Bologna
Aggiornato Sab 26 Set 2026 alle 09:37Il Bologna vive una stagione 2026-2027 segnata da profondi cambiamenti, tra risultati deludenti in campionato, un ribaltone in panchina e le ultime polemiche arbitrali. Le ultime notizie sui rossoblù raccontano di un club in piena fase di transizione, chiamato a ritrovare l’identità che lo aveva reso protagonista negli anni precedenti.
Il cambio in panchina: da Tedesco a Palladino
La svolta più significativa delle ultime settimane riguarda la guida tecnica. Dopo un avvio di campionato disastroso — un solo punto nelle prime quattro giornate, con sconfitte contro Lazio, Atalanta e Napoli e un pareggio per 2-2 con il Sassuolo — il Bologna ha deciso di esonerare Domenico Tedesco. Il tecnico calabrese cresciuto in Germania, scelto in estate per raccogliere l’eredità di Vincenzo Italiano, non è riuscito a imprimere alla squadra né identità di gioco né risultati. Determinante, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, un colloquio diretto tra la dirigenza e l’allenatore, nel quale Tedesco si era preso le responsabilità della situazione senza però offrire le garanzie richieste dal club.
Al suo posto è arrivato Raffaele Palladino, che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2029. L’ex tecnico di Fiorentina e Atalanta ha esordito sulla panchina rossoblù nella sfida casalinga contro il Torino, valida per la quinta giornata di Serie A, terminata 1-1. Un punto che porta il Bologna a quota due in classifica, al diciassettesimo posto, in una situazione di classifica ancora preoccupante ma con la speranza che il nuovo allenatore possa invertire rapidamente la rotta. L’arrivo di Palladino al Bologna rappresenta il secondo cambio di panchina per il club emiliano nel giro di pochi mesi, dopo l’addio estivo di Italiano.
Bologna-Torino 1-1: pari e polemiche arbitrali
La prima di Palladino al Dall’Ara non ha portato la vittoria sperata, ma ha comunque interrotto la striscia negativa. Il Bologna è passato in vantaggio al 14′ con Bernardeschi, l’ex Juventus bravo a sfruttare una respinta di testa e a battere Perri di mancino. Il Torino ha poi trovato il pareggio al 78′ grazie a una papera del portiere Skorupski, che ha permesso a Kulenovic di firmare l’1-1.
Ma la partita è finita al centro delle ultime notizie soprattutto per una controversia arbitrale. All’83’, Oristanio è entrato in area ed è stato fermato da Heggem, finendo a terra. L’arbitro Guida ha lasciato proseguire e il VAR, affidato a Santoro con Camplone come AVAR, non è intervenuto. I replay hanno mostrato chiaramente il contatto sulla gamba d’appoggio dell’attaccante granata, e la Gazzetta dello Sport ha parlato apertamente di rigore negato: ‘Heggem sposta il piede a Oristanio, era rigore’. Il tecnico del Torino Ignazio Abate si è limitato a commentare laconicamente: ‘Non lo commento perché si commenta da solo’. La polemica sul rigore negato si inserisce nel dibattito più ampio sulle nuove disposizioni del designatore Orsato, che sembrano orientare i VAR verso un intervento sempre più ridotto.
Un’estate di mercato intensa: Lucumí e i nuovi arrivi
Prima che il campionato prendesse il via, il Bologna aveva vissuto un’estate di mercato particolarmente movimentata. Il tema principale era stato la cessione di Jhon Lucumí, difensore colombiano classe 1998 con il contratto in scadenza nel 2027 e già deciso a non rinnovare. La Juventus aveva spinto con forza per il centrale, partendo da un’offerta di 17 milioni di euro e valutando l’inserimento di Juan Cabal come contropartita tecnica. Il Bologna aveva risposto con una controproposta sorprendente: il prestito di Teun Koopmeiners, con copertura parziale dell’ingaggio da parte dei bianconeri. Una richiesta che aveva spiazzato la Juventus, considerando Koopmeiners un elemento centrale del proprio progetto.
Sul fronte degli arrivi, il club rossoblù aveva monitorato diversi profili per rinforzare la rosa. Tra i nomi emersi quello di Ruben Vargas, ala sinistra svizzera in uscita dal Siviglia, come possibile sostituto di Jonathan Rowe in caso di cessione all’Atalanta. Il direttore tecnico Giovanni Sartori aveva inoltre messo nel mirino giovani talenti come Joseph Liteta del Cagliari, classe 2006, seguito con interesse da diversi club inglesi. La trattativa Lucumí-Juventus aveva tenuto banco per settimane, con il colombiano che aveva già respinto le avances di club turchi come Galatasaray e Besiktas, preferendo attendere la soluzione bianconera.
Sullo sfondo resta la memoria di una stagione precedente — il 2025-2026 — che aveva visto il Bologna chiudere all’ottavo posto in campionato, mancando la qualificazione europea per la prima volta dopo due anni di partecipazione alle coppe. Un’eliminazione pesante in Europa League per mano dell’Aston Villa, con un complessivo 7-1 tra andata e ritorno, aveva segnato profondamente l’ambiente. Ora, con Palladino in panchina e una classifica ancora tutta da raddrizzare, il Bologna è chiamato a una pronta reazione per non restare invischiato nella lotta per non retrocedere.