Continua a far discutere la scelta di far esibire degli artisti nell'intervallo della finale, ma la FIFA esclude pause eccessivamente lunghe.
La Coppa del Mondo 2026 si avvia alla conclusione, ma la finale tra Spagna e Argentina rischia di essere ricordata non solo per ciò che accadrà in campo. A far discutere, ancora una volta, sono le decisioni prese dalla FIFA e in particolare la scelta di promuovere un Halftime Show sul modello di quanto accade nel Super Bowl, l’evento per eccellenza del football americano. La possibilità di un intervallo lunghissimo ha scatenato nuove polemiche ma dalla stessa FIFA è arrivata una precisazione a tal proposito.
La Federazione internazionale ha confermato che l’installazione e lo smontaggio del palco richiederà circa sei minuti complessivi: nel mezzo lo spettacolo ne durerà undici, portando la durata totale dell’intervallo non alla temuta mezz’ora ma due minuti oltre il limite previsto dal regolamento, che parla di una pausa “non eccedente i 15 minuti”.
Lo spettacolo dell’intervallo, a prescindere dalla propria durata, fa comunque discutere in un torneo già carico di polemiche per una percepita “americanizzazione” del prodotto calcistico, un approccio che comprende anche l’introduzione degli hydration break che, di fatto, dividono in que quarti ciascuna metà di gioco e persino la preparazione di appositi anelli per i campioni del mondo, proprio come accade nei principali tornei degli sport di maggior tradizione negli Stati Uniti.
Le critiche di certo non si sono fatte attendere. Sui social, gli appassionati parlano di “snaturamento del calcio” e di “spettacolo che invade lo sport” in un Mondiale sempre più orientato al marketing. La replica, per ora, è affidata alla FIFA, secondo cui l’Halftime Show fa parte di una strategia comunicativa gestibile in maniera armonica con il lato sportivo, con la durata dell’intervallo gestita “in conformità con le regole del torneo”.