Kimi Antonelli
Aggiornato Mar 27 Ott 2026 alle 09:26Le ultime notizie su Kimi Antonelli raccontano un weekend di Austin dominato in pista, ma senza la festa mondiale che molti aspettavano. Il pilota della Mercedes ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti, la nona vittoria stagionale, ma il titolo iridato è slittato di una settimana. Tra le novità più rilevanti ci sono anche l’amarezza di George Russell, il boom di ascolti per Sky e la sequenza di elogi da parte di leggende del passato e del presente.
Austin, dalla pole al trionfo: il titolo si rinvia in Messico
Il fine settimana texano era stato presentato come il primo match point della stagione. Antonelli lo ha affrontato nel modo migliore: sabato ha firmato una pole position con un giro eccezionale in Q3, fermando il cronometro sull’1’34″035 e superando di 179 millesimi la Red Bull di Max Verstappen. Più pesante il distacco rifilato al compagno di squadra Russell, sesto a 441 millesimi.
In gara il pilota bolognese ha confermato la propria superiorità, sia sul piano della velocità sia nella gestione delle gomme. Decisiva la strategia a una sola sosta scelta dal team, che lo ha reso imprendibile per gli avversari. Alle sue spalle ha chiuso Charles Leclerc con la Ferrari. Nei dieci hanno trovato posto anche Hamilton, Norris, Verstappen, Hadjar e Piastri, mentre Russell si è fermato all’ottavo posto. Come raccontato nella cronaca del Gran Premio di Austin, proprio il piazzamento del compagno di squadra ha impedito all’italiano di chiudere i conti: per laurearsi campione servivano la vittoria, un Hamilton non oltre il quinto posto e un Russell dal nono in giù.
Il verdetto è dunque rimandato al Gran Premio del Messico, in programma domenica primo novembre. Antonelli sarà campione del mondo se arriverà almeno nono, ma potrebbe bastare anche il decimo posto qualora Russell non vincesse. Il titolo potrebbe arrivare perfino in caso di ritiro, purché né Russell né Hamilton conquistino la vittoria. Un quadro molto favorevole, che spiega la serenità del pilota a fine gara: «Sono molto contento, era il risultato di cui avevamo bisogno. Tutto il team lo meritava, perché nelle ultime settimane abbiamo lavorato tantissimo per mettere a punto l’ultimo pacchetto di aggiornamenti». Sul titolo ha aggiunto di sentirsi ormai vicinissimo, ma di voler «chiudere in bellezza, vincendo altre gare».
Il successo arriva al termine di una stagione costruita fin dall’inizio: cinque vittorie consecutive nella prima parte dell’anno, poi i successi di Monza e Madrid e i piazzamenti pesanti ottenuti in Asia, fino al podio di Singapore. Prima di Austin il vantaggio su Russell era di 102 punti, con 340 contro 238.
Russell scosso: «Non trovo risposte»
Se in casa Mercedes il clima per Antonelli è di festa, per l’altro lato del box è tutta un’altra storia. Russell ha tagliato il traguardo a quasi un minuto dal compagno e, davanti ai microfoni di Sky, è apparso per la prima volta davvero scoraggiato. Nelle sue dichiarazioni, riportate nell’articolo sullo sfogo del pilota inglese, ha definito il passo della sua gara «spazzatura» e ha ammesso di non riuscire a spiegarsi un divario così ampio: «È strano ritrovarsi così tanto distanti; spero di trovare una risposta da qualche parte, ma al momento non ce l’ho».
Russell ha ricordato che la penalità di cinque secondi gli è costata probabilmente due o tre posizioni, ma non ha cercato alibi: il ritmo, a suo dire, è mancato nei momenti chiave. Dopo la sosta ha tenuto per sei giri lo stesso passo di Antonelli, poi si è trovato bloccato dietro Piastri senza riuscire a passarlo. Il bilancio, nelle sue parole, è di «sei giri buoni e cinquanta pessimi». A differenza del compagno, non è riuscito ad adattarsi alla W17 come avrebbe voluto. Ora lo sguardo è rivolto ad altri obiettivi: difendere il secondo posto in classifica e, soprattutto, vincere il titolo costruttori, che per lui conta più di qualsiasi piazzamento individuale.
Non è un tema nuovo. Già nelle settimane precedenti si era parlato della sfortuna del britannico: il guasto alla power unit in Malesia aveva provocato la partenza dal fondo a Singapore, e Johnny Herbert aveva sottolineato come Russell fosse stato penalizzato più spesso da problemi tecnici. Naomi Schiff, invece, aveva invitato a non assolverlo del tutto, sostenendo che quest’anno avesse a disposizione una macchina competitiva e che qualche errore lo abbia commesso.
Ascolti record e il coro di elogi intorno a Kimi
L’effetto Antonelli si vede anche in televisione. Il Gran Premio degli Stati Uniti ha fatto registrare il miglior ascolto per la Formula 1 su Sky dal 2022: 1 milione 917 mila spettatori medi in total audience, con il 9,8% di share e 2 milioni 838 mila spettatori unici. Buoni numeri anche per la differita su TV8, con 1 milione 251 mila spettatori medi e il 10,1% di share. Forte il riscontro sul digitale, con 852 mila utenti unici su SkySport.it e 2,7 milioni di interazioni sui social. I dettagli sono nell’articolo sul record di Sky con Antonelli, dove si ricorda anche il messaggio di Jannik Sinner su Instagram: «Congratulazioni per un’altra vittoria Kimi».
La popolarità del pilota, del resto, è in crescita costante: secondo i dati riportati nei giorni scorsi, i suoi follower su Instagram sono saliti a 9,3 milioni, quasi il doppio rispetto ai 5,7 di Sinner, e a inizio 2026 erano 4,5 milioni. Nella classifica degli sportivi italiani in attività è secondo, alle spalle del solo Mario Balotelli.
Intorno al leader del Mondiale si è poi creato un vero coro di complimenti. Nico Rosberg, campione del mondo 2016, ha affermato che Antonelli «ha guidato a livelli da Michael Schumacher» e che è l’unico a restare costantemente nelle posizioni di vertice, aggiungendo che si merita pienamente un titolo «che nessuno può togliergli». Damon Hill ha parlato di un talento generazionale, paragonandolo a Verstappen e vedendo in lui una combinazione tra Senna e Prost. Piero Ferrari ha evocato Niki Lauda per la maturità mostrata fin da subito, mentre Helmut Marko ha detto che Antonelli ha «completamente surclassato» Russell. Perfino Gunther Steiner si è spinto a dire che batterebbe Hamilton a parità di macchina. Anche Valentino Rossi, che lo conosce dai tempi dei kart, ha parlato di «un sogno» per i tifosi italiani del motorsport.
Sullo sfondo resta un traguardo storico: a soli 20 anni, Antonelli può diventare il primo italiano campione del mondo di Formula 1 dopo Alberto Ascari, 73 anni dopo. L’appuntamento è fissato a Città del Messico, dove il pilota Mercedes parte con un margine di sicurezza ampio e con tutti i riflettori puntati addosso. Per le prossime news e per ogni novità sul Mondiale basterà attendere il weekend del primo novembre.