"All'epoca a Maranello io c'ero e non avevamo la struttura adeguata per poterci occupare di un bambino, per quanto promettente" ha ammesso l'ex dirigente.
Maurizio Arrivabene ha di nuovo parlato del mancato ingaggio di Kimi Antonelli da parte della Ferrari. L’ex direttore del Cavallino Rampante lo ha fatto nel corso di un’intervista concessa al Quotidiano Nazionale. “Torno a dire che all’epoca a Maranello io c’ero e non avevamo la struttura adeguata per poterci occupare di un bambino, per quanto promettente. Al tempo stesso, io non ho dubbi sul fatto che un giorno Antonelli si vestirà di rosso. Immagino sia un suo desiderio. Accadrà quando sarà il momento. Intanto gli auguro di vincere questo Mondiale, se lo merita: è davvero un magnifico campione”.
Non è la prima volta che Arrivabene torna sull’argomento. Già a giugno, sempre al Quotidiano Nazionale, l’ex team principal aveva ricostruito nel dettaglio quella vicenda: “Nel mio ultimo anno in Ferrari, nel 2018, Antonelli aveva 10-11 anni. In quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento all’azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto”. Arrivabene aveva anche aggiunto, con una punta di ottimismo: “Proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo credo che avrà tutto il tempo per conquistare un Mondiale anche seduto sulla Ferrari”. Ora gli anni sono venti ma è un dettaglio.
Il 24 novembre 2014 Maurizio Arrivabene è stato nominato direttore della Scuderia Ferrari, prendendo il posto di Marco Mattiacci. Durante la sua gestione, la squadra di Maranello ha conquistato tre secondi posti nel Mondiale Costruttori di Formula 1, nelle stagioni 2015, 2017 e 2018, con Kimi Räikkönen e Sebastian Vettel come piloti. Il tedesco ha inoltre chiuso al secondo posto il Mondiale Piloti sia nel 2017 sia nel 2018. Arrivabene è rimasto alla guida della Ferrari fino al 7 gennaio 2019, quando è stato sostituito da Mattia Binotto.
Le parole di Arrivabene arrivano in un momento particolarmente propizio per Antonelli, reduce da un’impresa storica. Al Gran Premio d’Italia di Monza, il ventenne bolognese ha conquistato una vittoria straordinaria partendo dalla diciannovesima posizione in griglia a causa di una penalità per la sostituzione della power unit, diventando il primo italiano a trionfare nel GP di casa dai tempi di Ludovico Scarfiotti nel 1966. Dietro di lui hanno chiuso il compagno di squadra Mercedes George Russell e Max Verstappen su Red Bull. Una domenica nera, invece, per la Ferrari: Lewis Hamilton ha tagliato il traguardo in sesta posizione, mentre Charles Leclerc è stato costretto al ritiro dopo un incidente.
Il successo di Monza ha ulteriormente consolidato il vantaggio di Antonelli nella classifica del Mondiale piloti 2026. Il bolognese guida con 76 punti di margine su Lewis Hamilton, con George Russell terzo a 8 lunghezze dal ferrarista britannico. Anche nel Mondiale Costruttori la Mercedes comanda con ampio margine sulla Ferrari. Un dominio che ha alimentato ulteriormente la cosiddetta “Kimi-mania” in Italia: già a giugno il numero dei suoi follower su Instagram aveva superato i 6,9 milioni, rendendolo il pilota più seguito della sua generazione, con una quota di seguaci addirittura superiore a quella di campioni italiani del calibro di Gianluigi Donnarumma, Pecco Bagnaia e Jannik Sinner.