Charles Leclerc

Aggiornato Mar 08 Set 2026 alle 23:20

Il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort ha lasciato strascichi importanti in casa Ferrari, con Charles Leclerc e Lewis Hamilton protagonisti di un weekend turbolento conclusosi con un quarto e un quinto posto che ha deluso le aspettative della Scuderia di Maranello. Le ultime notizie sul pilota monegasco raccontano di una situazione complessa, fatta di tensioni interne, risultati al di sotto del potenziale e una classifica mondiale che si fa sempre più difficile da rimontare.

La sfuriata di Hamilton e la risposta di Leclerc dopo Zandvoort

Al termine del GP d’Olanda, Hamilton si è sfogato apertamente contro la gestione strategica della Ferrari, puntando il dito in modo esplicito anche sul comportamento in pista del compagno di squadra. «C’è stato un grande lavoro, però penso che in gara fossi più veloce di Charles. Ho perso tanto tempo dietro di lui perché il team non ha eseguito quello che si doveva fare o non ha preso la decisione che avrebbe dovuto prendere. Lì abbiamo perso il podio», aveva dichiarato il sette volte campione del mondo a motori spenti. Parole durissime, che fotografano una frattura — almeno momentanea — all’interno del box Ferrari.

Leclerc, interpellato dai microfoni di Canal+, ha scelto un approccio più diplomatico ma non ha nascosto la propria frustrazione. «Non ci siamo parlati con Hamilton», ha ammesso il monegasco, aggiungendo però che in generale i rapporti tra i due sono buoni. Il pilota del Principato ha riconosciuto di aver gradito restare in pista più a lungo durante i pit stop, tema già discusso con la squadra prima del via: «Sono tornato ai box quando mi hanno chiesto di farlo, poi ammetto che mi abbia dato fastidio il fatto che stavamo cercando di mettere pressione a Russell e alla fine mi sono comunque ritrovato cinque secondi dietro di lui».

Il giorno successivo alla gara, Hamilton ha fatto un passo indietro affidando a Instagram le proprie scuse. «Ho riascoltato alcuni dei miei commenti in radio e in televisione. Nel calore del momento, la frustrazione può emergere, soprattutto quando tieni tanto a qualcosa come me. Quella non è stata la mia miglior versione», ha scritto il britannico, ribadendo comunque la fiducia nel progetto Ferrari. Un epilogo che ha stemperato le polemiche, ma che non cancella le difficoltà emerse nel corso del weekend olandese.

Un weekend difficile, tra qualifiche flop e tensioni nel box

Le premesse a Zandvoort erano tutt’altro che negative: entrambi i piloti Ferrari si erano presentati con grande determinazione dopo settimane di lavoro intenso a Maranello durante la pausa estiva. Le qualifiche del sabato avevano però subito ridimensionato le ambizioni, con Hamilton quinto e Leclerc sesto, entrambi distanti oltre tre decimi da Lando Norris, che ha poi vinto la gara confermandosi il pilota più in forma del momento. Un gap in griglia che ha condizionato inevitabilmente la corsa, rendendo ancora più amaro il rimpianto per una gestione strategica che, secondo i diretti interessati, non ha saputo sfruttare al meglio il passo mostrato dalla SF-26 in corsa.

Il weekend era stato segnato fin dal primo giro da una bandiera rossa causata dall’incidente di Max Verstappen, mentre alle spalle di Norris si è imposto Kimi Antonelli con un pesante secondo posto. Il leader del Mondiale piloti ha così allungato ulteriormente sui rivali: con 224 punti, l’italiano della Mercedes comanda con un vantaggio considerevole su Hamilton e Russell, ora appaiati al secondo posto in classifica. La Ferrari, dal canto suo, resta distante anche nella classifica costruttori, con la Mercedes che conserva un margine importante sulla Rossa.

Leclerc e un 2026 tra alti e bassi: dalla vittoria a Silverstone alle difficoltà recenti

Le ultime notizie su Charles Leclerc raccontano di una stagione 2026 vissuta sulle montagne russe. Il momento più alto era arrivato a luglio con la vittoria nel GP di Gran Bretagna a Silverstone, primo successo per il monegasco a quasi due anni di distanza dall’ultimo, ottenuto sfruttando il guasto alla Mercedes di Antonelli e una strategia efficace. Sul podio di Silverstone, Leclerc si era persino lasciato andare a canticchiare l’Inno di Mameli durante la cerimonia di premiazione, in un gesto spontaneo che aveva commosso i tifosi italiani.

Quel successo, però, non aveva dato il via a una serie positiva. Il Gran Premio d’Ungheria si era concluso con un quarto posto lontano dalla lotta per il podio e con uno sfogo via radio diventato virale: «Potresti darmi qualche altro consiglio, che qualcosa che non va per niente bene con la macchina», aveva detto Leclerc al suo ingegnere Bryan Bozzi, ricevendo come risposta un suggerimento sul surriscaldamento e replicando con un secco «Quale ritmo?». Parole che avevano sintetizzato il malcontento di una tifoseria che si aspettava ben altro dalla Ferrari nella seconda parte di stagione.

A pesare sul rendimento del pilota monegasco c’è anche la difficoltà di adattamento alla SF-26. Già a Silverstone, nelle qualifiche Sprint, Leclerc aveva ammesso apertamente di fare più fatica rispetto al compagno di squadra: «Da un po’ mi rendo conto di non avere la stessa disinvoltura che avevo nel 2025 con la macchina dello scorso anno. Anche quando spingo al massimo e metto tutto insieme, parliamo di decimi: Lewis riesce più spesso a sfruttare il 100% del potenziale della macchina». Una fragilità di fondo che il pilota del Principato sta cercando di superare gara dopo gara, scegliendo di adattare la vettura al proprio stile di guida piuttosto che modificare il proprio approccio.

In classifica generale, Leclerc si trova ora in una posizione di outsider per il titolo, con un distacco da Antonelli che rende la rimonta estremamente complicata. Il monegasco stesso, in un’intervista rilasciata durante la pausa estiva, aveva fatto una sincera ammissione: «Se la Ferrari non vincesse il titolo, sarei felice se lo vincesse Kimi. È incredibilmente entusiasta, mi ricorda me stesso quando ho esordito». Parole che fotografano la lucidità di un pilota consapevole della situazione, ma che non ha ancora alzato bandiera bianca nella corsa al Mondiale 2026.