Prima Jannik Sinner, poi Carlos Alcaraz: Joao Fonseca riceve un messaggio diretto

Articolo di Francesco Lucivero

Il brasiliano, dopo essere stato eliminato a Indian Wells dall'Azzurro, ha perso a Miami contro il n.1 ATP, che gli ha rivolto parole chiare.

Dopo l’eliminazione in semifinale, per mano di Daniil Medvedev, a Indian Wells, Carlos Alcaraz dimostra di aver superato anche mentalmente la sconfitta battendo senza particolari problemi Joao Fonseca nel secondo turno del Masters 1000 di Miami: 6-4, 6-4 il punteggio a favore del murciano, mai in svantaggio a parte lo 0-1 iniziale nel primo set. In conferenza stampa Alcaraz ha comunque reso onore all’astro nascente brasiliano, che a Indian Wells era stato eliminato agli ottavi dall’altro fenomeno del tennis mondiale, Jannik Sinner.

“Mi rivedo un po’ in lui – ha detto il campione murciano, che prima della sconfitta con Medvedev aveva vinto sedici partite ufficiali consecutive -, quando avevo la sua età (Fonseca è più giovane di tre anni e tre mesi, ndr) giocavo allo stesso modo per farmi conoscere: facendo così magari si sbaglia anche qualche colpo facile, perché si perde di vista quale possa essere la soluzione ottimale in alcune situazioni, ma è un tennista validissimo, sono sicuro che arriverà a livelli molto alti”.

“Ricordo – ha poi aggiunto Alcaraz – quando giocai contro Rafa Nadal per la prima volta a Madrid e quanto mi aiutò quella partita, anche se mi distrusse 6-1, 6-2 il giorno del mio diciottesimo compleanno… Direi che, provando a giocare alla pari con noi, Joao riceverà ottimi consigli dal suo team e saprà cosa migliorare in futuro. Ha tutto, bei colpi, un grande margine di crescita, sono certo che riuscirà ad arrivare in alto. Giocare in due tornei consecutivi contro il numero 1 e il numero 2 del mondo è certamente di grande aiuto”.

Alcaraz proseguirà il suo cammino a Miami contro il padrone di casa Sebastian Korda, nato proprio in Florida a Bradenton: il numero 36 del ranking ATP, ultima testa di serie con il numero 32, ha sconfitto nel secondo turno l’argentino Camilo Ugo Carabelli con un netto 6-0, 6-3, in appena un’ora  edieci minuti di gioco.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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