Torino
Aggiornato Mar 22 Set 2026 alle 08:37Le ultime notizie sul Torino raccontano di una squadra in cerca di continuità sul campo, alle prese con polemiche arbitrali e con un inizio di stagione tutt’altro che semplice. La quinta giornata di Serie A ha visto i granata pareggiare per 1-1 a Bologna, in quella che è stata la prima partita sulla panchina rossoblu di Palladino, subentrato a Tedesco durante la settimana. Il pareggio di Kulenovic all’78’, che ha sfruttato una papera del portiere Skorupski, ha permesso al Torino di muovere la classifica, portandosi a quota cinque punti.
Il caso rigore: polemiche arbitrali dopo Bologna-Torino
La partita di Bologna ha però lasciato strascichi pesanti, soprattutto per un episodio che ha scatenato un acceso dibattito. All’83’, Oristanio entra in area e viene fermato da Heggem, finendo a terra: l’arbitro Guida lascia proseguire, e il VAR — affidato a Santoro con Camplone come AVAR — decide di non intervenire. Le immagini, tuttavia, mostrano chiaramente il contatto tra la gamba del norvegese e il piede dell’attaccante granata.
La Gazzetta dello Sport ha innescato la polemica già nel post-partita, sostenendo che «la chiamata a video doveva starci quantomeno per studiare fino in fondo» e che «Heggem sposta il piede a Oristanio, era rigore». La rosea ha poi rincarato la dose la domenica mattina, inserendo l’episodio in un contesto più ampio di incoerenza arbitrale: «Nel nuovo regolamento di Orsato manca anche l’uniformità», con riferimento al rigore negato al Torino e al penalty invece concesso alla Lazio per un analogo contatto nell’area del Venezia. Il tecnico granata Ignazio Abate si è limitato a commentare laconicamente: «Non lo commento perché si commenta da solo».
Un avvio di stagione tra alti e bassi
Le news sul Torino di queste settimane restituiscono l’immagine di una squadra in costruzione, con momenti di difficoltà alternati a segnali incoraggianti. Dopo le sconfitte nelle prime due giornate contro Milan e Sassuolo, e il ko interno contro la Roma di Gasperini — decisa da Malen e Pisilli per 2-0 — i granata hanno trovato la prima vittoria stagionale a Firenze, ribaltando la Fiorentina di Grosso con i gol dell’ex Mandragora e di Adams. Una prova di carattere che aveva entusiasmato Abate: «Sono felice per la prima vittoria, ma ancora di più per i ragazzi perché lo meritano per come lavorano».
Proprio Rolando Mandragora si è rivelato uno degli acquisti più riusciti della sessione estiva: arrivato dalla Fiorentina per circa 5 milioni di euro nell’ultimo giorno di mercato, il centrocampista campano ha firmato un contratto quadriennale fino al 2030 ed è già diventato un punto di riferimento della mediana granata. Meno brillante, invece, il rendimento del portiere brasiliano Lucas Perri, finito nel mirino dei tifosi — tra cui il noto supporter VIP Piero Chiambretti — dopo alcuni errori costati caro alla squadra.
Sul fronte del mercato, il Torino ha completato una sessione estiva intensa. Oltre a Mandragora, sono arrivati Rafik Belghali dall’Hellas Verona per circa 8 milioni di euro, l’esterno scozzese Nathan Patterson dall’Everton e il veterano Ricardo Rodriguez, svincolato, che torna in granata dopo l’esperienza al Betis Siviglia. In uscita, Ivan Ilic è stato ceduto in prestito al Lecce con diritto di riscatto fissato a 5 milioni, mentre la situazione di Emirhan Ilkhan resta da monitorare: il centrocampista turco, con il contratto in scadenza a giugno 2027, ha trovato pochissimo spazio e il club valuta le opzioni per evitare di perderlo a parametro zero.
Un capitolo a parte merita Cristiano Biraghi, che ha scelto di restare in granata rinnovando il contratto fino al 2028 e accettando una significativa riduzione dell’ingaggio. Il terzino aveva rifiutato le avances del Panathinaikos, che gli aveva offerto un contratto biennale, per ragioni personali legate alla volontà di non trasferirsi all’estero. Il rinnovo di Biraghi rappresenta un segnale di attaccamento alla maglia, anche se il suo spazio in campo resta limitato nelle scelte di Abate.
Le prossime giornate di campionato diranno molto sulle reali ambizioni del Torino: la squadra ha talento e una rosa rinnovata, ma deve ancora trovare quella continuità di risultati e prestazioni che possa renderla protagonista nella parte medio-alta della classifica di Serie A.