Una scelta importante attende il fuoriclasse di Sesto Pusteria, reduce dalla doppietta americana e dal successo a Monte Carlo.
L’inizio di primavera del 2026 consegna a Jannik Sinner un paradosso che solo i grandi campioni possono trovarsi a gestire: avendo le qualità per vincere su ogni tipo di superficie e a tutte le latitudini, può essere addirittura un problema scegliere dove rischiare e dove proteggersi. Il successo di Monte Carlo, il primo Masters 1000 su terra rossa della sua carriera, ha confermato che più di territori da esplorare Jannik cerca altri campi da dominare. Proprio per questo, però, ogni nuova decisione può pesare il doppio.
Già pochi giorni dopo la doppietta Indian Wells-Miami, le indiscrezioni parlavano di un Sinner intenzionato a giocare l’intero trittico dei Masters 1000 sulla terra: una scelta aggressiva per mettere sempre più pressione all’amico-rivale Carlos Alcaraz e ritrovare al più presto la leadership nella classifica ATP. Il sorpasso è arrivato già dopo Monte Carlo, anche se Alcaraz potrebbe ritrovare il numero 1 vincendo a Barcellona (dove Sinner non ci sarà) ma la domanda resta: puntare solo su Roma, saltanto Madrid, o tentare un clamoroso en plein?
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La valutazione passa non solo dalle ambizioni di ranking: cinque Masters 1000 consecutivi in meno di tre mesi rappresentano un carico fisico e mentale enorme, anche pensando al grande obiettivo della tarda primavera, quel Roland Garros di cui resta l’amaro ricordo della finale 2025. Jannik lo sa bene: proprio lo scorso anno gli ha insegnato che la gestione del corpo è parte integrante della sua ascesa e il torneo parigino, oggi, è più di un obiettivo: è la frontiera che può dare un’ulteriore svolta a una carriera già ora incredibile.
A Madrid né Sinner né Alcaraz hanno punti da difendere, mentre a Roma il murciano ne deve difendere 1.000 e l’Azzurro 650: la strategia legata al ranking potrebbe così entrare in gioco da ambo le parti e, un po’ come accade in quella Formula 1 di cui Sinner è grande appassionato, i due sono orientati a non rivelare le loro intenzioni, aspettando chi per primo si “fermerà ai box” per decidere di conseguenza.
Qualunque sarà, dunque, la scelta non sarà casuale. Sinner e il suo team hanno dimostrato di saper ragionare in prospettiva, senza farsi trascinare dall’emotività del momento, ma il bivio è a un passo e una decisione va presa in tempi brevi. In fondo, però, è un’altra buona notizia per Jannik: quando ci si trova in prima persona davanti a scelte del genere, significa che si è entrati senza alcun dubbio nella dimensione dei fuoriclasse assoluti.