Fernando Alonso spaventa la Formula 1 al suo arrivo a Monza

Articolo di Marco Enzo Venturini

Negli anni è stato eroe dei tifosi Ferrari e acerrimo avversario: tornato a Monza, dove nel 2010 trionfò in rosso, Fernando Alonso fa nuovamente discutere.

Ferrari e Kimi Antonelli saranno i principali protagonisti del tifo italiano in occasione del Gran Premio di Monza in programma per domenica prossima, ma c’è un altro pilota che ha sempre catturato il grande interesse degli appassionati nostrani. Si tratta di Fernando Alonso, che nel 2010 raccolse una delle vittorie più ricordate degli ultimi anni dai tifosi del Cavallino ma che prima e dopo si è spesso fatto notare come grande rivale del team di Maranello. Ma che nel frattempo, nel 2026, ha rilasciato dichiarazioni destinate a spaventare sostenitori e detrattori. Senza peraltro che il conclamato flop della sua Aston Martin c’entri più di tanto.

Con il proprio contratto in scadenza a fine anno, Alonso ha ammesso di non aver ancora deciso se prolungare la sua esperienza in Aston Martin o in generale sulle piste di Formula 1 anche per il 2027. “La mia decisione non è legata alla macchina di cui dispongo attualmente – sono state le parole dell’asturiano, raccolte da ‘ESPN’ -. Finché avrò un contratto, sarò professionale e guiderò sempre al 100%. E lo farò sia nel caso in cui potessi lottare per il podio, sia se sarò costretto a puntare alla quindicesima posizione. Il vero problema sono i regolamenti”.

“Questa non è la Formula 1 con cui siamo cresciuti, purtroppo il dato di fatto è questo – ha spiegato Alonso -. Non è la F1 che vorremmo noi piloti, ma anche gli appassionati e gli spettatori. Dovremo cambiare un po’ di cose, ma non potrà succedere subito. Magari sarà possibile in vista del futuro. Spero però di poter dare il mio contributo per rivedere la vera F1. Qui a Monza, tra l’altro, la gara rischia di essere falsata dai nuovi regolamenti ancora di più rispetto a come è successo a Suzuka e Silverstone. Forse peggio ancora andrà solo a Las Vegas”. E nonostante la sua Aston Martin sia cresciuta, tanto da permettergli di concludere non sotto il traguardo di Zandvoort, lo spagnolo è stato categorico sulle possibilità che tanto basti a fargli decidere di proseguire la sua carriera: “No”.

Il percorso stagionale dell’Aston Martin è stato a dir poco travagliato. La scuderia di Silverstone, che si presentava ai nastri di partenza del 2026 con ambizioni ben più elevate grazie all’apporto tecnico di Adrian Newey, si è ritrovata a lungo nelle retrovie, raccogliendo un solo punto nelle prime gare (un decimo posto a Monaco, piuttosto fortunoso, raccolto proprio da Alonso). La svolta era attesa per il Gran Premio d’Ungheria, quando il team aveva portato in pista un telaio completamente rivisto, con una power unit potenziata e un assetto aerodinamico ridisegnato dallo stesso Newey. I progressi ci sono stati, come dimostra il fatto che il campione asturiano sia riuscito a concludere la gara di Zandvoort, ma evidentemente non sufficienti a cambiare il giudizio dello spagnolo sulla propria situazione.

Paradossalmente, proprio nelle settimane in cui il futuro di Alonso in Aston Martin appare sempre più in bilico, nel paddock era circolata l’indiscrezione di un possibile clamoroso ritorno dell’asturiano in Alpine per il 2027. Un’ipotesi suggestiva, che riporterebbe il campione spagnolo nel team con cui ha già corso in passato e che oggi, sotto la guida di Flavio Briatore, sta vivendo una fase di rilancio. Una prospettiva che, alla luce delle parole pronunciate a Monza, sembra però difficile da concretizzare se lo stesso pilota mette in dubbio la propria permanenza tout court nella categoria.

Nel frattempo, la classifica del Mondiale racconta di un Alonso ai margini della lotta che conta: con soli 3 punti all’attivo lo spagnolo occupa la diciannovesima posizione, davanti soltanto al compagno di squadra Lance Stroll e ai piloti Cadillac fermi a zero insieme a Yuki Tsunoda (che però ha finora corso il solo Gran Premio d’Olanda). Un abisso rispetto ai vertici, dove Kimi Antonelli guida con 242 punti, seguito da George Russell e Lewis Hamilton a quota 183. È proprio il giovane bolognese, del resto, il grande protagonista di questo Gran Premio d’Italia, con la sua Mercedes e il peso di un’intera nazione sulle spalle — divisa, però, tra il tifo per lui e quello immutabile per la Ferrari.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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