"Uno spettacolo grandioso, due squadre fantastiche, con molte similitudini, ed entrambe cercheranno di indirizzare la partita nella direzione che preferiscono"
“Uno spettacolo grandioso, due squadre fantastiche, con molte similitudini, ed entrambe cercheranno di indirizzare la partita nella direzione che preferiscono”. Alla vigilia della finale mondiale contro l’Argentina, il commissario tecnico della Spagna Luis De La Fuente descrive così la sfida che assegnerà il titolo iridato, sottolineando il valore di un confronto tra due nazionali che, a suo giudizio, condividono filosofia e principi di gioco.
“Essere in finale è un lusso. Per me, l’importante è essere in grado di vincere. Mi iscriverei ogni anno per arrivare in finale e perdere. L’importante è avere l’opportunità di lottare per vincere, e noi sfrutteremo questo momento, con i nostri punti di forza e le nostre qualità, contro un avversario che ha fatto un percorso spettacolare”, ha dichiarato il tecnico spagnolo. Per arginare Lionel Messi, De La Fuente ha escluso una marcatura individuale: “Non ci sarà una marcatura a uomo, ma dobbiamo essere attenti e seguirlo con molta attenzione”. Poi l’omaggio al fuoriclasse argentino: “Messi è un esempio per i giovani atleti, per il suo atteggiamento e il suo comportamento, in questo Mondiale spettacolare che sta disputando alla sua età”. L’allenatore ha inoltre rassicurato sulle condizioni di Lamine Yamal, assente dall’allenamento di giovedì: “Sta bene, è in perfetta forma fisica”.
De La Fuente ha quindi speso parole di grande stima nei confronti del ct argentino Lionel Scaloni, suo ex allievo e amico: “Abbiamo parecchie cose in comune, soprattutto perché condividiamo gli stessi concetti, valori e principi che guidano entrambe le squadre”. Una finale che, secondo il tecnico iberico, sarà decisa dai particolari: “In questo delicato equilibrio, bisogna cercare di vincere sui piccoli dettagli” e “sappiamo che la partita offrirà molte occasioni”. Tra i riferimenti a cui si è affidato in questi giorni c’è anche l’allenatore che guidò la Spagna al trionfo mondiale del 2010: “È un saggio del calcio; ha vissuto questa situazione e conosce i momenti critici. Nessuno è più qualificato di lui per darti consigli; è rassicurante avere dei punti di riferimento”.
La conferenza stampa è stata però caratterizzata anche da un momento di tensione. De La Fuente è apparso infastidito dal clima dell’evento, percepito come eccessivamente sbilanciato verso Messi e l’Argentina. Già sul palco aveva manifestato il proprio disappunto per quella che ha definito una mancanza di rispetto e, al termine dell’incontro con i giornalisti, ha lasciato la sala visibilmente contrariato.