I primi riscontri e gli accertamenti clinici effettuati al J|Medical parlano chiaro: la lesione al menisco rischia di tenerlo ai box per almeno tre mesi
Piove sul bagnato per la Juventus. Come se non bastassero già gli infortuni patiti da Kenan Yildiz e Khephren Thuram, Luciano Spalletti per diverse settimane dovrà fare a meno anche di Manuel Locatelli. Il capitano bianconero, infortunatosi al ginocchio nella sfida casalinga dell’Allianz Stadium contro il Milan, si aggiunge alla lista dei lungodegenti.
I primi riscontri e gli accertamenti clinici effettuati al J|Medical parlano chiaro: la lesione al menisco rischia di tenerlo ai box per almeno tre mesi. C’è però l’ipotesi dell’intervento chirurgico per permettergli un recupero mirato, con l’obiettivo di rivederlo in campo subito dopo la sosta per le nazionali di novembre.
La scorsa settimana Arek Milik invece è stato escluso definitivamente dai piani futuri della Juventus: l’attaccante polacco non è stato inserito da Luciano Spalletti nella lista dei giocatori utilizzabili in Serie A, dopo essere già stato tagliato da quella consegnata all’UEFA per le coppe europee. Milik, che ha un contratto con i torinesi fino al 2027, è rimasto in bianconero al termine della sessione estiva di mercato ma di fatto è totalmente fuori dal progetto della Vecchia Signora.
Dopo l’arrivo di Woltemade, per Arek Milik non c’era più spazio: il giocatore paga la serie di infortuni che negli ultimi anni lo hanno costretto quasi sempre ai box. Nelle ultime due stagioni Milik ha disputato appena due partite ufficiali con la maglia bianconera. Secondo i rumors, la punta polacca avrebbe rifiutato la risoluzione consensuale del contratto, decisa a non lasciare Torino e convinta di potersi ancora giocare le sue carte: la sua scelta ha invece costretto il club ad escluderlo dalla lista.
Lo scorso giugno scorso, in un’intervista a Kanal Sportowy, Milik aveva raccontato il suo calvario: “Ho avuto un grosso problema a inizio 2025, non sono stati momenti piacevoli ma non credo fosse depressione. Avevo toccato il fondo. Un tempo il calcio era la mia via di fuga, e all’improvviso mi capitava di andare in palestra, allenarmi e scoppiare a piangere. Era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere. Mi è capitato più volte di dover interrompere l’allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere”.