Novak Djokovic
Aggiornato Ven 29 Mag 2026 alle 21:10Le ultime notizie su Novak Djokovic raccontano di un campione che non smette di sorprendere, capace di reinventarsi continuamente mentre insegue traguardi che sembravano irraggiungibili. A pochi giorni dall’inizio del Roland Garros 2026, il fuoriclasse serbo si presenta a Parigi con una novità importante nel suo staff tecnico e con la voglia di dimostrare, ancora una volta, che i pronostici contro di lui vanno presi con le pinze.
Djokovic e il nuovo allenatore: la mossa a sorpresa prima del Roland Garros
La notizia più recente riguarda il cambio in panchina annunciato da Nole il 20 maggio: il nuovo allenatore sarà Viktor Troicki, ex numero 12 del mondo e storico compagno di squadra della Serbia in Coppa Davis. Djokovic ha pubblicato su Instagram una foto che lo ritrae mentre abbraccia Troicki con la maglia della nazionale serba, accompagnandola con un messaggio semplice ma carico di significato: “Benvenuto mio amico, compagno di squadra e ora allenatore… Viktor Troicki”. Un legame che affonda le radici nel 2010, quando i due contribuirono a portare la Serbia alla conquista della sua prima Coppa Davis, battendo la Francia in finale.
Dopo aver lavorato con figure storiche come Marian Vajda e Goran Ivanisevic, Djokovic ha scelto di puntare su una persona che conosce perfettamente il suo carattere e le pressioni dell’élite mondiale. Una scelta non solo tecnica, ma anche emotiva e strategica, in un momento in cui il serbo vuole ritrovare continuità dopo una stagione segnata da risultati altalenanti e da diversi forfait — Monte Carlo, Madrid — dovuti a problemi fisici. L’arrivo di Troicki come coach rappresenta dunque una svolta significativa nella preparazione del numero 4 del ranking ATP, deciso a dare l’assalto al 25esimo titolo Major della sua straordinaria carriera.
Il Roland Garros: Sinner favorito, ma Djokovic resta una variabile
Sarà quella parigina la ventiduesima partecipazione di Djokovic al Roland Garros, torneo che ha vinto per tre volte (2016, 2021 e 2023) e dove ha raggiunto la finale in altre quattro occasioni, per un totale di tredici presenze tra i migliori quattro. Lo scorso anno la sua avventura si fermò in semifinale contro Jannik Sinner, che si impose 6-4, 7-5, 7-6(3). Quest’anno il contesto è cambiato: l’infortunio di Carlos Alcaraz ha rimescolato le carte, aprendo scenari inattesi.
John McEnroe, intervistato da Forbes, ha individuato in Sinner il grande favorito — “a Parigi sarà Sinner contro il resto del gruppo” — ma non ha escluso sorprese, citando proprio Djokovic tra i possibili protagonisti: “Ha esperienza, sa come si vince e ha già dimostrato di saper sfruttare contesti con scambi più brevi e meno logoranti”. L’analisi di McEnroe sul Roland Garros fotografa bene la situazione: con Alcaraz ai box, anche chi sembrava fuori dai giochi si ritrova improvvisamente con un’occasione concreta.
Lo stesso Djokovic, a Roma all’inizio di maggio, aveva dichiarato apertamente che “l’obiettivo finale su questa superficie è il Roland Garros”, confermando come lo Slam parigino rimanga il punto di riferimento della sua stagione sulla terra rossa. Il serbo aveva anche elogiato Sinner con generosità: “Ce la farà sicuro a vincere tutti e nove i Masters 1000, probabilmente anche quest’anno. Lui è fortissimo, veramente impressionante”.
Un inizio di stagione tra alti e bassi: dall’impresa di Melbourne ai forfait
Per comprendere appieno il momento di Djokovic, bisogna tornare agli Australian Open 2026, dove il serbo aveva compiuto una delle imprese più straordinarie della sua carriera. A 38 anni, dopo aver perso i cinque precedenti incontri contro Sinner, Nole aveva ribaltato tutti i pronostici battendo l’azzurro in semifinale in cinque set (3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4) in oltre quattro ore di gioco. “Sono senza parole, mi sembra tutto surreale”, aveva dichiarato a caldo, prima di aggiungere con ironia: “Jannik aveva vinto le ultime cinque partite, ho dovuto cambiare il mio numero di telefono perché ormai lo conosceva a memoria”.
Quella vittoria aveva riacceso le speranze di un 25esimo Slam, ma in finale Carlos Alcaraz si era rivelato troppo forte, battendo Djokovic in quattro set e completando il Career Grand Slam. Le parole di Djokovic dopo la semifinale avevano comunque trasmesso la sensazione di un campione ancora pienamente motivato: “Perché fermarsi se sento ancora questo fuoco?”.
Dopo Melbourne, però, la stagione di Nole ha subito una brusca frenata. Il serbo ha saltato Doha, Monte Carlo e Madrid per problemi fisici, disputando solo Indian Wells dove si è fermato agli ottavi contro Jack Draper. A Roma è tornato in campo, ma senza grandi risultati. Nonostante tutto, la sua presenza al Roland Garros con un nuovo allenatore al fianco e la motivazione intatta rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse dello Slam parigino. Djokovic, si sa, nei momenti che contano trova sempre qualcosa in più.