US Open, Novak Djokovic racconta il suo calvario: “Vomito, dolori ovunque e ha ceduto la spalla”

Articolo di Nicola Lama

"Alla fine ha ceduto la schiena, così come la spalla, e non sono riuscito a portare a termine la partita" ha sottolineato il serbo.

Nella zona mista dell’Arthur Ashe Stadium Novak Djokovic ha raccontato il calvario sopportato nel corso del match perso con Mariano Navone al primo turno degli US Open

“Penso fosse evidente che in campo mi sentissi malissimo -ha esordito ll fuoriclasse serbo -. È qualcosa che, purtroppo, mi porto dietro praticamente in ogni partita di quest’anno. Vomito, conati, un vero problema da questo punto di vista. Poi tutto il corpo comincia a cedere, con crampi e dolori ovunque. Alla fine ha ceduto la schiena, così come la spalla, e non sono riuscito a portare a termine la partita”.

“Ero avanti di un break nel quarto set, ma ho sofferto per tutto l’incontro a partire dal quarto game. Ma non voglio togliere nulla alla sua vittoria. Complimenti a lui. È un bravo ragazzo, un combattente. Però non mi sono davvero divertito”.

“Ho pensato di ritirarmi, ma poi ho vinto un set e successivamente il terzo. Allora mi sono detto: ‘Va bene, forse c’è ancora una possibilità’. E non volevo ritirarmi nel quarto o nel quinto set, volevo arrivare fino alla fine della partita”.

“Ovviamente sono molto orgoglioso di tutto ciò che ho ottenuto in passato, ma oggi è oggi. Adesso sto solo cercando di capire cosa stia realmente succedendo e fin dove possa arrivare in queste condizioni”.

Chiusura sui suoi fan… “Sì, sono stati fantastici. Sono davvero grato di poter vivere tutto questo. Per quanto riguarda la partita e quello che ho provato dal punto di vista fisico e nel mio gioco, non è stato affatto piacevole. Ho detestato praticamente ogni momento trascorso in campo. Ma dal punto di vista del pubblico e del suo sostegno è stato incredibile, sinceramente, fin dall’inizio. Hanno cercato di darmi nuova energia nei momenti importanti e mi dispiace davvero di non aver giocato bene quanto avrei dovuto, potuto o voluto fare per loro. Ma l’affetto e la riconoscenza che mi hanno dimostrato alla fine mi hanno davvero toccato il cuore”.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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