Ferrari
Aggiornato Dom 26 Lug 2026 alle 17:21La Ferrari si presenta all’Hungaroring con ambizioni concrete ma consapevole di dover fare i conti con una Mercedes che, almeno sulla carta, resta la squadra da battere. Le ultime notizie dal paddock delineano un quadro in chiaroscuro per la Scuderia di Maranello: progressi reali, qualche rimpianto e una classifica costruttori che impone di non sbagliare più nulla.
Ferrari all’Hungaroring: Hamilton avverte, Leclerc ammette
Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria, Lewis Hamilton ha tracciato un quadro lucido della situazione: «La Mercedes è la squadra da battere. Hanno vinto quasi tutte le gare, hanno dimostrato di essere veloci su ogni tipo di pista e in qualsiasi condizione. L’Hungaroring ha dei tratti in comune con Monte Carlo e anche lì erano veloci». Parole che suonano come un avvertimento interno oltre che una valutazione tecnica, pronunciate da un pilota che in classifica occupa la seconda posizione con 159 punti, a 45 lunghezze dal leader Kimi Antonelli.
Charles Leclerc, dal canto suo, è tornato sul discusso duello con Oscar Piastri nel GP del Belgio, ammettendo con sorprendente onestà di aver esagerato: «In parte condivido ciò che ha detto Oscar. Alla fine ho provato a spingermi davvero al limite e, in quei frangenti, credo di essere andato un po’ oltre. Non è questo il modo in cui voglio correre». Una rara ammissione pubblica che ha fatto discutere, ma che fotografa un Leclerc più maturo e consapevole, reduce da un secondo posto a Spa che ha ridato ossigeno alla sua stagione. Il monegasco insegue con 126 punti, quarto in classifica.
Sul fronte tecnico, la Ferrari porta all’Hungaroring un aggiornamento all’ala posteriore, segnale che il lavoro di sviluppo della SF-26 non si ferma. Un dettaglio non trascurabile su una pista tortuosa che, storicamente, premia il carico aerodinamico e il bilanciamento più che la potenza bruta: caratteristiche che potrebbero giocare a favore delle Rosse.
Il cammino della Ferrari: da Barcellona a Spa, tra vittorie e crolli
Per comprendere dove si trova oggi la Ferrari, è utile ripercorrere le ultime settimane. Il successo di Lewis Hamilton a Barcellona aveva riacceso l’entusiasmo di Maranello, seguito dalla storica vittoria di Charles Leclerc a Silverstone — la 250ª nella storia della Scuderia — che aveva riportato il monegasco sul gradino più alto del podio dopo quasi due anni di digiuno. Due risultati che avevano alimentato la speranza di una rimonta concreta sul binomio Mercedes.
La realtà, però, si è rivelata più complessa. In Austria la Ferrari era crollata in modo clamoroso: Hamilton quinto, Leclerc ottavo, entrambi lontanissimi dalla lotta per il podio. Il deficit di potenza del motore Ferrari era emerso in tutta la sua evidenza, con Antonelli che aveva addirittura rischiato di tamponare Leclerc per la differenza di velocità in rettilineo. «Andavo circa 30 km/h più veloce», aveva dichiarato il bolognese, non nascondendo la sorpresa. Vasseur aveva cercato di spiegare il passo indietro indicando nel deficit di potenza la causa strutturale, annunciando l’utilizzo del primo gettone Aduo — un aggiornamento stimato in circa due decimi al giro — proprio per ridurre il gap nei confronti della Mercedes.
Il Gran Premio del Belgio ha poi restituito una Ferrari più competitiva: Leclerc secondo e Hamilton quarto a Spa, con Antonelli che ha vinto ma ha dovuto sudare per tenere a bada il monegasco fino alla bandiera a scacchi. «Leclerc era veloce e non ha mollato fino alla fine», ha riconosciuto lo stesso Antonelli nel post-gara. Un segnale incoraggiante, anche se la leadership del pilota Mercedes in classifica si è ulteriormente consolidata.
Sullo sfondo rimane aperta la questione del futuro di Antonelli in chiave Ferrari. Toto Wolff ha risposto con una frecciata a chi sogna il giovane bolognese in rosso: «La Ferrari avrebbe dovuto farlo sei o sette anni fa, invece di rendersi conto solo ora di avere un buon pilota italiano». Parole che chiudono — almeno per ora — ogni speculazione di mercato, mentre Matteo Bobbi, commentatore Sky ed ex pilota, invita alla pazienza: «Lasciamolo vincere con la Mercedes», ha detto l’esperto, ricordando che Antonelli ha un contratto lungo con la casa di Brackley.
La stagione della Ferrari resta dunque un cantiere aperto, con luci e ombre che si alternano gara dopo gara. La SF-26 sembra la monoposto più efficace nelle curve, ma soffre ancora nei tratti veloci rispetto alla concorrenza. Con dieci gare ancora da disputare e un distacco di 45 punti da Antonelli per Hamilton — il più vicino dei due ferraristi — il Mondiale è tutt’altro che chiuso. L’Hungaroring, pista tecnica e guidata, potrebbe rappresentare un banco di prova importante per capire se la Ferrari è davvero pronta a lottare per il titolo o se il gap con la Mercedes rimane strutturale.