Novak Djokovic
Aggiornato Mer 22 Apr 2026 alle 09:17Le ultime notizie su Novak Djokovic raccontano di un campione che continua a far parlare di sé, sia dentro che fuori dal campo. Il 2026 ha già regalato momenti indimenticabili con il fuoriclasse serbo protagonista assoluto, nonostante un calendario sempre più selettivo e qualche problema fisico di troppo.
Djokovic agli Australian Open: l’impresa contro Sinner e la finale persa con Alcaraz
Il grande protagonista dell’inizio di stagione è stato senza dubbio il capolavoro di Melbourne. A 38 anni, Nole ha compiuto quella che molti consideravano un’impresa impossibile: battere Jannik Sinner in semifinale agli Australian Open, rimontando dal 2-1 nei set e imponendosi 3-6 6-3 4-6 6-4 6-4 dopo oltre quattro ore di gioco. Una vittoria che ha fatto il giro del mondo, considerando che l’altoatesino aveva vinto i cinque precedenti incontri tra i due. Lo stesso Djokovic, visibilmente emozionato a fine partita, ha commentato: “Sono senza parole, mi sembra tutto surreale. Questa sera è forse la più bella della mia carriera in Australia”.
L’analisi della sconfitta di Sinner ha occupato a lungo il dibattito tennistico. Il coach Patrick Mouratoglou ha difeso l’azzurro sottolineando come Djokovic non sia tecnicamente superiore all’altoatesino, ma sia semplicemente “il più grande agonista della storia del tennis”. Un concetto confermato anche dalle statistiche: Sinner aveva totalizzato 12 punti in più del serbo nell’arco dell’intero match, ma aveva convertito solo 2 palle break su 18. Paolo Bertolucci, su X, era stato lapidario: “Pur avendo tutte le statistiche favorevoli, Jannik Sinner cede a causa di un misero 2 su 18 nelle palle break di fronte a un monumentale Novak Djokovic”. In finale, però, il sogno del 25° Slam si è infranto contro Carlos Alcaraz, che ha battuto Nole in quattro set completando il Career Grand Slam.
Problemi fisici e forfait: un 2026 a singhiozzo dopo Melbourne
Dopo la finale di Melbourne, il percorso di Djokovic nel 2026 è stato fortemente condizionato dagli infortuni. Il serbo ha saltato il torneo ATP 500 di Doha, poi si è fermato agli ottavi di finale a Indian Wells, sconfitto in rimonta da Jack Draper. Da lì in poi, una serie di forfait ha caratterizzato la sua stagione: prima il ritiro dal Masters 1000 di Miami, poi la rinuncia al Masters 1000 di Monte Carlo — dove mancava dal 2011 — e infine anche il Masters 1000 di Madrid, comunicato direttamente attraverso i social con un messaggio diretto: “Madrid, sfortunatamente non sono pronto a competere quest’anno. Sto lavorando per recuperare, a presto”.
A margine della sua presenza alla Movistar Arena per una partita di Eurolega, Djokovic aveva già anticipato le difficoltà: “Spero di poter giocare a Madrid, sto lavorando per questo. Però ho qualche problema fisico, ho un infortunio che mi sta tormentando di cui vorrei liberarmi”. La sua assenza dal tabellone madrileno priva il torneo di uno dei suoi protagonisti storici, anche se Nole ha colto l’occasione per scherzarci su: “Ora ho un po’ di tempo libero, quindi mi piace vedere anche altri sport”.
Nonostante le difficoltà fisiche, Djokovic non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Prima di Indian Wells aveva mandato un messaggio chiaro a Sinner e Alcaraz: “Sono ancora il numero tre del mondo, direi che non è male. Sono ancora competitivo e continuerò finché lo vorrò: perché fermarmi se sento ancora questo fuoco?”.
Il lato umano di Nole: dai Laureus Awards all’approccio olistico con Sinner
Fuori dal campo, le ultime news su Djokovic lo ritraggono in una veste inedita e sorprendente. Ai Laureus Awards 2026 di Madrid, il campione serbo ha ricoperto il ruolo di conduttore della cerimonia, conquistando l’approvazione dello stesso Sinner: “È uno dei migliori sportivi della storia per un ruolo leggermente diverso dal solito. Sa parlare molto bene in tantissime lingue, credo sia il presentatore perfetto per una serata del genere”.
C’è poi un aspetto meno noto ma sempre più rilevante: l’influenza di Djokovic sulla preparazione atletica di Sinner. Il team dell’altoatesino ha coinvolto Joseph Cannillo, esperto di integrazione e approccio olistico che collabora da tempo proprio con Nole. Il suo metodo si basa sull’analisi completa dell’atleta — postura, meccanica, biochimica — con un focus particolare sulla cronobiologia applicata al recupero energetico. “La vera svolta non è stata su che cosa integrava. È stata sul quando e quanto. La dose giusta, nel momento biologico esatto”, ha spiegato Cannillo. Un principio che ha già fatto la differenza per Djokovic e che ora Sinner sta cercando di fare proprio.
In una recente intervista a Vanity Fair, Djokovic aveva anche espresso la sua ammirazione per l’Italia, definendola “la nazione più importante nella storia dell’umanità” e lodando i successi del tennis italiano: “Quello che l’Italia ha fatto negli ultimi 10-15 anni è ammirevole. È la leader in questo momento”. Parole che confermano il legame speciale tra Nole e il Belpaese, un rapporto che va ben oltre i confini del campo da tennis. Con il Roland Garros all’orizzonte come prossimo grande obiettivo stagionale, l’attesa per il ritorno in campo del campione serbo è già altissima.