Mondiali 2026, Lamine Yamal pronto a cogliere l’insegnamento di Jannik Sinner

Articolo di Nicola Lama

Il talento spagnolo punta al definitivo passaggio di consegne, prendendo spunto da quanto fatto dal fenomeno azzurro della racchetta.

Sono in tanti gli appassionati e gli addetti ai lavori che vedono nella finale dei Mondiali 2026 fra Argentina e Spagna il possibile palcoscenico per il definitivo passaggio di consegne fra Lionel Messi e Lamine Yamal, due campioni di assoluto livello divisi esattamente da vent’anni di differenza. Questo filo rosso ricorda, nemmeno troppo da lontano, quanto sta avvenendo nel mondo del tennis e quanto recentemente testimoniato a Wimbledon, quando Jannik Sinner ha sconfitto in tre set uno dei più grandi tennisti della storia, Novak Djokovic.

Nel calcio, Messi resta il riferimento emotivo e tecnico dell’Argentina, il campione che continua a orientare le partite con la sua sola presenza. Lamine Yamal, invece, è il simbolo della Spagna che verrà: a nemmeno vent’anni è già il fulcro della manovra, il giocatore che cambia ritmo, crea superiorità e può decidere da solo le partite (benché in questa Coppa del Mondo sia stato un po’ limitato da qualche acciacco). La finale non basta da sola a sancire un’eredità, ma è uno di quei palcoscenici in cui la percezione collettiva può cambiare.

Lo stesso schema si è compiuto nel tennis con una traiettoria forse un po’ più lunga. Il primo vero punto di svolta tra Jannik Sinner e Novak Djokovic non è arrivato a Wimbledon 2026 ma nel 2023 in Coppa Davis, quando l’Azzurro riprese per i capelli una partita praticamente già persa contro Nole, annullando tre match point di fila e trascinando l’Italia a una vittoria che fu base fondamentale per la conquista dell’Insalatiera.

Da quel momento, salvo una sola eccezione (la semifinale all’Australian Open 2026), i testa a testa hanno cambiato direzione: Sinner ha conquistato sei dei sette scontri diretti da fine 2023 in poi e lo stesso Djokovic ha più volte ammesso di non riuscire ad arrivare in fondo ai tornei con la forza necessaria per sconfiggere l’altoatesino. Nole, certo, resta un monumento, ma la narrativa della rivalità è cambiata.

Tra l’altro, non si tratta di una transizione isolata. La nuova era del tennis non è solo Jannik Sinner: Carlos Alcaraz, benché sia attualmente fermo per infortunio, è parte integrante del passaggio generazionale e la rivalità fra i due giovani fenomeni è già una delle più ricche del panorama contemporaneo. Il passaggio di consegne è avvenuto e, noostante Djokovic sia ancora in campo, il tennis ha già il volto proiettato al futuro.

Calcio e tennis raccontano dunque una dinamica simile: il campione che resiste e il talento che avanza, il momento in cui il futuro smette di bussare alla porta e la apre da solo. Nel tennis il passaggio di consegne è già avvenuto, nel calcio potrebbe compiersi domenica, davanti agli occhi del mondo. E Lamine Yamal potrebbe anche carpire qualche segreto da Jannik Sinner, per provare a vedere come si fa e come ci si sente.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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