Wimbledon, Nuno Borges avverte Jannik Sinner in vista del match

Articolo di Aldo Seghedoni

Il portoghese affronterà l'Azzurro mercoledì. Sarà il primo incontro tra i due in uno Slam.

Mercoledì Nuno Borges tenterà l’impresa di battere Jannik Sinner nel secondo turno di Wimbledon. Il portoghese ha battuto Tristan Boyer nel primo atto del torneo e ora se la vedrà contro il numero uno al mondo, uscito vincitore (seppur con qualche brivido) dalla sfida con Miomir Kecmanović.

All’agenzia Lusa Nuno Borges ha voluto mandare un avvertimento a Jannik Sinner: “Sono ben consapevole della pressione che ha addosso lui, deve difendere il titolo. Cercherò di sfruttare la situazione a mio vantaggio e cercherò di godermi la partita in un grande stadio. Se anche lui giocherà bene sarà dura ma forse riuscirò a metterlo in difficoltà e, chissà, a strappargli la vittoria. Soprattutto cercherò di concentrarmi su me stesso e di dare il massimo”.

“Sono davvero orgoglioso di essere al secondo turno. Negli ultimi tornei del Grande Slam ho avuto la fortuna di superare il primo turno, il che è fondamentale. Credo di aver sviluppato una vera e propria predilezione per le partite al meglio dei cinque set rispetto a quelle al meglio dei tre. E da quando l’ho capito, anche i miei risultati sono migliorati” ha detto il portoghese.

Nato a Maia, nel distretto di Porto, il 19 febbraio del 1997, Nuno Borges è attualmente il numero 48 della classifica ATP e il numero uno per quel che riguarda la sua nazione, il Portogallo. Ha mosso i primi passi da professionista a 17 anni, nel circuito ITF, vincendo il suo primo torneo nel 2017 a Setubal, battendo Joao Monteiro 6-3, 6-0.

A livello ITF ha conquistato complessivamente dieci tornei, mentre dal 2021 ha iniziato a vincere anche a livello di ATP Challenger, imponendosi in sei competizioni (tra le quali l’Open di Barletta nel 2022).

Anche in doppio, Borges ha ottenuto risultati più che discreti tanto nei tornei ITF quanto nei Challenger, con sedici successi complessivi ottenuti soprattutto in compagnia di Francisco Cabral, con cui ha condiviso ben quindici trofei (uno, invece, lo ha ottenuto in coppia con l’americano Alex Rybakov).

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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