Il messicano anche per quello che ha vissuto in prima persona non è rimasto sorpreso per quanto successo al neozelandese Liam Lawson
Sergio Perez durante il podcast Cracks è tornato a parlare delle difficoltà vissute durante le quattro stagioni in Red Bull come seconda guida alle spalle di Max Verstappen: “Una situazione difficile da sopportare, soltanto chi è davvero forte mentalmente può resistere a qualcosa di simile. Quando sono arrivato ho subito fatto tanta fatica. I risultati non arrivavano, al punto che mi consigliarono di andare da uno psicologo. Qualche mese dopo, in fabbrica mi arrivò una fattura di 6.000 sterline… per una sola seduta. Dissi di mandarla a Helmut Marko. E alla fine la pagò lui”.
Il messicano è arrivato a definire la convivenza con Verstappen come “un vero inferno. Probabilmente il peggior ruolo che ti possa capitare in F1. Nel nostro primo incontro, Horner mi spiegò che la macchina era costruita su misura per Max e che il team ne utilizzava due solamente perché era il regolamento a imporlo. Essere più veloce di Max era un problema, andare più lento ancora peggio… era tutto un problema. E quando ero io a vincere il clima era davvero molto teso”.
Perez in particolare ha ritirato fuori un episodio del mondiale 2023: “Io ero in piena lotta con Hamilton per il secondo posto. La pressione era enorme e poco prima di uno dei Gran Premi decisivi, in Qatar, mio figlio si ammalò di polmonite. Dovevo scegliere, e quindi chiesi al medico se Emilio fosse in pericolo di vita. Alla fine passai tutta la settimana al simulatore. In fabbrica mi davano del pazzo. Questo fa capire quanto io abbia dato alla Red Bull: in pista e fuori, c’era sempre il 100% di me”.
Il messicano anche per quello che ha vissuto in prima persona non è rimasto sorpreso per quanto successo al neozelandese Liam Lawson, retrocesso in Racing Bulls dopo sole due gare. “Lo sapevo. Anche il team lo sapeva, e quando chiesi a Horner cosa avrebbero fatto in caso di difficoltà, la risposta fu semplicemente ‘useremo Yuki’”.
“E se le cose non dovessero funzionare nemmeno con lui? ‘Abbiamo tanti piloti… li useremo tutti’ mi rispose”, l’ultima confessione di Perez, che dal 2026 torna in Formula 1 con la Cadillac. La casa statunitense per il suo debutto nel circus ha deciso di puntare anche su Bottas.