Novak Djokovic
Aggiornato Mer 02 Set 2026 alle 23:52Novak Djokovic continua a essere uno dei protagonisti assoluti del tennis mondiale, anche nell’estate 2026. Le ultime notizie sul campione serbo raccontano una stagione intensa, fatta di imprese straordinarie, qualche battuta d’arresto e un ruolo sempre più centrale nel dibattito sul futuro di questo sport. Dalle semifinali di Wimbledon agli US Open, passando per le polemiche sulle regole del gioco, il fuoriclasse di Belgrado non smette mai di far parlare di sé.
Wimbledon 2026: l’epopea di Djokovic si ferma contro Sinner
Il capitolo più significativo della stagione di Djokovic è stato scritto sull’erba londinese. Il serbo ha raggiunto la semifinale di Wimbledon al termine di una battaglia epica di oltre cinque ore contro Felix Auger-Aliassime nei quarti di finale, stabilendo addirittura il record del quarto di finale più lungo nella storia dei Championships. Un’impresa che, a 39 anni, ha confermato ancora una volta la sua straordinaria longevità sportiva. In quella stessa occasione, Nole ha superato Roger Federer nella classifica dei match vinti a Wimbledon, portandosi a quota 106 successi sull’erba londinese.
La corsa verso l’agognato 25° titolo Slam si è però fermata in semifinale contro Jannik Sinner, che si è imposto con un netto 6-4, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza. Boris Becker, commentando la prestazione dell’altoatesino, ha sottolineato come Sinner giochi oggi come faceva Djokovic nel picco della sua carriera: «Sta giocando contro sé stesso riflesso allo specchio». Una valutazione che il diretto interessato ha in parte condiviso, ammettendo con onestà i propri limiti attuali: «Il corpo sta rispondendo in modo diverso, è semplicemente biologia. Non ho avuto il tempo necessario per recuperare in vista della semifinale». Parole che non suonano come una resa, ma come la lucida presa di coscienza di un campione che continua a inseguire la storia.
Cincinnati e il malore in campo: le difficoltà fisiche di Nole
Dopo Wimbledon, la preparazione agli US Open non è stata priva di ostacoli. Al Masters 1000 di Cincinnati, Djokovic è stato protagonista di un episodio preoccupante: durante il match d’esordio contro l’argentino Thiago Agustin Tirante, il serbo ha accusato un malore in campo legato alle condizioni climatiche, arrivando a vomitare durante un medical time-out. Ha poi perso in tre set per 2-6, 6-4, 6-4, subendo la prima sconfitta contro un avversario fuori dalla top 30 a Cincinnati dal lontano 2006.
«Non è stata sicuramente una partita piacevole per me. È una condizione di salute che mi sta dando problemi da un paio d’anni e mi provoca molte difficoltà, soprattutto quando c’è umidità e fa caldo», ha spiegato Djokovic dopo il match. Un segnale d’allarme in vista degli US Open, dove il serbo punta a riscattarsi e a tornare a competere per il titolo.
US Open 2026: Djokovic nel mirino di Berrettini
Le ultime notizie dagli US Open 2026 vedono Djokovic inserito in una parte di tabellone che potrebbe riservargli un incrocio con Matteo Berrettini già al secondo turno. L’italiano affronta al primo turno Stan Wawrinka, e chi passa troverà con ogni probabilità proprio il serbo. Un ulteriore stimolo per Berrettini, che a Wimbledon aveva già battuto lo svizzero in una maratona di quattro ore e un quarto. L’assenza di Jannik Sinner, costretto al forfait per un problema al ginocchio, apre scenari inediti nella parte alta del tabellone, rendendo il torneo ancora più imprevedibile.
Il dibattito sul futuro del tennis e il rapporto con Sinner
Al di là del campo, Djokovic è stato al centro di numerose discussioni nelle scorse settimane. La sua proposta di rivoluzionare il formato delle partite — con set al meglio dei quattro game per accorciare i match e renderli «meno noiosi» — ha scatenato reazioni contrastanti. Il giovane brasiliano Joao Fonseca ha risposto con una frecciata: «Credo che Novak lo dica per via del suo fisico… perché sta invecchiando». Sui social, molti tifosi hanno interpretato la proposta come un tentativo di adattare le regole alle esigenze fisiche di un campione ormai trentanovenne.
Sul piano umano, invece, Djokovic si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando del suo rapporto speciale con Sinner. «Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta». Il serbo ha rivelato di aver inviato nel 2022 dei video analitici al team di Sinner, annotando punti deboli e aree di miglioramento: «Negli ultimi tre anni a Wimbledon mi ha sempre battuto e quindi forse ho fatto un errore», ha scherzato. Una generosità che lui stesso ha spiegato con semplicità: «Perché no? In quel momento non potevo non essere fedele a me stesso. Questo sono io».
Il ritratto che emerge da tutte queste ultime notizie è quello di un campione che non si arrende, consapevole dei propri limiti fisici ma ancora capace di alzare il livello nei momenti decisivi. Il 25° Slam resta l’obiettivo dichiarato, e gli US Open rappresentano la prossima occasione per scrivere un altro capitolo di una carriera già leggendaria.