Lamine Yamal

Aggiornato Sab 18 Lug 2026 alle 16:01

Lamine Yamal è ormai il protagonista assoluto dei Mondiali 2026, trascinando la Spagna fino alle semifinali dopo la vittoria per 2-1 contro il Belgio. Eppure, nonostante il premio di migliore in campo ricevuto nell’ultima partita, il talento del Barcellona continua a fare i conti con le critiche di chi ritiene che il riconoscimento individuale fosse eccessivo rispetto al suo contributo effettivo. A decidere il match è stato ancora una volta Mikel Merino, mentre Yamal ha illuminato il gioco con le sue giocate senza però incidere sul tabellino dei marcatori.

Il diciottenne di Mataró ha risposto con la consueta lucidità: «Il mio modo di giocare porta spesso gli avversari a concentrarsi su di me, e questo apre spazi per chi mi sta accanto. Ho fatto un solo gol anche agli Europei e abbiamo vinto, può succedere anche stavolta». Una dichiarazione che rispecchia la maturità sorprendente di un giocatore che sta disputando il suo primo Mondiale dopo aver saltato l’ultimo mese di stagione con il Barcellona a causa di un infortunio al bicipite femorale della gamba sinistra.

Dal dramma dell’infortunio alla semifinale mondiale

La strada verso questo traguardo non è stata affatto semplice. L’infortunio rimediato contro il Celta Vigo ad aprile aveva gettato nello sconforto sia il Barcellona che la nazionale spagnola. Dopo aver trasformato un calcio di rigore, Yamal aveva avvertito un dolore improvviso alla coscia sinistra, chiedendo immediatamente la sostituzione senza nemmeno esultare. Gli esami avevano poi confermato la lesione al bicipite femorale, mettendo a rischio la sua partecipazione alla Coppa del Mondo.

Il percorso di riabilitazione conservativa ha però dato i frutti sperati: Yamal è riuscito a recuperare in tempo per il via del torneo, il 15 giugno ad Atlanta contro Capo Verde. Nelle ultime due partite del torneo ha giocato tutti i novanta minuti più recupero, dimostrando una condizione fisica accettabile nonostante i mesi difficili. L’unica rete in questo Mondiale porta la sua firma ed è arrivata nel 4-0 all’Arabia Saudita nella fase a gironi, ma il suo apporto alla manovra spagnola va ben oltre i numeri.

Una stagione tra record, polemiche e consacrazione globale

Per comprendere appieno il fenomeno Yamal, occorre guardare all’intera parabola vissuta nell’ultimo anno. Prima dell’infortunio, il classe 2007 aveva già polverizzato ogni tipo di record: 30 gol in Liga prima dei 19 anni, superando il primato di Raul, e una stagione con il Barcellona culminata con la vittoria del campionato spagnolo e della Coppa del Re. In quella finale contro il Real Madrid, Yamal si era presentato con un clamoroso cambio di look biondo, contribuendo al successo per 3-2 dei blaugrana.

Sul piano individuale, il riconoscimento più atteso — il Pallone d’Oro 2025 — è sfumato per un soffio: il premio è andato a Ousmane Dembélé del PSG, con Yamal secondo in classifica. Una decisione che ha fatto infuriare il padre Mounir Nasraoui, sbottato a El Chiringuito: «Penso che Lamine Yamal sia nettamente il migliore del mondo, non perché è mio figlio, ma perché è il miglior giocatore del mondo». Il giovane asso si è consolato vincendo per il secondo anno consecutivo il premio Kopa come miglior giovane, un primato assoluto nella storia del riconoscimento. In termini di magliette vendute, Yamal ha dominato la classifica 2025 con 1,32 milioni di pezzi, superando persino Messi e Mbappé.

Non sono mancate le polemiche extracalcistiche. A febbraio, durante la sconfitta del Barcellona contro il Girona, Yamal era apparso nervoso e aveva avuto un acceso diverbio con Joel Roca, guadagnandosi una valanga di critiche sui social. Qualche giorno prima, in Coppa del Re, era stato protagonista di un momento di tensione con Diego Simeone, che lo aveva deriso mostrando tre dita dopo il terzo gol dell’Atletico Madrid. Episodi che hanno alimentato il dibattito sul carattere del giovane fuoriclasse, con l’ex difensore del Milan Adil Rami che lo aveva definito «insopportabile» dal punto di vista umano, salvo poi fare marcia indietro precisando di riferirsi ad alcuni atteggiamenti e non alle qualità calcistiche.

Sul fronte del mercato, il futuro di Yamal sembra però blindato. A maggio 2025 aveva firmato il rinnovo con il Barcellona fino al 2031, mettendo fine a mesi di voci su possibili offerte monstre: prima i 250 milioni del PSG (smentiti dal club parigino), poi i 300 milioni dalla Saudi Pro League e addirittura i 400 milioni dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi. Il rinnovo contrattuale ha chiuso definitivamente ogni speculazione, con il presidente Joan Laporta che aveva dichiarato: «È eccezionale ed è felice al Barcellona». Ora, con la Spagna in semifinale mondiale, Yamal ha l’occasione di aggiungere un altro capitolo straordinario alla sua già leggendaria giovinezza.