Al monegasco non è piaciuto l'atteggiamento del suo ex compagno in Ferrari durante la sessione di qualifica decisiva per la Sprint in Qatar.
Il non esaltante sabato della Ferrari, oltre a Lewis Hamilton che non è riuscito a superare la prima fase delle qualifiche per la Sprint del Qatar, deve registrare anche il nono posto, al termine delle prove cronometrate, di Charles Leclerc, condizionato dal comportamento in pista di Carlos Sainz che ha mandato su tutte le furie il pilota monegasco. Nello specifico, secondo Leclerc il suo ex compagno di squadra avrebbe volutamente rallentato chi era dietro di lui, cioè lo stesso pilota della Ferrari, per disturbare il suo tentativo di giro veloce: una mossa che Leclerc ha commentato aspramente via radio e, più avanti, durante le interviste di fine giornata.
“Sainz ci sta prendendo in giro – ha detto Leclerc via radio parlando con il suo ingegnere di pista, Bryan Bozzi -. Mette in difficoltà quelli che sono dietro di lui rallentando tantissimo prima della Safety Car Line 2. Incredibile quello che ha fatto, domani faccio lo stesso con lui e vediamo”. Ai microfoni di Sky Sport, Leclerc ha rincarato la dose: “Non siamo contenti di tante cose ma il potenziale per chiudere fra i primi cinque c’era. Purtroppo, mentre preparavo l’ultimo tentativo, chi era davanti a me ha rallentato, io non sono riuscito a ricreare il distacco e ho iniziato il giro troppo vicino a lui”.
“Sono stato certamente disturbato – ha aggiunto ancora Leclerc -. Certo, fa parte del gioco ma è un peccato sia andata così. Domani, nella gara Sprint, voglio comunque dare il massimo e duellare in pista provando a recuperare più posizioni possibili”. Leclerc, reduce da due weekend di gara fuori dal podio, vuole tornare a sorridere in Qatar ma vedrà partire davanti a lui, nell’ordine, Oscar Piastri (McLaren), George Russell (Mercedes), Lando Norris (McLaren), Fernando Alonso (Aston Martin), Yuki Tsunoda, Max Verstappen (entrambi Red Bull), Kimi Antonelli (Mercedes) e proprio Carlos Sainz (Williams), il cui comportamento in pista ha diviso appassionati e addetti ai lavori tra chi lo ha definito ai limiti della sportività e chi, invece, frutto di una legittima strategia.