Mercedes

Aggiornato Lun 22 Giu 2026 alle 09:37

La Mercedes sta vivendo una delle stagioni più turbolente e al tempo stesso esaltanti della sua storia recente in Formula 1. Le ultime notizie dal paddock raccontano di un team alle prese con decisioni strategiche cruciali, tensioni interne tra i piloti e polemiche regolamentari che si trascinano dal Gran Premio di Monaco. Un quadro complesso, in cui però emerge con forza il talento straordinario di Andrea Kimi Antonelli, il 19enne bolognese che ha dominato la prima parte del Mondiale prima di incappare nel ritiro tecnico di Barcellona.

Wolff annuncia la svolta: ordini di scuderia in arrivo

Il Gran Premio di Catalogna ha segnato un punto di svolta nella gestione interna della scuderia di Brackley. Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha ammesso apertamente che il duello tra i due piloti potrebbe essere costato la vittoria al team: «Qui a Barcellona forse abbiamo perso la gara per non aver voluto dare un team order. È un problema che dovremo affrontare». Parole che suonano come un preannuncio: a partire dal Gran Premio d’Austria, in programma nel weekend del 27-28 giugno, i due piloti della Stella potrebbero non avere più la libertà di battagliare liberamente in pista.

A Barcellona, Antonelli era riuscito a superare George Russell — partito dalla pole position — prima di essere costretto al ritiro per un guasto alla batteria a soli tre giri dalla fine. Stesso problema tecnico aveva colpito Russell in precedenza, regalando di fatto la vittoria a Lewis Hamilton su Ferrari. Un doppio ritiro che ha pesato enormemente in ottica campionato e che ha spinto Wolff a riflettere sulla necessità di coordinare meglio le strategie dei due piloti.

Gli ex piloti Mercedes non hanno risparmiato critiche. Nico Rosberg ha attaccato Wolff per la gestione del weekend catalano, sostenendo che la squadra avrebbe dovuto dare priorità ad Antonelli prima: «La Mercedes ha tenuto troppo conto di George, lo ha protetto troppo. Non appena la squadra rischia di perdere la vittoria, si corre insieme per il successo della squadra». Rosberg ha anche punzecchiato Wolff per aver eliminato la clausola contrattuale che in passato obbligava i piloti a pagare il 50% dei danni in caso di contatto tra compagni di squadra: «Sei diventato morbido».

Il caso Monaco e le polemiche sulle penalità

Parallelamente alle vicende in pista, la Mercedes ha dovuto fare i conti con il lungo strascico delle penalità del Gran Premio di Monaco. Dopo che la FIA ha annullato la sanzione a Pierre Gasly restituendo il terzo posto all’Alpine, il team tedesco aveva inizialmente presentato un Diritto di Revisione per tutelare la posizione di Russell, penalizzato per eccesso di velocità in pit lane. Alla fine, però, la Mercedes ha deciso di ritirare il ricorso, ritenendo scarse le possibilità di successo e prendendo atto della determinazione della FIA e della Formula 1 ad affrontare proattivamente le circostanze eccezionali emerse a Monte Carlo.

Diversa la posizione di Red Bull e McLaren, che hanno invece deciso di portare avanti i rispettivi appelli. La scuderia di Woking, in particolare, ha sottolineato come l’annullamento della penalità a Gasly abbia penalizzato Oscar Piastri, che aveva scontato una sanzione analoga: «Ciò rischia di creare iniquità sportiva e può minare la fiducia nell’applicazione coerente del Regolamento Sportivo della Formula 1».

Antonelli-Russell: il duello che divide gli esperti

Al centro di tutto resta il confronto interno alla Mercedes tra Antonelli e Russell, che continua ad alimentare dibattiti tra addetti ai lavori e tifosi. Jacques Villeneuve è stato spietato nel giudizio su Russell dopo Barcellona: «Non sembrava un pilota che lotta per il campionato. Sembrava avesse già perso la battaglia contro il suo compagno di squadra fin dall’inizio. La sua guida era davvero deludente». Rosberg ha aggiunto una stoccata significativa: «Nelle qualifiche lotta con i migliori, ma in gara gli manca qualcosa».

La situazione di Russell è oggettivamente difficile. Dopo il disastroso Gran Premio di Monaco — concluso in tredicesima posizione tra penalità e il doppiaggio subito da Antonelli — il britannico era riuscito a reagire conquistando la pole a Barcellona, salvo poi cedere in gara. Il vantaggio di Antonelli in classifica rimane considerevole, e la pressione psicologica sul pilota inglese è palpabile. Valtteri Bottas, ex compagno di squadra di entrambi in Mercedes, aveva già fotografato bene la situazione settimane fa: «Quando arriva un debuttante nel team e firma subito questi risultati, per chi si trova nella posizione di George diventa una situazione davvero dura».

Antonelli, dal canto suo, ha dimostrato una maturità sorprendente per i suoi 19 anni, anche nei momenti di difficoltà. A Barcellona, nonostante il ritiro, aveva già superato Russell in pista e stava gestendo la gara con lucidità. La serie di cinque vittorie consecutive — interrotta solo dal guasto tecnico — e il Grand Chelem conquistato a Monaco restano il biglietto da visita di un pilota che ha già cambiato gli equilibri della Formula 1. La Mercedes si trova ora a dover bilanciare le ambizioni di due piloti di alto livello, con la Ferrari di Hamilton sempre più minacciosa. Le prossime gare diranno se Wolff riuscirà a trovare la formula giusta per massimizzare i risultati del team senza spegnere la scintilla che ha reso questa stagione così straordinaria.