Ferrari

Aggiornato Gio 01 Ott 2026 alle 00:20

La Ferrari attraversa uno dei momenti più difficili della stagione 2026 di Formula 1. Cinque Gran Premi consecutivi senza salire sul podio hanno alimentato un clima di tensione e incertezza attorno alla Scuderia di Maranello, con le ultime notizie che dipingono un quadro tutt’altro che rassicurante per i tifosi del Cavallino Rampante.

Il caso Vasseur: Ferrari prende posizione

Al centro del dibattito c’è il futuro di Frédéric Vasseur, team principal della Ferrari dal gennaio 2023. Le voci su una sua possibile sostituzione si sono intensificate nelle ultime settimane, alimentate anche dalle dichiarazioni di Christian Horner, ex team principal della Red Bull, che si è apertamente autocandidato per guidare il Cavallino. In un’intervista al Times, in occasione del lancio della sua autobiografia, Horner aveva definito la Ferrari ‘il gigante addormentato della F1’ e ‘un sogno’, lasciando aperta una porta verso Maranello in modo inequivocabile.

La situazione era già diventata critica dopo il disastroso Gran Premio d’Italia a Monza, dove l’incidente tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton al via aveva fatto infuriare i vertici della scuderia. Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, il presidente John Elkann aveva manifestato forte insoddisfazione per la gestione del weekend, con la posizione di Vasseur definita ‘nebulosa’. I numeri del manager francese non aiutano: in quasi quattro anni alla guida della Ferrari ha collezionato otto vittorie totali, le stesse conquistate dal solo Kimi Antonelli in questa singola stagione con la Mercedes. Un confronto impietoso anche con i predecessori: Arrivabene aveva vinto 14 GP in 81 gare, Binotto sette in un periodo simile.

Vasseur stesso aveva ammesso il disagio della situazione, dichiarando a Sky: ‘È difficile, non soltanto per me perché è una cosa che coinvolge tutti i membri della squadra. La mancanza di serenità non aiuta il team’. Tuttavia, la Ferrari ha ora preso una posizione netta e definitiva: piena fiducia in Vasseur e nel suo staff, nessuna intenzione di stravolgere l’assetto attuale. La priorità, fanno sapere da Maranello, è isolare il team dai rumor esterni e concentrarsi sulle gare rimanenti, a partire dal GP del Bahrain.

Risultati deludenti e tensioni interne

Sul piano sportivo, le ultime uscite della Ferrari hanno confermato le difficoltà. A Baku, George Russell ha dominato con la Mercedes conquistando la sua terza vittoria stagionale, con le due Red Bull di Verstappen e Hadjar a completare il podio. Leclerc ha chiuso quarto, Hamilton sesto in una gara definita ‘incolore’. Un risultato che fotografa bene il momento della Rossa, con la Mercedes che sembra aver trovato un vantaggio tecnico significativo: nelle qualifiche di Baku, Russell aveva staccato un tempo di otto decimi migliore rispetto a Leclerc, un divario che non si vedeva dal 2023. Vasseur non aveva nascosto la sua irritazione, puntando il dito contro la FIA per non aver classificato la Mercedes come il miglior motore in griglia.

Le tensioni interne al team non sono una novità di queste ultime settimane. Già dopo Monza, il rapporto tra Hamilton e Vasseur aveva mostrato crepe evidenti, con voci su presunti attriti tra il pilota britannico e il team principal. Hamilton era intervenuto pubblicamente su Instagram per smentire di aver chiesto la sostituzione di Vasseur, ribadendo la sua fiducia nell’intero gruppo di lavoro. Anche il rapporto tra i due piloti aveva richiesto un reset: dopo l’incidente alla Parabolica, Leclerc si era preso la piena responsabilità dell’accaduto, mentre Hamilton aveva glissato sulle tensioni sottolineando come la priorità fosse migliorare i risultati collettivi.

Sullo sfondo di questa crisi ferrarista, continua a brillare la stella di Kimi Antonelli. Il ventenne bolognese della Mercedes guida il Mondiale con un vantaggio considerevole su Hamilton, e il retroscena svelato da Luca di Montezemolo — secondo cui la Ferrari avrebbe potuto ingaggiarlo da ragazzino ma scelse di non farlo — ha riaperto una ferita che, alla luce dei risultati attuali, rischia di trasformarsi in uno dei rimpianti più grandi nella storia recente del Cavallino. Anche l’ex team principal Arrivabene, interpellato sull’argomento, ha ribadito la sua convinzione che Antonelli vestirà prima o poi il rosso: ‘Un giorno Antonelli si vestirà di rosso. Immagino sia un suo desiderio. Accadrà quando sarà il momento’.

Per la Ferrari, il GP del Bahrain rappresenta dunque molto più di una semplice gara: è l’occasione per dimostrare che la fiducia confermata in Vasseur non è solo una dichiarazione di facciata, ma l’inizio di una reazione concreta che il Cavallino deve assolutamente trovare per salvare una stagione che rischia di diventare sempre più amara.