Dopo un venerdì sfortunato, il sabato di Le Mans è cominciato per Marc Marquez con un'impresa che ha lasciato di stucco Tardozzi e Bagnaia.
Marc Marquez lancia già un segnale importantissimo a se stesso, alla Ducati e all’intera MotoGP sin dalla Q1 del sabato mattina di Le Mans. Il catalano, che nelle prequalifiche aveva mancato l’accesso diretto alla Q2 anche a causa di una bandiera gialla provocata dal suo stesso compagno di squadra Pecco Bagnaia, ha lasciato tutti di stucco con una zampata che ha fatto immediatamente capire quali siano le sue intenzioni in vista del Gran Premio di Francia.
Mentre nella vigilia si parlava di un Marquez che avrebbe gradito la pioggia, sua unica possibilità per brillare in un momento delicato per sé e la Ducati, Marquez ha centrato una vera e propria impresa mentre Le Mans era illuminata da un sole accecante. E proprio in queste condizioni si è preso in carrozza l’accesso alla Q2 con un tempo di 1:29.288. Non solo un giro fuori dalla portata di chiunque altro, ma addirittura il nuovo record della pista. E le reazioni dai box di uno stupefatto Davide Tardozzi e un sorridentissimo Bagnaia aiutano a capire il peso dell’impresa del catalano.
Un’impresa che assume un sapore ancora più speciale se si considera il contesto in cui matura. Il venerdì di Le Mans aveva raccontato una storia ben diversa, con Marquez costretto a chiudere tredicesimo nelle prequalifiche, a oltre quattro decimi dal miglior tempo firmato da Johann Zarco su Honda LCR. “Abbiamo sofferto, oggi”, aveva ammesso lo stesso Marquez ai microfoni di Sky Sport, senza nascondere le difficoltà. “Non è mai ideale ritrovarsi in Q1, ma oggi non riuscivamo a mettere in pista la velocità necessaria”. Parole che rendono ancora più clamoroso il ribaltone del sabato mattina.
Il lampo in Q1 arriva dopo settimane in cui l’intera Ducati ufficiale era finita sotto esame. Nei primi quattro Gran Premi della stagione né Marquez né Bagnaia erano riusciti a conquistare una vittoria o un podio nelle gare lunghe della domenica, un dato impensabile per una squadra abituata a dominare. Lo stesso Marquez aveva analizzato con lucidità i problemi della GP-26 alla vigilia del weekend francese: “I risultati mostrano che abbiamo velocità ma non costanza. Quest’anno siamo stati molto più incostanti. Lo noto soprattutto nelle curve veloci, specialmente nelle curve a sinistra, dove vado decisamente più lento rispetto all’anno scorso”. Un’autocritica netta, che il crono record della Q1 sembra ora voler smentire nel modo più eloquente possibile.
A fare da cornice alla prestazione di Marquez c’è anche la situazione complessiva della Ducati, alle prese con una concorrenza, Aprilia in testa, che nel corso della stagione si è dimostrata tutt’altro che disposta a fare da spettatrice. Il team manager Davide Tardozzi aveva già avvertito tutti nelle scorse settimane: “È chiaro che Aprilia ha fatto un passo avanti e ora dobbiamo concentrarci esclusivamente su noi stessi”. Lo stesso Tardozzi aveva però difeso Marquez, sottolineando come le settimane di pausa tra un Gran Premio e l’altro fossero state preziose per il catalano per recuperare le condizioni fisiche dopo un inizio d’anno complicato anche sul piano personale.
In questo scenario, il record della pista firmato in Q1 non è soltanto un numero sul tabellone dei tempi: è la risposta più convincente che Marquez potesse dare a chi, nelle ultime settimane, aveva cominciato a interrogarsi sul reale stato di forma del nove volte campione del mondo. Lui stesso, alla vigilia, aveva tagliato corto sulle voci che lo volevano speranzoso di trovare la pioggia come ancora di salvezza: “Fare affidamento sulla pioggia è una frase che non mi piace, perché se un pilota spera nella pioggia significa che in condizioni di asciutto non si sta dimostrando il livello per vincere”. Detto, fatto: con il sole a picco sul Circuit Bugatti, Marc Marquez ha semplicemente fatto quello che sa fare meglio.