Novak Djokovic scatenato: “Jannik Sinner e Carlos Alcaraz da prendere a calci”

Articolo di Aldo Seghedoni

L'inossidabile tennista serbo ha scherzato sui due campioni con la platea del Fanatics Fest di New York.

Dal palco del Fanatics Fest di New York è intervenuto anche l’inossidabile Novak Djokovic. Il tennista serbo ha iniziato il suo intervento parlando proprio della forza che lo spinge a continuare a giocare: “Penso che il segreto sia trovare sempre nuovi modi per motivarti, ispirarti a essere migliore e penso che le rivalità siano importanti. Devi sempre trovare qualcuno che ti spinga a essere migliore”.

Il circuito è dominato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, tennisti con i quali Djokovic ha un ottimo rapporto. Riguardo ai due super campioni Nole ha voluto scherzare: “Vorrei prenderli a calci ogni giorno…sono la forza dominante del tennis, mi ricordano molto me stesso”.

“Sinceramente credo abbiano stili diversi da Roger Federer e Rafael Nadal: con loro eravamo un trio molto diverso. Affrontare Jannik o Carlos è come sfidare me stesso di 10-15 anni fa e mi fa male sentirlo in campo. So come vincere ma sono in grado di applicarlo sul campo?”.

Negli ultimi giorni Jannik Sinner è stato al centro di una grande discussione che si è sviluppata soprattutto sui social network. L’altoatesino è finito nel mirino dell’inviata Rai Giovanna Botteri: “Quanto mi rode questo fatto che Sinner sta a Monte Carlo…”. Con lei c’era il giornalista del Fatto Quotidiano Luca Sommi, che le ha risposto così: “Io mi chiedo, guadagni 70 milioni di euro l’anno, ma perché non fai come Alcaraz che ha mantenuto la sede fiscale in Spagna, perché devi andare a Monte Carlo?”. Quindi ancora Botteri: “Io quello che mi chiedo sempre è, ma uno che cosa fa con 70 milioni l’anno? Ti compri una cosa, una macchina, due macchine”.

Lo scambio di battute tra i giornalisti non è affatto piaciuto a tanti tifosi di Sinner, che hanno risposto per le rime: “L’invidia sociale, una malattia”, “Si fa fatica a considerare questi dei “giornalisti”, visto che non si preoccupano neppure di presentare i fatti”, “Ancora con sta storia! Ci sono almeno altri tre tennisti italiani che mettono le bandierine per fare vedere che si allenano a Montecarlo due/tre volte l’anno e poi tornano in Italia. Ma a loro non dicono nulla”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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