Due palle perse Italia, due gol Belgio: Roberto Mancini su tutte le furie

Articolo di Marco Enzo Venturini

Dopo l'errore di Romano nel primo tempo, arriva quello di Barella nel secondo: Italia-Belgio evidenzia tutte le attuali difficoltà degli Azzurri.

Due palle perse, due gol subiti. Italia-Belgio ha presentato il suo salatissimo conto di difficoltà per gli Azzurri che, come nel primo tempo, anche nel secondo hanno subito un gol a causa di un errore individuale. Il 2-0 realizzato al 69′ da Dodi Lukebakio è scaturito infatti da un’azione prepotente dell’attaccante che già aveva punito il Milan con la maglia del Benfica, ma anche da una leggerezza di Nicolò Barella nella trequarti avversaria e dal mancato ripiegamento dei suoi compagni. Una situazione che ha scatenato la grande rabbia del ct Roberto Mancini, che poco prima aveva varato un triplo cambio (Scalvini, Frattesi e Maldini per Coppola, Romano e Pio Esposito) dopo aver visto Kean, Mancini e Pio Esposito fallire tre limpide occasioni per pareggiare. Da sottolineare anche il giallo a Gianluca Mancini per un’evitabile sbracciata ai danni di De Ketelaere.

Il copione del secondo tempo aveva del resto ricalcato quello del primo, quando era stato Alessandro Romano a perdere in mediana il pallone che Kevin De Bruyne gli aveva strappato dai piedi, innescando la verticalizzazione per Mika Godts che aveva trasformato il vantaggio ospite al 21′. Un esordio da dimenticare per il centrocampista del Cagliari, che Roberto Mancini aveva scelto come perno della mediana proprio sulla base delle ottime impressioni raccolte nelle settimane precedenti: “Conoscevo poco Romano, ma dopo la prima giornata ha dato una buona impressione e quindi volevamo vederlo. Non è stato facile, crediamo possa essere molto utile per il futuro della nazionale. Vede il gioco, lavora a un tocco e quindi sarà importante per il futuro. Anche Claudio Ranieri che lo ha avuto a Roma è stato importante”, aveva dichiarato il ct alla vigilia.

Prima del gol del vantaggio belga, gli Azzurri si erano comunque resi pericolosi con Cambiaghi, con Pio Esposito — che aveva colpito un palo in un’azione viziata però da fuorigioco — e con Kean. Dopo il gol di Godts, però, il Belgio si era galvanizzato e Donnarumma aveva dovuto compiere due parate in una sola azione sui tiri di De Ketelaere e Raskin, prima di salvare la porta con un intervento magistrale sull’incornata dello stesso Godts. Solo nel finale di primo tempo la Nazionale era tornata a farsi viva nell’area avversaria.

La serata dell’Olimpico era peraltro iniziata nel peggiore dei modi ancor prima del calcio d’inizio, con una nuova pagina nera per il calcio italiano. Al momento dell’esecuzione degli inni nazionali, parte del pubblico presente sugli spalti ha fischiato “La Brabançonne”, l’inno belga. Il resto della tifoseria ha tentato di coprire i fischi con un applauso, ma la frittata era già fatta, e di portata internazionale. Un episodio che si inserisce in un momento già delicato per il movimento calcistico italiano, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, e che arriva a pochi giorni dalla bufera scaturita dal mancato rispetto del minuto di silenzio per Sandro Mazzola da parte di alcuni ultras della Juventus, costato al club bianconero una multa di 10.000 euro dal Giudice Sportivo.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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