Wimbledon, niente da fare per Flavio Cobolli: la wild card Arthur Fery è incontenibile

Articolo di Martino Davidi

Il beniamino di casa strapazza l'Azzurro troppo falloso e si qualifica per la semifinale del torneo

Finisce ai quarti di finale il torneo di Wimbledon di Flavio Cobolli. Il tennista romano non ha potuto nulla contro la rivelazione dell’edizione 2026, il britannico Arthur Fery, che supportato dal tifo scatenato dei tifosi ha travolto l’Azzurro superandolo in tre set con i parziali di 6-4, 7-6, 6-0.

Exploit incredibile dell’inglese, che è approdato al tabellone principale di Wimbledon come wild card: fino a due settimane fa era alla posizione numero 114 del ranking ATP, ora approderà nei primi 40 per la prima volta in carriera. Fery oltre all’aiuto indubbio del pubblico del Centre Court ha goduto anche della giornata no di Cobolli, molto falloso e autore di 41 errori non forzati contro i 15 dell’inglese.

Fery si è imposto in poco più di due ore di gioco: nel primo set ha piazzato il break al decimo gioco dopo un parziale in equilibrio, nel secondo ha vinto al tie-break dopo un break-contro break all’inizio del parziale. Dopo la sconfitta agli spareggi il rendimento di Cobolli è drasticamente calato e l’inglese ne ha approfittato chiudendo con un secco 6-0 nel terzo.

Fery è la quarta wild card di sempre in una semifinale Slam dopo i precedenti di Jimmy Connors agli US Open 1991, Henri Leconte nel 1992 al Roland Garros e Goran Ivanisevic nel 2001 a Wimbledon. In semifinale affronterà il numero 3 del mondo Alexander Zverev. Cobolli si consola con il secondo quarto di finale consecutivo a Wimbledon e si prepara alla tournée in America.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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