Novak Djokovic
Aggiornato Mer 22 Lug 2026 alle 15:36Le ultime notizie su Novak Djokovic a Wimbledon 2026 raccontano la storia di un campione che, a 39 anni, ha continuato a sfidare il tempo fino all’ultimo atto possibile del torneo londinese. Il serbo, sette volte vincitore ai Championships, è stato eliminato in semifinale da Jannik Sinner con un netto 6-4, 6-4, 6-4, mancando così l’appuntamento con la finale per il secondo anno consecutivo. Eppure, il cammino di Nole verso quella semifinale era stato tutt’altro che ordinario.
Prima di affrontare l’azzurro, Djokovic aveva disputato quello che lui stesso ha definito uno dei match più belli della sua carriera a Wimbledon: un quarto di finale epico contro Felix Auger-Aliassime, durato oltre cinque ore e conclusosi con il punteggio di 7-6 (10) 3-6 6-3 6-7 (4) 7-6 (4). Una battaglia entrata nella storia come il quarto di finale più lungo mai disputato sui prati londinesi, superando il precedente record di 5 ore e 12 minuti. Per Djokovic si è trattata della quindicesima semifinale a Wimbledon, l’ottava consecutiva: un dato che da solo racconta la straordinaria longevità di un campione fuori dal comune.
Djokovic contro Sinner: il verdetto della semifinale
Nella semifinale di venerdì 10 luglio, Jannik Sinner ha dominato dall’inizio alla fine, sfruttando un servizio devastante — 97 ace totali nel torneo, con oltre l’80% dei punti vinti con la prima — e una solidità mentale che non ha lasciato scampo al serbo. Il break decisivo è arrivato nel nono game del primo set, al settimo nel secondo, mentre nel terzo Sinner ha strappato immediatamente il servizio a Djokovic al termine di un lunghissimo primo game durato circa nove minuti, con tre palle break annullate dal serbo prima di cedere.
Boris Becker, tre volte campione a Wimbledon, ha commentato la prestazione ai microfoni di Sky Sport con parole significative: «Stasera abbiamo visto il miglior Sinner del torneo. Ha iniziato con grande impeto, ha sfruttato l’opportunità di essere più aggressivo del suo avversario. Mi sono comunque piaciuti i primi due set di Djokovic, anche se li ha persi. Chiaro che non ha più 25 anni, ma sta giocando contro sé stesso riflesso allo specchio. Perché Jannik è come Nole quando aveva la sua età». Un paragone potente, che fotografa bene sia la grandezza passata di Djokovic sia l’ascesa inarrestabile di Sinner.
Con questa sconfitta, il bilancio nei confronti diretti tra i due si aggiorna a sette vittorie per Sinner contro cinque per Djokovic in dodici incontri totali. Il serbo aveva vinto l’ultimo precedente stagionale, la semifinale degli Australian Open di gennaio, imponendosi in cinque set per 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. A Wimbledon, invece, Sinner si è preso la rivincita per la seconda volta consecutiva, dopo il successo del 2025 che aveva poi aperto la strada al titolo.
Un campione senza tempo: il lascito di Djokovic a Wimbledon 2026
Nonostante l’eliminazione, le ultime news su Nole dipingono il ritratto di un atleta ancora capace di competere ai massimi livelli. Durante il torneo, il serbo aveva già fatto parlare di sé stabilendo un nuovo record assoluto di vittorie ai Championships: con il successo su Roman Safiullin negli ottavi, era salito a 106 match vinti a Wimbledon, superando le 105 affermazioni di Roger Federer. Un traguardo simbolico che racconta meglio di qualsiasi statistica il rapporto speciale tra Djokovic e i prati londinesi.
Non sono mancate le polemiche, come da copione quando Nole è in campo. Nei quarti contro Auger-Aliassime, il serbo aveva protestato vivacemente con il supervisor per la chiusura anticipata del tetto, arrivando a dire esplicitamente: «Di Jannik, non mi interessa cosa succede nei suoi match. Io sto parlando del nostro match in questo momento». Parole che avevano scatenato i tifosi di Sinner sui social, alimentando ulteriormente l’attesa per la semifinale.
In conferenza stampa dopo il quarto di finale, Djokovic aveva invece mostrato il suo lato più riflessivo, paragonandosi con ironia a Lionel Messi — altro campione che a 39 anni continua a stupire il mondo — e guardando già alla sfida con Sinner: «Ora è diverso dall’Australia. Lì sono arrivato molto più fresco. Qui la partita lunga è stata nei quarti e ora devo affrontare Sinner in semifinale. Continuo a provare a dimostrare a me stesso e agli altri che sono in grado di competere con i migliori giocatori del mondo». Una dichiarazione d’intenti che, alla luce del risultato finale, suona come il testamento sportivo di un campione che non ha mai smesso di crederci.
La stagione 2026 di Djokovic era già stata segnata da alti e bassi: l’eliminazione al terzo turno del Roland Garros per mano del brasiliano Joao Fonseca, la nomina di Viktor Troicki come nuovo allenatore, e poi la straordinaria rimonta a Wimbledon fino alla semifinale. Ivan Ljubicic, analizzando la vigilia della semifinale, aveva sottolineato come il Roland Garros avesse paradossalmente aiutato Djokovic ad arrivare in forma a Londra: «Quelle partite, anche molto lunghe, lo hanno rimesso in una condizione che il suo corpo conosce bene». Un’intuizione che si è rivelata corretta, almeno fino all’incontro con un Sinner in stato di grazia.
Il sogno del 25esimo Slam, diventato quasi un’ossessione secondo le parole di Mats Wilander, resta ancora nel cassetto. Ma Wimbledon 2026 ha dimostrato ancora una volta che Novak Djokovic non è un avversario da sottovalutare, su nessuna superficie e a nessuna età.