Il tennista romano non usa giri di parole dopo il ko di Monte Carlo
Matteo Berrettini ha commentato amaro la sua eliminazione a Monte Carlo per mano di Joao Fonseca: “Il servizio è un’arma molto importante e oggi non sono riuscito a farlo funzionare come al solito, un po’ per merito dell’avversario e un po’ per demeriti miei. Poi, quando perdo il ritmo con la battuta, ne risente anche il gioco da fondo perché non riesco a servire con serenità”.
L’Azzurro ha esaltato il talento brasiliano, che considera un potenziale rivale di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Io alla sua età giocavo solo i tornei Future, mentre lui a 19 anni ha già fatto quarti in uno Slam, quarti in un ‘1000’ e ha vinto un torneo ‘500’; quindi, se penso a quanto sono migliorato io dopo i 19 anni, possiamo immaginare tutto il potenziale che ha ancora a disposizione Fonseca”.
“Di solito, si ha molta fretta nel designare un terzo incomodo tra Sinner e Alcaraz; certo, arriverà, e lui ha le qualità per diventarlo – ha confermato Berrettini -. Ovviamente non so quanto potrà vincere in futuro ma fondamentalmente è un giocatore senza lacune: colpisce benissimo la palla, si muove bene, serve bene e lotta sempre”.
Berrettini aspetta con trepidazione il torneo di casa: “Giocare a Roma è un grandissimo regalo che faccio a me stesso. Per tutto il percorso che ho fatto da quando, fin da bambino, andavo a vedere i giocatori fino al momento in cui ci ho potuto giocare anch’io. È un po’ di tempo che non riesco a godermelo come vorrei e sarei felice di viverlo senza troppo rammarico. Questa è la spinta che mi fa scendere in campo tutte le settimane”.