Ferrari a Monza al servizio di Lewis Hamilton? La lettura di Charles Leclerc fa discutere

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il desiderio della Ferrari di trionfare a Monza si somma alle esigenze di classifica: che cosa succederà tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

La Ferrari a Monza punta in alto. Forte dell’assordante sostegno dei tifosi del Cavallino ma anche dei cavalli regalati dall’introduzione dell’ADUO-2, i due piloti di Maranello vogliono raccogliere al Gran Premio d’Italia una vittoria che sarebbe per entrambi storica. Pesa però anche il mondiale piloti, la cui classifica vede Lewis Hamilton in vantaggio su Charles Leclerc. E alcune dichiarazioni di quest’ultimo proprio in tal senso sono destinate a far discutere i fan.

Uno dei grandi temi di Monza negli ultimi anni sono state indubbiamente le scie, anche e soprattutto nelle qualifiche del sabato. La gestione di un momento di tale importanza da parte della Ferrari ha generato feroci polemiche già dai tempi di Carlos Sainz in rosso. E, dopo che il 2025 regalò poca collaborazione tra Hamilton e Leclerc, il monegasco ha garantito che il 2026 sarà diverso. “La nostra filosofia non è mai cambiata – ha affermato il monegasco -. In questo senso ci siamo sempre alternati, ma in vista di domenica è Lewis ad avere la priorità. Sicuramente faremo quello che dobbiamo fare, a livello di squadra. Ma se dovessimo rischiare di compromettere il risultato, non faremo niente. Altrimenti, se avrò la possibilità di aiutarlo, lo farò e cercherò di prendere la scia da un’altra macchina”.

Le tensioni interne alla Ferrari non sono certo una novità di questo fine settimana. Già a Zandvoort, nell’ultimo Gran Premio prima di Monza, Hamilton aveva puntato il dito contro la gestione strategica della squadra, lamentando di aver perso tempo prezioso dietro a Leclerc in una fase cruciale della gara. “C’è stato un grande lavoro, però penso che in gara fossi più veloce di Charles. Ho perso tanto tempo dietro di lui perché il team non ha eseguito quello che si doveva fare o non ha preso la decisione che avrebbe dovuto prendere. Lì abbiamo perso il podio”, aveva dichiarato il sette volte campione del mondo a motori spenti. Leclerc, dal canto suo, aveva ammesso di aver gradito restare in pista più a lungo, pur riconoscendo di aver eseguito gli ordini ricevuti dal muretto. Scaramucce che rendono ancora più significative le parole di distensione pronunciate dal monegasco in vista del Gran Premio d’Italia.

Per Hamilton, il Gran Premio d’Italia rappresenta un appuntamento carico di significati ulteriori. Il britannico sogna di diventare il pilota più vincente nella storia della gara, superando in solitaria Michael Schumacher: entrambi contano cinque successi a Monza, con il tedesco che si aggiudicò la sua ultima vittoria sul circuito brianzolo nel 2006. Non a caso la Ferrari ha scelto proprio questo weekend per celebrare i 30 anni del primo trionfo di Schumacher a Monza, risalente alla stagione 1996, con livrea e tute speciali dedicate al fuoriclasse tedesco. Un omaggio nel quale Hamilton è chiamato a essere protagonista anche sul piano sportivo.

Il pilota britannico ha scelto peraltro un ingresso nel paddock degno dell’occasione, presentandosi al volante di una Ferrari F40 d’epoca, accompagnando la scelta con un look elegante — abito scuro e cappotto color cammello, nonostante le temperature elevate. L’esemplare, prodotto nel 1991, era rimasto custodito in un garage per oltre trent’anni prima di essere ritrovato e restaurato dagli specialisti di Maranello. Un legame, quello tra Hamilton e la F40, che affonda le radici nella sua infanzia: “Questa è l’auto dei miei sogni e lo è sempre stata, da quando ho memoria. Quando sono entrato in Ferrari, mi sono assicurato di averne una con me già dal primo giorno a Maranello”, aveva raccontato lo stesso pilota sui propri social.

Sullo sfondo di tutto ciò, aleggia la figura di Kimi Antonelli. Il pilota Mercedes, leader del Mondiale con 59 punti di vantaggio su Hamilton e Russell, partirà dalla coda dello schieramento per la sostituzione della power unit, ma resta l’osservato speciale del weekend. Il bolognese è il primo pilota italiano a presentarsi a Monza da leader iridato dai tempi di Alberto Ascari, e la sua eventuale conquista del titolo lo renderebbe il primo campione del mondo italiano dopo 73 anni. Una prospettiva che divide i tifosi italiani, ancora profondamente legati alla Ferrari, come lo stesso Antonelli ha riconosciuto in conferenza stampa: “So come siamo fatti noi italiani, abbiamo un modo unico di entusiasmarci e la Ferrari è un brand enorme, un simbolo capace di andare ben oltre la pista. È normale quindi che ci siano tanti tifosi che fanno il tifo per loro”. Proprio Hamilton, interrogato sul possibile futuro di Antonelli in rosso, ha glissato con eleganza: “È una possibilità, certo, ma non credo che Toto Wolff sia disposto a lasciarlo andare via tanto presto”.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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