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Aggiornato Mar 27 Ott 2026 alle 23:22Inter, ultime notizie: la vittoria in Champions contro lo Shakhtar ha dato i primi punti europei ma non ha chiuso le discussioni. Tra critiche al gioco, emergenza infortuni e riflessioni di mercato, la squadra di Chivu si presenta oggi all’appuntamento di campionato con la Fiorentina, con il derby del 31 ottobre già in calendario.
La prima gioia europea e le critiche di Capello
Dopo le sconfitte contro Real Madrid e Club Brugge nelle prime due giornate della fase campionato, i nerazzurri avevano bisogno di una vittoria. È arrivata mercoledì sera con l’1-0 allo Shakhtar Donetsk, una gara tutt’altro che lineare. L’Inter ha avuto diverse occasioni con Thuram, Calhanoglu e Bonny, fermato da una grande parata di Riznyk, ma non è riuscita a sbloccare il risultato. Il match è cambiato al 68′, quando Alessandro Bastoni, già ammonito pochi minuti prima, è stato espulso per doppio giallo dall’arbitro tedesco Osmers. In dieci, la squadra ha trovato il gol al 77′: Mkhitaryan, appena entrato al posto di Bonny, ha servito Carlos Augusto, che ha stoppato il pallone, è entrato in area e ha battuto il portiere. Nel finale Martinez ha parato la conclusione di Matvienko e ha protetto il successo.
Il risultato ha sbloccato la classifica europea, ma non ha cancellato i dubbi sull’atteggiamento. Fabio Capello, sulla Gazzetta dello Sport, ha parlato di una squadra che ha approcciato la gara «camminando, sempre sotto ritmo e senza pressing», con un solo tiro in porta nel primo tempo. L’ex allenatore ha definito l’Inter «amorfa fino al 60’» e ha sottolineato che le sostituzioni di Chivu hanno cambiato l’atteggiamento dei nerazzurri. Il suo messaggio è che «giocare soltanto mezz’ora non può bastare». Anche Fabrizio Biasin, dopo il ko con il Bruges, aveva invitato la squadra a un filo di umiltà ed equilibrio in più, perché in Europa non ci si può permettere la spregiudicatezza della Serie A.
L’espulsione di Bastoni ha poi riacceso la rivalità sui social. Molti tifosi juventini hanno rispolverato il caso Kalulu e l’espulsione del difensore in Nazionale a Zenica contro la Bosnia, tra ironia e polemica. Una polemica che con il campo ha poco a che fare, ma che dà la misura della pressione attorno ai nerazzurri.
Emergenza infortuni e scelte di Chivu
Il tecnico romeno deve fare i conti con un’infermeria affollata. Dopo Stones e Jones, a fermarsi sono stati Lautaro Martinez e Benjamin Pavard. Il capitano ha un risentimento ai flessori della coscia sinistra e dovrebbe restare fuori almeno tre settimane. Salterà quindi le sfide con Bologna, Shakhtar, Fiorentina, Venezia, Milan e Feyenoord. Non è escluso che manchi anche contro il Como, l’8 novembre. L’obiettivo è rivederlo dopo la seconda sosta per le nazionali, in occasione di Atalanta-Inter del 22 novembre. Pavard, fermato da un risentimento agli adduttori della coscia destra, ha tempi di recupero di circa venti giorni. Chivu spera di riaverlo per Inter-Como, ma un rientro dopo la pausa resta possibile.
In attacco, senza Lautaro, il ballottaggio ruota attorno al partner di Thuram, con Pio Esposito e Bonny a contendersi la maglia. A Bologna, nel successo per 3-1 del 17 ottobre, l’Inter ha mostrato carattere. Dopo il vantaggio di Pobega, ha pareggiato con Thuram di testa su cross di Barella e ha completato la rimonta con Carlos Augusto, entrato e subito in gol, e con Bonny, che ha chiuso il conto su assist dello stesso brasiliano. Il successo ha portato i nerazzurri a 19 punti in vetta, con tre lunghezze di vantaggio sulla Lazio. Il brasiliano è oggi uno dei volti più in forma e può garantire alternative sulla sinistra, anche con Dimarco in campo.
Resta aperto il tema della porta. Josep Martinez, finito sotto accusa dopo gli errori in Champions, ha giocato da titolare contro lo Shakhtar. Il tecnico aveva valutato l’ipotesi Provedel, che non gioca dal 4 marzo per un infortunio rimediato con la Lazio. Il debutto in nerazzurro dell’ex biancoceleste è quindi ancora da scrivere, e tra le possibilità c’è il match odierno contro i viola. Non è escluso che il rapporto tra Chivu e i suoi due portieri continui a essere uno dei temi caldi delle prossime settimane.
Marotta, il leader difensivo e il mercato
A margine della gara di Champions, Beppe Marotta ha ammesso a Sky Sport di essere «d’accordo con chi dice che al momento ci manca un leader difensivo». Il dirigente ha però legato le difficoltà alle numerose assenze del reparto e ha chiesto di non colpevolizzare solo la difesa: «si gioca in undici e i reparti sono tre». Le parole hanno acceso il dibattito sul mercato invernale, e due nomi circolano con insistenza.
Il primo è Luca Reggiani, centrale italiano del Borussia Dortmund cresciuto nel Sassuolo. Ha trovato pochissimo spazio con Kovac e, secondo la Bild, valuta un cambio di maglia a gennaio. L’Inter si era già interessata a lui in estate. Il secondo è Finn Jeltsch, classe 2006 dello Stoccarda, 188 centimetri e grande duttilità tattica. Il club tedesco lo valuta tra i 35 e i 40 milioni e su di lui ci sono anche Barcellona, Bayern Monaco e Real Madrid. Il tema difensivo potrebbe incrociarsi con il futuro di Pavard, il cui contratto scade nel 2028.
Sul fronte societario, Marotta ha ribadito la fiducia nell’azionista Oaktree, citando gli investimenti su stadio, Appiano e Interello, e ha detto di non occuparsi delle voci su un possibile fondo del Qatar. Tra i dossier più importanti c’è anche il nuovo stadio: giovedì 29 ottobre alle 16.30, al Castello Sforzesco, Inter e Milan presenteranno il rendering del nuovo San Siro, progettato da Foster + Partners e Manica. L’impianto avrà circa 71.500 posti, con un investimento stimato di 2,149 miliardi di euro. I lavori sono previsti nella seconda metà del 2027, con consegna entro il 2031 per gli Europei del 2032.
Il calendario non lascia respiro: dopo la Fiorentina arriveranno Venezia (28 ottobre) e il derby con il Milan (31 ottobre), poi il Feyenoord in Champions il 3 novembre. Per Chivu sarà il momento di dimostrare che l’Inter sa mantenere continuità sull’intero arco dei novanta minuti, come chiesto da Capello. Le prossime news diranno se la novità di una difesa più solida e di un approccio più aggressivo sarà arrivata in tempo.