Azzurri puniti al 21' e al 69' da due gol frutto di altrettante palle perse, Mancini nervoso, poche idee: Italia-Belgio 0-2 è una debacle.
Finisce come era iniziata, con i fischi dello Stadio Olimpico, la prima uscita del nuovo corso di Roberto Mancini alla guida della Nazionale. Italia-Belgio termina 0-2, passo falso nel debutto in Nations League che porta con sé anche bruttissime sensazioni sugli equilibri in generale degli Azzurri, puniti al 21′ e al 69′ da Mika Godts e Dodi Lukebakio dopo due palle perse. Più in generale spaventano i tanti errori e la sensazione di smarrimento generale trasmesso da una squadra che ha anche indotto parte del pubblico capitolino ad abbandonare gli spalti a un quarto d’ora dal triplice fischio finale.
Il copione si è ripetuto identico nei due tempi: prima Alessandro Romano, poi Nicolò Barella hanno perso palla in mediana, regalando al Belgio le due transizioni decisive. Il gol del vantaggio ospite al 21′ è nato proprio da un pallone strappato dai piedi del centrocampista del Cagliari da Kevin De Bruyne, con la successiva verticalizzazione per Godts. Il raddoppio di Lukebakio al 69′ ha invece sfruttato una leggerezza di Barella in trequarti avversaria e il mancato ripiegamento dei suoi compagni, scatenando la grande rabbia di Mancini in panchina. Nel mezzo, gli Azzurri avevano fallito tre limpide occasioni per pareggiare con Kean, Gianluca Mancini e Pio Esposito, prima che il ct varasse un triplo cambio inserendo Scalvini, Frattesi e Maldini.
Tra i protagonisti in negativo della serata c’è quindi anche Romano, sul quale il commissario tecnico aveva scommesso con convinzione come perno della mediana. “Conoscevo poco Romano, ma dopo la prima giornata ha dato una buona impressione e quindi volevamo vederlo”, aveva dichiarato Mancini alla vigilia. “Non è stato facile, crediamo possa essere molto utile per il futuro della nazionale. Vede il gioco, lavora a un tocco e quindi sarà importante per il futuro. Anche Claudio Ranieri che lo ha avuto a Roma è stato importante”. Un esordio amaro, dunque, per il centrocampista nato a Winterthur il 17 giugno 2006 da una famiglia con radici napoletane e pugliesi, che aveva percorso tutta la trafila delle giovanili svizzere prima di essere notato dalla Roma nel 2022 e approdare poi al Cagliari dopo un prestito allo Spezia in Serie B. La FIFA aveva approvato il cambio di nazionalità sportiva aprendo la strada alla convocazione azzurra, una scelta che in Svizzera non era passata inosservata: “Se uno ha fatto tutto il proprio percorso qui e poi preferisce andare con l’Italia, che vada con l’Italia. La Nazionale svizzera non deve chiedere l’elemosina a nessuno”, aveva commentato con una punta di amarezza l’ex internazionale elvetico Alberto Regazzoni.
La serata era peraltro iniziata nel peggiore dei modi ancor prima del calcio d’inizio, con una nuova pagina nera per il calcio italiano. Al momento dell’esecuzione degli inni nazionali, parte del pubblico presente sugli spalti ha fischiato “La Brabançonne”, l’inno belga. Il resto della tifoseria ha tentato di coprire i fischi con un applauso, ma la frittata era già fatta, e di portata internazionale. Un episodio che si inserisce in un momento già delicato per il movimento calcistico italiano, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, e che arriva a pochi giorni dalla bufera scaturita dal mancato rispetto del minuto di silenzio per Sandro Mazzola da parte di alcuni ultras della Juventus, costato al club bianconero una multa di 10.000 euro dal Giudice Sportivo.
Il risultato pesa ancor di più alla luce del contesto in cui matura. Mancini era tornato sulla panchina azzurra con l’obiettivo dichiarato di riconquistare una tifoseria arrabbiata: “Sulla scelta di anni fa dovrò fare bene per riconquistare i tifosi azzurri che si sono arrabbiati o si sono sentiti traditi”, aveva ammesso lo stesso ct in conferenza stampa nei giorni scorsi. Un proposito che la serata dell’Olimpico ha reso subito più complicato da perseguire. Ora il calendario non concede margini di manovra: dopo questa sconfitta, l’Italia dovrà affrontare due volte la Turchia prima di chiudere il primo blocco di impegni con la complicata trasferta di Saint-Denis contro la Francia di Zinedine Zidane. Nel Gruppo 1 di Lega A l’obiettivo minimo resta conquistare uno dei primi due posti per accedere ai quarti di finale in programma nel marzo 2027, ma la strada si è già fatta in salita dopo appena novanta minuti.