Il tennista americano ha rivelato gli umori dello spogliatoio per l'assenza dell'Azzurro e le difficoltà di Alcaraz
E’ lo US Open più incerto degli ultimi anni: il numero uno Jannik Sinner è out per un problema al ginocchio, Carlos Alcaraz è tornato dopo quattro mesi e mezzo ma in condizioni tutte da verificare, Novak Djokovic è stato eliminato al primo turno ed è ormai al tramonto. Le gerarchie sono saltate tutte, e lo spogliatoio, soprattutto da parte americana, è molto carico.
Tommy Paul al podcast Served with Andy Roddick ha ammesso che c’è molto entusiasmo da parte dei tennisti statunitensi per l’occasione che si è venuta a creare e la possibilità di vincere in casa: “Ben Shelton ha vinto ancora in Canada, Tiafoe ha fatto faville a Cincinnati. C’è Brandon Nakashima che sta giocando un tennis incredibile in questo momento ed è un momento entusiasmante per il tennis americano”.
Gli atleti a stelle e strisce intravedono l’occasione di fare il colpaccio nello Slam di casa: “Nello spogliatoio si parla molto dell’assenza di Sinner, Carlos non gioca da molto tempo… Tutti sono carichi. Anche se Sinner fosse qui saremmo comunque entusiasti di giocare il torneo, ma penso che tutti nello spogliatoio stanno pensando con grande entusiasmo a questa opportunità di vincere”. L’ultimo tennista americano a vincere il tabellone maschile dello US Open è stato Andy Roddick nel 2003.
L’eliminazione di Djokovic al primo turno ha già regalato uno dei momenti più clamorosi dell’edizione. A batterlo è stato l’argentino Mariano Navone, numero 49 del ranking mondiale, al termine di una battaglia epica durata 4 ore e 36 minuti, conclusasi con il punteggio di 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1. Per il serbo si tratta della prima sconfitta al primo turno di uno Slam da vent’anni: l’ultima volta era accaduto agli Australian Open del 2006, contro Paul Goldstein. Un dato che fotografa il tramonto di un’era.
Alcaraz ha voluto mandare un messaggio di vicinanza a Sinner: “È strano che uno come Jannik non ci sia in un torneo importante come questo. Non ci vediamo da mesi, gli auguro tutto il meglio”. Lo spagnolo, attuale numero tre del ranking ATP, non ha però nascosto le difficoltà del rientro dopo oltre quattro mesi di stop per l’infortunio al polso: “Rientrare qui e giocare al meglio dei cinque set, dopo tanto tempo, sarà davvero impegnativo. Io e il mio team, però, crediamo che sia il momento giusto”.