribadito che «gli ingegneri hanno sempre qualcosa nel cassetto», e la progressione di Márquez nelle ultime settimane sembra dare ragione a chi non aveva mai smesso di credere nella sua rimonta. La stagione è ancora lunga, e il campione in carica — con la fame di chi sa cosa significa perdere e ritrovare tutto — non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi.